<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538</id><updated>2012-02-01T08:47:10.542+01:00</updated><category term='musica'/><category term='politica'/><category term='pessimismo'/><category term='questo blog'/><category term='governo ladro'/><category term='paranò'/><category term='bestemmie'/><category term='scazzi'/><category term='studio'/><category term='Gatto is better'/><title type='text'>Tempi Dispari</title><subtitle type='html'>Musica, Vita ed Altre Amenità</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>118</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-8622145320923962485</id><published>2010-11-21T01:17:00.004+01:00</published><updated>2010-11-21T01:49:42.901+01:00</updated><title type='text'>//Ƿi✝Ch_h▲Us Ѭ\\ (leggi: "witch housisms")</title><content type='html'>Se non ci avete capito niente del titolo, non preoccupatevi. Anche winamp non ci sta capendo niente di quel che sto ascoltando, l'album "✞◇✞" di (o dei?) ✝ DE△D VIRGIN ✝. Di come si legga il nome del disco non ho idea, ma so che tale †‡† &lt;span class="text"&gt;sostiene che il suo nome vada letto "rrritualzzz". Quindi io posso tranquillamente affermare che il ghirigoro cirillico là in cima stia per "isms", non vi pare?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="text"&gt;Forse però mi state prendendo per matto. Occorre allora fare un passo indietro: a un anno fa circa, quando sulla rivista "The Wire" il giornalista David Keenan conia il termine "hypnagogic pop":&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span class="text"&gt;&lt;i&gt;L'hypnagogic pop è musica pop rifratta tramite la memoria di una memoria. Attinge il suo potere dalla cultura pop degli anni Ottanta, durante i quali nacquero molti dei musicisti coinvolti nel genere, e che solo ora stanno venendo fattorizzati nella musica underground come un'influenza spettrale. I reami ipnagogici sono quelli al confine tra veglia e sonno, zone-limite dove cose sentite male e allucinazioni alimentano la formazione di sogni. [...] lo spazio mentale di un bambino appena prima di addormentarsi, con musica pop e disco che da lontano arriva attutita attraverso il muro e si infiltra nel subconscio.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;Al di là dell'incipit qui riportato, l'&lt;a href="http://docs.google.com/viewer?a=v&amp;amp;q=cache:tSII-faZQ9YJ:92.240.234.40/public/hypnagogic_pop_-_wire306.pdf"&gt;articolo&lt;/a&gt; è bruttarello, ed è principalmente una furbonata con cui Keenan cerca un po' di pubblicità per gli artisti del suo mailorder Volcanic Tongue: James Ferraro, Spencer Clark e altra gente del giro &lt;a href="http://www.ondarock.it/speciali/abc_decenniozero.htm#m"&gt;merdaiuolo&lt;/a&gt; americano. L'underground dell'underground, insomma.&lt;br /&gt;Fatto sta che, al di là di ogni previsione dell'autore, l'etichetta rimbalza per mezza internet in men che non si dica, e tempo qualche mese tutti sono pronti a definire la propria musica "ipnagogica". Synth pop annacquato, ribolliture di Steely Dan, perfino &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=X8PSW55q958"&gt;sigle televisive smagnetizzate&lt;/a&gt;: tutto fa brodo, a patto che ricordi i tempi andati con retrogusto velatamente kitsch e un po' di nostalgica foschia. Anche intellettuali e sociologi del pop ci danno dentro, e rispolverano gongolanti l'idea di "hauntologia" elaborata da Derrida e già tempo fa sdoganata in ambito musicale da Simon Reynolds (per chi volesse documentarsi, c'è questo &lt;a href="http://covatamalefica.blogspot.com/2008/06/hauntology-1-visioni.html"&gt;eccellente articolo che io non ho letto&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, l'&lt;i&gt;hypna&lt;/i&gt; è la moda del momento per tutta la fine del 2009 e l'inizio del 2010. Poi a maggio &lt;a href="http://pitchfork.com/features/articles/7806-ghosts-in-the-machine/"&gt;Pitchfork&lt;/a&gt; se ne esce con una nuova mirabolante etichetta: "drag". Che non piace a nessuno e viene presto sostituita dal più evocativo "witch house".&lt;br /&gt;L'idea alla base, invece, piace moltissimo: elettronica casereccia, &lt;i&gt;lo-fi&lt;/i&gt; come può esserlo la musica di chi smanetta con Reason solo da pochi mesi (e da qui la &lt;i&gt;house&lt;/i&gt; - che non ha niente a che vedere con quella dei club); poi atmosfere mefitiche, tra il tetro e il nebbioso, corroborate da cliché horror vari e rimasugli di mainstream ultrakitsch che come spettri infestano l'aere (questo invece è l'elemento &lt;i&gt;witch&lt;/i&gt;). Ad affascinare, però, è soprattutto l'armamentario &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Leet"&gt;l33t&lt;/a&gt;/esoterico che da subito viene associato al genere: nomi impronunciabili e talvolta anche intrascrivibili (tra i più creativi: oOoOO, &lt;b&gt;///▲▲▲\\\&lt;/b&gt;&lt;span style="background-color: transparent; color: black; font-family: Arial; font-size: 11pt; font-style: normal; font-weight: normal; text-decoration: none; vertical-align: baseline;"&gt;, &lt;/span&gt;Pwin ▲▲Teaks, ℑ⊇≥◊≤⊆ℜ e il già citato †‡†), video &lt;i&gt;very hypna&lt;/i&gt; saturi di immaginario da b-movie, foto solarizzate o giù di lì di riti magici vari, forme geometriche, icone pop di ieri e di oggi. L'hype è fulmineo, ma vaccinati dalla mezza &lt;i&gt;sòla&lt;/i&gt; ipnagogica - e allertati dalla sottile affinità tra i due stili - molti tra i più scafati frequentatori di novità musicali guardano alla cosa con sospetto. "La solita bufala inventata dai giornalisti", e via. Io dico invece che a farla così semplice ci si perde molto.&lt;br /&gt;Entriamo nella casa delle streghe, e capiamo il perché.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://thenamelessdead.files.wordpress.com/2010/10/haunted-witch-house.jpg?w=500&amp;amp;h=375" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://thenamelessdead.files.wordpress.com/2010/10/haunted-witch-house.jpg?w=500&amp;amp;h=375" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;La "witch house" &lt;i&gt;è&lt;/i&gt; l'ennesimo genere inventato dalla stampa. Il suo bello è anche questo: è bastato un articoletto con un pugno di brani in streaming perché un'intera scena esplodesse da quelle che fino al giorno prima erano solo una dozzina di tracce sparse tra Youtube e SoundCloud. Nomi ed estetica ritratti nell'articolo hanno fatto da modello per una masnada di hipster poco più che adolescenti (moltissimi sono sotto i vent'anni), e da un giorno coll'altro la "bufala" ha preso corpo. &lt;i&gt;In principio era il verbo...&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Non è questo l'unico elemento "meta" a rendere assieme emblematico e peculiare il genere, ma siccome sento una vocina che inizia a borbottare "Sì, ma la musica?" rimando a dopo le ulteriori considerazioni. E sia: parliamo di musica.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Il brano witch house è elettronico e non risponde alla forma-canzone. Ritmicamente, è un hip-hop rallentato, appesantito e privato di carica: spesso, alla base dei pezzi stanno versioni ultra-semplificate di beat &lt;i&gt;à la&lt;/i&gt; Timbaland, o halfstep rubati a Burial senza avere il tempo di carpirne il groove e la blackness. Altre volte il gusto per lo spartano si spinge più in là, e avvicina le ritmiche all'incedere sonnolento della svedese &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=4F-CpE73o2M"&gt;Fever Ray&lt;/a&gt;. Siamo comunque sul downtempo, 90/100 bpm grossomodo. D'altra parte, non è musica da ballo: è roba da stanzetta, pensata per l'ascolto al pc.&lt;br /&gt;I bassi sono poca cosa: la parte del leone spetta alle medie frequenze dei sintetizzatori. Presi di peso dal synth-pop più nebuloso, dopo una cura di rallentamenti ed effetti vari finiscono per somigliare agli sbalzi di intonazione nelle VHS invecchiate. Nonostante gli echi ambient, nonostante gli influssi shoegaze e l'aura chiesastica, emergono soprattutto per il loro carattere slavato.&lt;br /&gt;Infine, la voce. Può essere presente o assente, ma quando c'è non è niente di simile a una rassicurante melodia principale. Piuttosto, affiora come elemento di sottofondo: un mormorio hip-hop lentissimo e stagnante, una nenia pop ridotta a sussurro, o ancora una filastrocca svogliata e filtrata da mille riverberi. Un fantasma, un'apparizione priva di calore.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="385" width="480"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/3a98v-sHM4M?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/3a98v-sHM4M?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Questi i dati puramente tecnici. Niente che giustifichi grandi entusiasmi, si direbbe, e la musica sembra darne conferma: la mediocrità domina, e ben pochi pezzi sanno sedurre in modo realmente convincente. Per bene che vada, la maggior parte si limita a reiterare un cliché non particolarmente evocativo senza istillarvi personalità e - soprattutto - senza avere con sé idee compositive solide.&lt;br /&gt;Guardando le cose più in prospettiva, però, si notano diversi dettagli molto interessanti. Il primo è che, per quanto siamo nell'era del miscuglio, la ricetta witch house mette a contatto generi che non si erano mai parlati. Hip-hop da classifica, darkwave, ambient industrial, dream-pop, perfino dubstep e (almeno nell'iconografia) black metal. Il connubio non si limita alla giustapposizione però, perché riesce a fondere le diverse anime in un suono coeso e amalgamato. Un suono che sta in piedi da sé, ed evoca una gamma di immagini ed emozioni in buona parte aliene agli stili "di partenza".&lt;br /&gt;Qui arriviamo a un altro tratto peculiare, quello dell'interazione strettissima tra l'aspetto musicale e quello visivo nel dar vita a un immaginario inedito. Gli spettri della witch house, siano frutto di riti magici, malinconie latenti, popular culture sbiadita o vaghe memorie d'infanzia, condividono qualcosa con altri spettri moderni: gli ologrammi. Come gli ologrammi, sono immagini evanescenti che nascono dall'interferenza di due piani diversi - che di per sé risultano piatti e incolori, ma quando osservati in combinazione danno luogo ad apparizioni tridimensionali. La witch house è un "pacchetto" suono/immagine, in cui per l'effetto finale sono altrettanto determinanti i continui cut'n'paste musicali e i volti di popstar riflessi e tagliati da figure geometriche, i nomi "grafici" ed esoterici e i sintetizzatori piovosi stile Blade Runner. Per questo la domanda "Ma la musica?", ancor prima di ogni eventuale risposta, rischia di portare fuori strada: l'essenza della witch house sta da qualche parte a cavallo tra musica e altro, e volersi limitare al solo piano musicale ne farebbe notare giusto i dettagli più scialbi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="385" width="480"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/TYjHr0GDo5k?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/TYjHr0GDo5k?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Non è chiaro se questa inscindibilità degli aspetti sonori e visivi nasca dal ruolo dominante di YouTube come canale di diffusione della witch house, o se sia quest'ultimo a discendere dalla natura ibrida del genere. Comunque sia (è un po' la questione dell'uovo e della gallina), c'è un dato significativo che il problema mette in luce: la witch house è il primo genere veramente internettiano nell'universo pop. I musicisti sono del tutto estranei al circuito live e intendono come  "contatto diretto" con gli ascoltatori quello che si instaura tramite i  vari Twitter, Myspace ecc., ma soprattutto le tracce nascono per YouTube e molte di esse manco esistono su supporto fisico (al massimo, un cd-r...). Non è un caso anche che lo stile witch house abbia incorporato elementi tipici di altre mode internettiane, dalla grafia l33t al "mash-up" audio/video all'assemblaggio di videoclip amatoriali riciclando filmati vari.&lt;br /&gt;È sorprendente come la moda&lt;i&gt; hypna&lt;/i&gt; abbia fatto da ponte tra uno degli universi musicali più luddisti di sempre - quello dell'ultra-lo-fi americano ancora attaccato alla cassetta, o al più al cd-r - e la galassia degli hipster internettiani entusiasti di ogni sorta di nuovo canale musicale e social network. In fin dei conti, però, l'attuale panorama di video semi-clandestini che circolano su YouTube coi loro nomi irrintracciabili (provateci voi a cercare su google una sequenza di caratteri pseudo-runici!) è, oltre che un ottimo strumento per alimentare la nomea esoterica del genere, anche quanto di più vicino a una replica "aggiornata" del labirinto di cassettine e mixtape tipico dello &lt;i&gt;shitgaze&lt;/i&gt; americano. Un altro "salto" che fa riflettere è quello dei bersagli delle rivisitazioni ipnagogiche: se inizialmente ad essere ripescati erano soprattutto gli anni Ottanta (in qualche caso anche i Settanta), nella witch house la materia prima viene dritta dagli anni Zero: hip-hop mainstream, echi di dubstep marca Hyperdub e perfino Lady Gaga (l'icona pop preferita dalla scena, vittima di numerosissimi "drag remix"). Praticamente, alle memorie nostalgiche di qualche decennio fa si sono sostituite i ricordi finto-sbiaditi di ieri a dir tanto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="385" width="480"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/d9J3WiXc6lg?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/d9J3WiXc6lg?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;La witch house è l'hypnagogic pop che ha effettuato un salto generazionale: dai trentenni della grande provincia americana, agli studentelli poco più che adolescenti delle high school. Ragazzi sostanzialmente nuovi al mondo della musica, con una cultura fatta di pochi riferimenti solidi e molte band raccattate su SoundCloud. E dal mainstream USA che con ogni probabilità è stato fino a ieri il loro unico contatto con la pop music, e da articolazzi di Pitchfork come quello sulla witch house - su loro stessi, insomma. Eccoci allora tornati all'inizio, con una sorta di serpente che si morde la coda che senz'altro stuzzicherebbe i palati esoteristi dei giovincelli in questione, se solo la loro passione per il mistero andasse oltre la facciata.&lt;br /&gt;Ma la witch house è anche questo: un genere di facciata. Uno stile che, incredibilmente, ha bypassato la fase "espressiva" iniziale (quella in cui si elabora un suono più o meno proprio per dare corpo al proprio modo di essere e comunicarlo) per configurarsi da subito come pura maniera. I pezzi witch house sono esercizi di stile, semplici applicazioni di una ricetta che fin dal primo momento è stata scritta nero su bianco. Anche per questo ha attratto frotte di pischelli privi di esperienza: per l'indubbia facilitazione data dall'avere un binario ben delineato, una serie di "istruzioni" semplici che rispettate garantiscono un risultato più che decoroso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi si tratta di un genere nato morto, destinato a tramontare con la stessa fretta con cui è sorto? Forse sì, forse no: molto dipenderà da quanto i ragazzi improvvisatisi musicisti grazie ad essa sapranno maturare, sviluppare personalità proprie e guardare oltre al canone del genere. Sono tanti però gli elementi che fanno intuire potenzialità per ora inespresse.&lt;br /&gt;La witch house è il linguaggio di una "popolazione" nuova per il mondo musicale, la generazione nata nei primi Novanta assieme ai primi vagiti della internet di massa: i famosi "nativi digitali". È il territorio di incontro di molti dialetti musicali, nessuno dei quali effettivamente "lingua madre" degli artisti in questione - se non forse quel mainstream/kitsch che, in ogni caso, è impossibile padroneggiare fluidamente senza avere a disposizione l'arsenale tecnologico, tecnico ed economico delle major. Tutti gli stili da cui il canone witch house attinge sono in qualche modo travisati, "traditi": questo perché il gruppo sociale alla base del genere non è in continuità culturale con nessuno di essi. Ruba ritmi al dubstep, ma non ha alcun legame coi club londinesi e l'&lt;a href="http://energyflashbysimonreynolds.blogspot.com/2009/02/hardcore-continuum-or-theory-and-its.html"&gt;hardcore continuum&lt;/a&gt; di cui è frutto (da qui l'assenza di groove e profondità: il popolo della witch house non ha alcuna idea delle implicazioni &lt;i&gt;fisiche&lt;/i&gt; del ritmo propagato tramite soundsystem da migliaia di watt!). Se conosce l'universo underground del lo-fi americano, è solo per sentito dire e tramite la recentissima deriva &lt;i&gt;hypna&lt;/i&gt; - dalla cui vulgata nasce tutta la mania per spettri e reminescenze varie. Lo stesso vale per ogni altro ambiente a cui potrebbe essere accostato: il mainstream è un passato (magari da pochissimo) da parodizzare, il panorama &lt;i&gt;indie&lt;/i&gt; una scoperta dell'ultim'ora, stimolante giusto per i panegirici scritti sulle webzine di settore, il black metal solo un calderone iconografico da cui prelevare immagini inquietanti e croci in fiamme.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Per quanto sconcertante, la situazione è la seguente: questo genere nato ieri, palesemente privo di elementi sonori originali e anzi esasperatamente stereotipato, è una novità assoluta nel panorama musicale. Un "&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Black_swan_theory"&gt;cigno nero&lt;/a&gt;", che coglie impreparati e rende i pronostici pressoché impossibili. Tanto vale dunque goderselo oggi per quel che è, e attendere speranzosi nuovi spettrali sviluppi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="385" width="480"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/_sGSntTw_Q4?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/_sGSntTw_Q4?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="385" width="480"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/6dikEpLI2aY?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/6dikEpLI2aY?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="385" width="480"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/5zfoho1IIEA?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/5zfoho1IIEA?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe frameborder="0" height="385" src="http://player.vimeo.com/video/13101794" width="480"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-8622145320923962485?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/8622145320923962485/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=8622145320923962485' title='10 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/8622145320923962485'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/8622145320923962485'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2010/11/ichhus-leggi-witch-housisms.html' title='//Ƿi✝Ch_h▲Us Ѭ\\ (leggi: &quot;witch housisms&quot;)'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-7644198501963950049</id><published>2010-06-03T19:55:00.027+02:00</published><updated>2010-06-04T17:40:01.061+02:00</updated><title type='text'>Ancora sui generi come lingue</title><content type='html'>L'altro giorno scrivevo dei generi dance come di creoli, o pidgin: era un paragone, non un'identificazione. Ci sono infatti punti rilevanti in cui l'analogia viene meno, e conviene evidenziarne alcuni esplicitamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un pidgin (e un creolo successivamente) nasce dall'incontro di due culture e delle relative lingue, tramite rapporti sociali stretti e convivenza in uno stesso territorio. La storia dei generi musicali è più spesso quella di incontri a distanza, in cui un gruppo sociale "ricevente", già dotato di una lingua propria, entra in relazione con un &amp;nbsp;gruppo "donatore" solo grazie a immagini e registrazioni: dischi, videoclip, dichiarazioni - senza dunque un contatto diretto prolungato.&lt;br /&gt;La differenza sostanziale a livello di dinamiche è nel ruolo delle comunità in gioco. La fusione culturale non sarà frutto di una mediazione a due tra entità linguistiche ben formate ("Cerchiamo una nuova lingua C che risulti comprensibile a me che parlo A e a te che parli B"), ma di un processo di evoluzione i cui attori saranno i "vecchi" provenienti dalla sottocultura ricevente e i "nuovi" che si aggregheranno attratti dalla nuova musica e dai suoi diversi volti socioculturali ("Sulla A innesto quegli elementi di B che vengono selezionati da una comunità C ancora in formazione").&lt;br /&gt;Un esempio lampante è quello della prima hardcore inglese, nata dall'importazione della dance elettronica americana e l'innesto di questa sul substrato post-punk/street-punk preesistente senza che i "popoli" della house e della techno americana entrassero in contatto con le sottoculture punk inglesi. In questo caso, a fare da bussola per la creazione del nuovo idioma fu il nascente popolo dei rave, in gran parte formato da ragazzi del tutto esterni alla precedente cultura street-punk.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono situazioni però - non saprei dire se in numero maggiore o minore - in cui la dicotomia ricevente/donatore non è altrettanto funzionale. E' il caso del progressive rock, nato (semplificando) dall'incontro tra la cultura giovanile post-British Invasion e la più aristocratica tradizione classica. Le due culture &lt;i&gt;erano&lt;/i&gt; a contatto e il loro punto di intersezione era costituito propriamente da quei giovani che avrebbero dato vita al prog: ragazzi di classe medio-alta che risultavano "parlanti nativi" di entrambe le lingue in gioco. La formazione pop-rock l'avevano ricevuta tramite i dischi, i concerti, la tv, i coetanei; quella classica, al contrario, era un'eredità delle famiglie, delle lezioni private di musica, delle serate a teatro.&lt;br /&gt;L'asimmetria tra le due culture che si osservava nel caso dell'hardcore inglese qui viene meno, ma la situazione ricorda, più che quella di un pidgin o creolo, lo scenario di una &lt;i&gt;lingua mista&lt;/i&gt;: di nuovo un idioma ibrido, nato però dal riadattamento linguistico di una popolazione bilingue piuttosto che dal confronto/scontro comunicativo tra due gruppi distinti. I ragazzi inglesi della borghesia universitaria disponevano già di idiomi musicali comuni, ma questi idiomi non li rappresentavano appieno: non erano unicamente loro, ma condivisi con altri gruppi (gli altri giovani, il resto dell'upper-middle class urbana) e pertanto non li identificavano. La creazione di un nuovo genere fu assieme un modo di&lt;i&gt; unire&lt;/i&gt; le due anime musicale e &lt;i&gt;distinguersi&lt;/i&gt; dagli altri dandosi un'identità. Ovviamente, il processo fu tutto fuorché consapevole - a scanso d'equivoci va precisato. Come va confessato che anche questa lettura è fin troppo restrittiva: alla creazione del genere concorsero evidentemente altre anime (quella jazz, per molti frutto degli ascolti "intellettuali" del college), e la dinamica complessiva rifletté comunque alcuni tratti della formazione di un pidgin: vi furono comunque forti elementi di "mediazione" - sul piano ritmico e armonico, soprattutto - perché le due comunità non erano del tutto amalgamate agli albori del genere (in molte band il tastierista veniva da studi classici, il bassista dal beat) e in fin dei conti non lo sarebbero mai state interamente (la situazione continua a riproporsi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una fenomeno ancora diverso - e di nuovo non assimilabile alle dinamiche di un pidgin - è la &lt;i&gt;globalizzazione&lt;/i&gt; di un genere: la sua diffusione su scala (quasi) mondiale. Essa può avvenire per esportazione e riadattamento alle esigenze locali (la house che conquista ogni angolo del globo), rientrando in qualche modo nel meccanismo già visto per la hardcore inglese. Ma può anche svilupparsi come processo di omologazione di scene locali in qualche modo simili, che tramite contatti diretti e indiretti gradualmente convergono a una macro-scena dotata di caratteristiche unitarie.&lt;br /&gt;E' questo il caso del post-rock, nato in maniera del tutto autonoma in Inghilterra e negli States (e anche qui da diversi germogli autonomi) ma poi confluito, nell'arco di una decina d'anni, in un genere transnazionale in cui le singole identità locali si distinguono a malapena. Il passaggio da una galassia di dialetti intercomunicanti e mutuamente intelleggibili a uno standard linguistico comune altamente grammaticalizzato prende il nome di &lt;i&gt;koineizzazione&lt;/i&gt; (creazione di una &lt;i&gt;koiné&lt;/i&gt;) e rende conto di una situazione analoga.&lt;br /&gt;Oserei dire che proprio questo processo - assieme alla "creolizzazione" vista nello scorso post - è alla base della standardizzazione a&amp;nbsp;i generi&amp;nbsp; vanno incontro inevitabilmente dopo la fase pionieristica iniziale. Non a caso, l'idea di koiné appare applicabile soprattutto alle "code lunghe" dei generi: gli stili largamente epigonici portati avanti dai nostalgici di questo o quell'altro filone ad anni se non decenni di distanza dalla loro fase più popolare. Neo-prog, drum'n'bass, hard-rock, industrial sono da tempo fossili musicali in cui le differenze geografiche - e perfino temporali! - tendono ad annullarsi, così come il senso di appartenenza dei fan alla propria specifica comunità locale (che pure continua spesso a esercitare un ruolo fondamentale, come cellula di un'élite globale di "fedeli alla linea").&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono poi trasformazioni che si prestano poco alle analogie linguistiche. Alcune - specie quelle legate all'emergere di nuove tecnologie - possono comunque contribuire ad amplificare e accelerare alcuni meccanismi già descritti. Sarà il caso di discuterne in separata sede.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-7644198501963950049?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/7644198501963950049/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=7644198501963950049' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/7644198501963950049'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/7644198501963950049'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2010/06/laltro-giorno-scrivevo-dei-generi-dance.html' title='Ancora sui generi come lingue'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-2961554151138279627</id><published>2010-06-01T02:01:00.009+02:00</published><updated>2010-06-03T10:36:09.017+02:00</updated><title type='text'>Elettronica, formati e i percome dell'ibridazione</title><content type='html'>Uno degli errori classici del cultore di rock che si avvicini all'elettronica è quello di trattarla - &lt;i&gt;ça va sans&lt;/i&gt; &lt;i&gt;dire&lt;/i&gt; - come il rock. Ovvero come una creatura che forgiata dalla rivoluzione del Sergente Pepe (+ annessi e connessi) e ancoratasi indissolubilmente a un formato: l'album. Negli anni questo è diventato feticcio e simbolo supremo dello status "artistico" della musica rock. L'assunto implicito che ha accompagnato questa cristallizzazione è: il rock è un'Arte, il musicista rock un Artista e come lo scultore crea stature, il pittore quadri e il poeta poesie, anche il musicista rock crea un preciso tipo di Opera d'Arte, e questo è l'album.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'elettronica ha una storia diversa e questo processo non l'ha riguardata se non marginalmente. Sì, esistono gli album di musica elettronica e spesso sono opere d'arte fatte e finite, ma il focus è altrove. Il discrimine sta nella &lt;i&gt;traccia&lt;/i&gt; - guai a identificarla frettolosamente come equivalente della canzone.&lt;br /&gt;Prima di addentrarsi nella questione, però, è necessaria una precisazione lessicale. Io l'ho chiamata&lt;i&gt; elettronica&lt;/i&gt;, ma più correttamente dovrei utilizzare un altro termine (e così farò, da qui in avanti): &lt;i&gt;dance music&lt;/i&gt;. Perché la frattura è fra i Led Zeppelin e Jeff Mills, non tra quest'ultimo e Jean-Michael Jarre. A fare la differenza non è l'utilizzo esclusivo di strumentazione elettronica, ma il traguardo ideale in cui i pezzi nascono e a cui sono orientati: l'ascolto casalingo, radiofonico o concertistico in un caso, la comunione fisico/musicale del dancefloor nell'altro. &lt;i&gt;Elettronica&lt;/i&gt; è il nome preferito dall'ascoltatore rock, perché gli permette di ignorare questa differenza costitutiva, e con essa l'inadeguatezza delle sue logiche all'universo dance e l'&lt;i&gt;esistenza&lt;/i&gt; stessa di quest'universo. Meglio &lt;i&gt;dance music&lt;/i&gt;, dunque.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torniamo a noi: canzone e traccia. La canzone è un prodotto finito, un "capolavoro" (nel senso originario del termine); la traccia dance è invece materiale grezzo e perennemente in fieri, uno spunto che serve al musicista/DJ per allestire quello che davvero è il fine ultimo della creazione elettronica: il DJ set, il mix in cui tutto confluisce e la musica scorre di vibrazione in vibrazione permeando corpo e mente degli astanti.&lt;br /&gt;Il DJ non è un artista: è un sacerdote. Da qui passa la distanza inconciliabile che - nonostante tutti i flirt e gli avvicinamenti - ancora oggi corre tra il mondo rock e quello dance.&lt;br /&gt;Cosa ne consegue? Che seguire la dance tramite gli album è come assistere a una messa tramite versioni romanzate dei sermoni. Non che questi (gli uni e gli altri) debbano per forza essere &lt;i&gt;brutti&lt;/i&gt;: semplicemente, sono qualcosa di diverso da ciò che si pretende di seguire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mille gli indizi che portano a questa osservazione. Tra i tanti possibili, concentriamoci sui più beceramente "rockisti" - quelli relativi al formato-album. O in generale al long-playing, va'.&lt;br /&gt;L'album dance nasce tipicamente diverso tempo dopo le prime tracce. Il "nome" ce lo si fa non grazie all'LP - che arriva "a cose fatte", ma all'inclusione delle proprie tracce in questa o quell'altra compilation o mixtape, o ancora più volatilmente grazie al passaparola tra DJ - e di conseguenza ascoltatori e "critica". L'&lt;i&gt;hype&lt;/i&gt; si crea perché Tizio programma costantemente un tuo pezzo nelle sue serate, perché dai che ti dai la gente inizia a dare in escandescenze quando riconosce il tuo pezzo in pista. E quando capita l'antifona anche Caio inizia a spingere su quel pezzo; altro che recensioni di Pitchfork.&lt;br /&gt;Non solo l'album dance arriva dopo: è anche una cosa radicalmente diversa, un'esperienza di altro tipo. Prendiamo un classico della jungle, "Timeless". Crediamo davvero che Goldie si sia fatto un nome nell'estasi anfetaminica della rave culture con musica così soffusa e iperdettagliata? Chiaro che no: l'album appartiene già al post-rave, è un'elaborazione "da ascolto" di un sound nato per il ballo fino all'alba, è la trasposizione di uno stile da un contesto a un altro, con tutte le "falsificazioni" che è lecito aspettarsi un processo del genere.&lt;br /&gt;E che dire delle numerosissime compilation ricapitolative della carriera di questo o quell'altro produttore? Puntualmente, si rivelano strumenti del tutto inefficaci per ricostruirne il percorso stilistico. Perché lo scopo non è quello, ma ricreare un DJ set fittizio che raccolga tutti gli episodi fondamentali di questo percorso - amalgamandoli però in uno stile fluente, coeso e aggiornato alle ultime tendenze, come avverrebbe in un DJ set reale.&lt;br /&gt;Il long-playing, come il DJ set, è un &lt;i&gt;qui-e-ora&lt;/i&gt; ed essendo il flusso - non il pezzo - l'oggetto di culto, non c'è alcun problema a riadattare lo stile a ciò che è nell'aria &lt;i&gt;ora&lt;/i&gt;, con buona pace dei filologi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un'altra piccola considerazione ci conduce verso un discreto salto concettuale. Quel che spesso si osserva nel passaggio dall'immaterialità di un DJ set (concretissima a dire il vero, per chi è lì) alla resa su disco è una forte "grammaticalizzazione" dello stile. Quella che, nelle prime fasi di un genere dance, è una matassa di intuizioni, contaminazioni e contraddizioni che sulla pista da ballo si scontrano e interagiscono dando vita a situazioni sempre nuove, al momento della sua cristallizzazione su lp prende una forma definita: quello che era incontro occasionale o espediente fortuito si trasforma in regola, o ancora più spesso si&lt;i&gt; conforma&lt;/i&gt; a una regola che tacitamente sta imponendosi nella scena.&lt;br /&gt;Esempio: "The Roots of El-B", uscito l'anno scorso. Disco stupendo, raccoglie il materiale di uno dei pionieri del dubstep londinese: suona attualissimo, incredibilmente vicino a quel che c'è in giro ora... Certo, perché &lt;i&gt;è&lt;/i&gt; uscito ora, e il suo realizzatore non ha esitato a far suoi fino all'ultimo pattern ritmico i canoni di un genere ormai ampiamente codificato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed eccoci qua: quel che succede nel passaggio dalle prime tracce sparse, dalle prime serate e stupori di pubblico, alla pubblicazione di long-playing - insomma, dalla fase pioneristica di un genere alla sua maturità (volendola chiamare così) è un fenomeno simile a quello che, in linguistica, è chiamato &lt;i&gt;creolizzazione&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Un &lt;i&gt;creolo&lt;/i&gt; è una lingua bastarda, un ibrido tra due lingue autonome nato in un preciso contesto sociale dall'interazione tra due comunità. Una lingua a tutti gli effetti comunque, con le sue convenzioni e le sue regole - non scritte. Ma un creolo non nasce già perfettamente formato. E' preceduto da un &lt;i&gt;pidgin&lt;/i&gt;, una non-lingua che è un mix instabile delle due lingue originali, una cosa tipo "provo a parlare nella tua lingua ma non so la grammatica, quindi semplifico di brutto e di quando in quando ci metto dentro parole della lingua mia sperando che ci capiamo lo stesso". Una cosa che varia da parlante a parlante, da persona a persona.&lt;br /&gt;Quand'è che avviene il grande passo, che un pidgin si stabilizza e diventa creolo, una lingua a tutti gli effetti? Quando la prima generazione di bambini cresce avendo nelle orecchie il pidgin, acquisendolo come lingua materna. Sono loro che forgiano le regole del nuovo idioma - e loro che reiterandole finiscono per trasmetterle in parte perfino ai genitori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' cosi' per i generi? Credo di sì. Credo che un genere sia una lingua che nasce bastarda, tramite l'interazione di generi diversi (ovvero contesti sociali diversi, schemi ideali diversi, e via dicendo). Un genere nasce come cantiere linguistico, banco di prova di una nuova forma di comunicazione che travi le regole di un linguaggio per adattarlo alle esigenze di una nuova comunità. Una comunità che immancabilmente finirà per evolversi assieme a quel genere. Che nel frattempo qualcuno avrà provveduto, in base a qualche parametro, ad etichettare: techno, jungle, dubstep, wonky beats...&lt;br /&gt;E la comunità attirerà nuovi adepti. Ragazzi che cresceranno come musicisti avendo nelle orecchie quei suoni, e alla domanda "che musica fai?" risponderanno con quell'etichetta che hanno imparato designarli. Con loro, inizierà inevitabilmente la fase "manieristica" del genere, o più semplicemente la fase grammaticalizzata: dall'iniziale &lt;i&gt;pidgin&lt;/i&gt; musicale/culturale si sarà passati a un creolo... A cui anche una discreta parte dei pionieri iniziali finirà per adattarsi, al momento di passare dall'"oralità" del DJ set alla "forma scritta" del long-playing.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi? Poi un genere può morire, di stagnazione ed eccessivo dogmatismo; oppure evolversi, continuare a ibridarsi e raccogliere energie giovani: dare vita a una catena di nuovi pidgin e creoli musicali, reagire al flusso di una comunità che cambia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-2961554151138279627?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/2961554151138279627/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=2961554151138279627' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/2961554151138279627'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/2961554151138279627'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2010/06/elettronica-formati-e-i-percome.html' title='Elettronica, formati e i percome dell&apos;ibridazione'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-6577816533932428387</id><published>2010-05-28T22:35:00.002+02:00</published><updated>2010-05-29T10:02:06.420+02:00</updated><title type='text'>I generi</title><content type='html'>&lt;i&gt;Che la musica sia una e universale è ben discutibile. La musica nasce dal proprio contesto e da sensibilità ben mirate: se uno è totalmente al di fuori da quel contesto non avrà evidentemente i mezzi per capirla. Il che non significa che non possa accettare la sfida, ma difficilmente la vincerà con la mentalità del "la musica una".&lt;br /&gt;Difficile apprezzare Bacharach se si pretende che regali le stesse emozioni dei Neurosis. Come dice DJ Sprinkles "la house non è universale, la house è iper-specifica", e non solo non potrebbe avere più ragione, ma vale anche per tutte le altre musiche. Se quindi si pretende di appiattirle tutte su un'unica linea a mio avviso si scalfirà solo la superficie.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;Gozer il Gozeriano - Ondarock Forum&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Partirei da qui. Negando l'universalità della musica, si apre un vaso di Pandora.&lt;br /&gt;Esiste un legame profondo tra musica e contesto, e spesso entrare in sintonia coel secondo è fondamentale per far propria la prima. Non parlo solo di approfondimento storico/biografico, ma soprattutto di comprensione e condivisione di quel sistema di valori, sogni e timori che con certa musica è legato a doppio filo. Perchè era incarnato dalla figura dell'autore, magari, ma anche e soprattutto perché quei sentimenti "risuonavano" con gli umori di un'epoca e i bisogni di un gruppo sociale più o meno identificato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La storia della musica è una storia di rapporti privati: l'autore e la sua creatura, l'ascoltatore e i sentimenti che lega a una canzone, un disco o un personaggio. Ma è anche una storia di rapporti collettivi, di valori condivisi e sottoculture che alle semplici note hanno dato un senso e un'anima, che le hanno rese simboli e spesso hanno contribuito a generarne di nuove. Lo stesso rapporto privato dell'ascoltatore con la musica passa inevitabilmente da questa dimensione più grande.&lt;br /&gt;Questo magma di suoni, simboli, luoghi, valori, nasce e si sviluppa come un sistema, man mano sempre più definito. Si articola in un &lt;i&gt;genere&lt;/i&gt;, probabilmente l'oggetto più complesso di tutto l'universo pop, assieme alla canzone.&lt;br /&gt;In un genere convergono l'elemento soggettivo e quello sociale, l'aspetto tecnico-musicale e quello di immagine: una rete in cui i livelli piu' diversi intessono rapporti di rinforzamento reciproco o parziale contraddizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Può sembrare anacronistico pensare che, anche nell'era della morte del rock come fenomeno sociale, "generi" intesi a questo modo possano continuare a svolgere un ruolo cruciale. Eppure anche oggi avviene di scoprire la musica "a fette", appassionandosi ai diversi generi uno per volta, o magari restando per sempre orgogliosamente confinati all'interno di alcuni.&lt;br /&gt;Internet ha sì mutato le cose, perché ha sciolto il vincolo temporale e geografico tra musica e ascoltatore. Nel farlo, però, ha dimostrato anche quanto forti e efficienti fossero le codifiche dei generi, capaci di risuonare in modo quasi immutato coi sentimenti di persone che ben poco hanno a che fare con l'orizzonte originario di quella musica.&lt;br /&gt;Per non parlare delle mille sottoculture internettiane e delle micro/macro-oasi in cui determinate preferenze tendono a diffondersi: dai forum a rym, dai social network alle reti p2p. Fino ad arrivare a quelli che sono a tutti gli effetti nuovi "popoli" della musica, con tanto di "generi" a cui possono essere associati: Pitchfork e la "roba da hipster" ne sono l'esempio piu' lampante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fenomeno più rilevante emerso con internet, però, è quello della lettura deviante. Qualcosa di cui già parlavano i post-strutturalisti a fine 60, che oggi si è dimostrata fatto assolutamente quotidiano: la possibilita' di apprezzare qualcosa per motivi totalmente diversi da quelli che le sarebbero originariamente associati. Amare certa musica tramite meccanismi del tutto indipendenti da quelli che la codifica di genere le proietterebbe sopra.&lt;br /&gt;Difficile immaginare la cosa per generi interi; già per singoli artisti il fenomeno è raro: ciascuno però avrà pezzi e dischi che ama alla follia pur non apprezzando il resto delle cose usualmente considerate "simili" (perché dello stesso autore, perché dello stesso genere ecc). Di certo la cosa non è nata con internet, ma il fenomeno ne è stato amplificato, complice la possibilità di avvicinarsi a musica lontanissima dalla propria esperienza quotidiana ignorandone tutto sommato qualsiasi cosa riguardo al contesto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto può dirsi insomma, meno che i generi non esistano o non abbiano peso. Chi ne nega la centralità nell'orientare gli ascolti, afferma per via implicita l'ideologia della "lettura deviante", in cui poco importa di entrare in sintonia con i diversi universi "di genere", i loro valori e le loro categorie estetiche - quello che conta sono le sensazioni che l'ascoltatore prova ascoltando la musica in un rapporto idealmente non mediato da altre strutture, per quanto pertinenti queste possano essere.&lt;br /&gt;Siccome però la musica è fatta di codici e senza uno "schema interpretativo" la musica non comunica, il rischio di questa ottica è quello di "prendere a prestito" senza volerlo le chiavi di lettura proprie di altri generi tentando vanamente di applicarli a territori che non sono consoni. Il risultato è non riuscire ad apprezzare una grandissima parte della roba che si ascolta, pur ritenendo comunque di procedere nel modo piu' "aperto" possibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al di là di questo, mi stupisco di come di generi si tenda a parlare poco, specie a livello di critica. I riferimenti en passant in recensioni e articoli non si contano, come è tantissima la letteratura che cerca di parlare dei principali risultati musicali di un genere o dell'altro: nonostante questo, i tentativi di analizzare un genere in tutti i suoi risvolti, comprendendone e decodificandone l'architettura dei valori, sono veramente pochi.&lt;br /&gt;Maestro indiscusso in questa rara arte è il solito Simon Reynolds, che piu' ancora che nell'ultracitato articolo sul post-rock, ha scritto pagine epocali sull'"ideologia" indie-pop e sul "funzionamento" della musica elettronica di stampo jungle (entrambi riportati su "Bring the Noise").&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;A questo proposito, il poco che son riuscito a beccare in rete in italiano:&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;i&gt;L’indie-pop tende a dipingere l’amore in termini di devozione e idealizzazione, praticamente privo di allusioni sessuali. L’esperienza dell’innamoramento viene descritta in termini onirici, extracorporei. All’indie pop interessano i dettagli del corteggiamento, delle atmosfere evocate. Sofferto e problematico, l’amore indie-pop è un amore adolescenziale. Un tempo il rock si nutriva dell’ostentazione del corpo e del desiderio,rivelando la cruda verità dei sensi. E’ interessante dunque notare come il ” puro amore ” sia diventato più trasgressivo del libertinismo o della sfrontatezza sessuale alla Mick Jagger.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[...]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un’idea di innocenza infantile pervade la scena indie. Si predilige l’ingenuità, l’entusiasmo ed il disordine tipici della fanciullezza. Si percepisce un atteggiamento condiviso di rimpianto, la voglia di stabilire un legame magico e candido con il mondo. Si tratta di una concezione romantica dell’infanzia, abbracciabile solo da una mente letteraria (ovvero il tipico fan indie). In realtà i bambini di oggi vogliono crescere in fretta e assomigliare a Simon le Bon o Madonna. L’infanzia ha riacquistato importanza perchè offre un immaginario ricco di potenziale dissidente. Laddove la ribellione rock si basava sulla verità censurata del desiderio adolescenziale,questa forma di indisciplina non è solo consentita ma prescritta come modello. Gli anni sessanta spadroneggiano nello schema indie perchè sono gli ultimi nei quali le idee di infanzia e di innocenza perduta erano monete corrente. Gli hippy, i situazionisti, ma pure la psicanalisi pone nel gioco la componente cruciale per la rivoluzione culturale. La musica ( pensiamo ai Pink Floyd ) rifletteva questa convinzione secondo la quale crescere è un percorso di brutalizazzione. Non di rado sembra che l’indie tipo si sforzi di assomiglaire ad una persona qualunque degli anni sessanta o cinquanta. Ecco dunque le tracce di abbigliamento pre-permissivismo: cardigan, soprabiti, eskimo, giacche corte, foulard, berretti e zazzere corte che probabilmente appaiono peculiari a quanti un tempo dovevano adottare quel look e oggi si godono il diritto di esibire una lunga chioma cotonata. Mescolati a questi elementi, troviamo i tratti infantili: Magliette da compleanno, felpe fuori misura, fiocchi e nastrini, colori vicaci, orecchie bene in vista. Persistono sporadici elementi punk o psicadelici ma l’effetto complessivo è infantile, perchè l’infanzia è l’unico momento della vita in cui i colori vivaci sono appropriati. Nel tentativo di non vestirsi come si pensa debbano vestirsi le donne per essere sexy, alcune ragazze sono incappate in uno stile ricco di connotazioni pedofile. La scena indie si sforza di proteggere l’innocenza dall’impatto di una cultura sofisticata. Ecco perchè attinge quasi esclusivamente da modelli bianchi; L’etica fai da te non attechisce nella musica nera, dove prevalgono raffinatezza e professionalità ( almeno fino all’avvento del rap ). Un tempo il rock ribelle poteva nutrirsi dell’animalismo proibito dell’ R&amp;amp;b, ma oggi quell’energia sessuale è solo un altro ingranaggio dell’immensa macchina del music buisness. Il conflitto tra desiderio e materialismo illustrato da Satisfaction degli Stones, non è più all’ordine del giorno.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;Simon Reynolds - Hip-hop-rock&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-6577816533932428387?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/6577816533932428387/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=6577816533932428387' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/6577816533932428387'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/6577816533932428387'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2010/05/i-generi.html' title='I generi'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-4123274556135433814</id><published>2010-05-28T22:00:00.000+02:00</published><updated>2010-05-28T22:00:15.471+02:00</updated><title type='text'>A volte ritornano</title><content type='html'>Che me ne faccio di sto blog? Ogni tanto me lo sono chiesto, in questi mesi. O anni.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Dovrei/Potrei.../Però è troppo sbatti&lt;/em&gt;: essenzialmente mi son sempre dato questa non-risposta. Niente di drammatico lasciare in disuso sto posto: ne ho già fin troppi altri da seguire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi vagolavo per Pavia e mi è venuta un'idea diversa. &lt;em&gt;Invece che sul &lt;a href="http://www.ondarock.it/forum/index.php"&gt;forum&lt;/a&gt;, dove giustamente non se li fila nessuno, i miei pipponi metamusicali li scrivo qui&lt;/em&gt;. Se sia una buona pensata o meno, lo valuterò tra un po'. Per intanto, ripubblico un po' di vecchie robe mai troppo comprese (neanche da me, per dire).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se poi qualcuno le legge pure, ovvio che sono contento.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-4123274556135433814?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/4123274556135433814/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=4123274556135433814' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/4123274556135433814'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/4123274556135433814'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2010/05/volte-ritornano.html' title='A volte ritornano'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-3588984792247587500</id><published>2010-02-10T00:29:00.000+01:00</published><updated>2010-02-10T00:29:41.039+01:00</updated><title type='text'>10 anni in musica</title><content type='html'>1. &lt;strong&gt;Sufjan Stevens - Illinois&lt;/strong&gt; (2005)&lt;br /&gt;Disarmante. A chi si illude che la bellezza pura e semplice non abbia più diritto di cittadinanza, "Illinois" porge l'altra guancia. Un disco schivo, estetizzante? Tutto il contrario. E' la gioia della creazione ad animare questa girandola di canzoni, in un frullio di rimandi fantasiosi, melodie indelebili e divertissement orchestrali. Tutto molto postmoderno, tutto molto leggero.&lt;br /&gt;Un caleidoscopio. Anzi: vetrate, grandi e colorate. Canzoni che si rincorrono come personaggi di una storia, temi che si sovrappongono, e voci e strumenti tutte unite in un disegno che sono mille assieme.&lt;br /&gt;E poi la luce. Filtra nell'esile superficie di vetro e la inonda di vitalità. Accende i colori e arriva a noi. Ci rapisce, ci riunisce: la voce sottile di Sufjan Stevens, l'orchestra, gli echi di minimalismo, in un'estasi che ridà senso a una parola: spiritualità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. &lt;strong&gt;At the Drive-in - Relationship of Command&lt;/strong&gt; (2000)&lt;br /&gt;Irruento, impulsivo. Eppure intricato. Millimetrico. "Relationship of Command" spinge il post-hardcore a un punto di non ritorno. Da lì in poi, potrà essere solo &lt;em&gt;progressive&lt;/em&gt;. Ma questi dodici brani sono in perenne bilico, sul filo del rasoio: tra carica e ambizione, impeto e organizzazione, rabbia, passione, immaginazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. &lt;strong&gt;Tool - Lateralus&lt;/strong&gt; (2001)&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Quod est inferius, est sicut quod est superius, et quod est superius, est sicut quod est inferius&lt;/em&gt;. La complessità di "Lateralus" è quella del mondo, è quella del cosmo.&lt;br /&gt;Un labirinto iniziatico in cui l'anima si dissolve e riappare come fantasma. Spirito latente tra enigmi e simmetrie. Più che metal, esoterismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. &lt;strong&gt;Tortoise - Standards &lt;/strong&gt;(2001)&lt;br /&gt;E infine fu il manierismo. Ci vuole classe, tantissima classe per gestirlo, e i Tortoise ce l'hanno. Con lucidità e minuzia, cesellano il manifesto del nuovo &lt;em&gt;post-&lt;/em&gt;: Smonta E Rimonta, e tanti saluti alla &lt;em&gt;sostanza&lt;/em&gt;. Ritmi scomposti, &lt;em&gt;dubberie&lt;/em&gt;, luoghi comuni decontestualizzati e ricombinati. Mondi in minatura, paradisi della pura forma.&lt;br /&gt;Nessuno spazio per le emozioni, ma tanto è perfetto il gioco che non se ne sente la mancanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. &lt;strong&gt;Radiohead - Amnesiac&lt;/strong&gt; (2001)&lt;br /&gt;Astratto, forse cubista, "Amnesiac" è il post-rock che si impossessa del pop. Canzoni svuotate, emozioni evaporate lasciando scoperte gelide ossature elettroniche. Screziate solo da un pulviscolo irriducibile: virus, batteri, microorganismi jazz che, anarchicamente, ricolonizzano la desolazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. &lt;strong&gt;My Latest Novel - Wolve&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;s&lt;/strong&gt; (2006)&lt;br /&gt;Folk: musica della comunità. Quello di un tempo è estinto o non è più tale, ma il bisogno di musica che parli al plurale è ancora vivo. Con le note, se non con le parole: i pezzi di "Wolves" sono allora timidi, delicati ma anche epici e avvolgenti. Tra crescendo acustici e legami tradizionali, emerge lo spirito di una nuova coralità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7. &lt;strong&gt;Godspeed You Black Emperor! - Lift Your Skinny Fists Like Antennas to Heaven&lt;/strong&gt; (2000)&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Soft/loud&lt;/em&gt; è sinonimo della deriva più emotiva della galassia post-. Quest'album ne è il testo sacro: suono amplissimo, aperto ad archi e fiati; poi sovrapposizioni minimali, cambiamenti climatici, tempeste, schiarite inattese. Abbandonarsi in balia del suo flusso toglie il respiro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8. &lt;strong&gt;Vampire Weekend - Vampire Weekend&lt;/strong&gt; (2008)&lt;br /&gt;Spensierato, estroso ma in fondo un po' malinconico, quest'album rivitalizza quel che sembrava morto e spolto. La sgangheratezza dei Feelies e la meraviglia &lt;em&gt;world&lt;/em&gt; di "Graceland", ma soprattutto un modo entusiasta di guardare alla multiculturalità.Senza perdere la propria identità, senza forzare quella altrui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9. &lt;strong&gt;Explosions in the Sky - The Earth Is Not a Cold Dead Place&lt;/strong&gt; (2003)&lt;br /&gt;Volare. Una breve corsa a terra, qualche battito d'ali, poi salire e salire, trasportati da una corrente ascensionale. Traversare le nuvole e, d'un tratto, vedere il sole. E il mondo sotto è un oceano bianco, e planare dolcemente ha il suono dell'essere liberi. Suono di chitarre: nitide, cristalline, un'estasi di intrecci e giravolte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10. &lt;strong&gt;Daft Punk - Alive 2007&lt;/strong&gt; (2007)&lt;br /&gt;Ce ne ricorderemo tra un secolo, con nostalgia e ammirazione. Come oggi ricordiamo il Futurismo.&lt;br /&gt;(Perché un live? Perché qui il genio cubista dei due caschi più famosi di Francia gioca con sé stesso come non mai. Perché in quest'album 2+2 fa 6, e "Around the World" + "Harder Better Faster Stronger" dà infinito.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;11. &lt;strong&gt;Uochi Toki - Libro Audio&lt;/strong&gt; (2009)&lt;br /&gt;Miglior disco hip-hop italiano di sempre? Con cinismo, puntigliosità e una certa dose di terrorismo sonico, musica e testi danno a capire che solo un idiota potrebbe ragionare così ("migliore"? "hip-hop"? "di sempre"?)&lt;br /&gt;E poi questo è un libro-disco. Ovvero, essenzialmente, un album che fa sentire l'ascoltatore un idiota. Ad avercene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;12. &lt;strong&gt;Four Tet - Rounds&lt;/strong&gt; (2003)&lt;br /&gt;C'era una volta la folktronica. E Four Tet, già allora, era il migliore. "Rounds" è sospensione e meraviglia, fantasia e circolarità. Hip-hop, glitch e tepore acustico. Leggerezza, brezza sottile, spiritualità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;13. &lt;strong&gt;Radiohead - Kid A&lt;/strong&gt; (2000)&lt;br /&gt;Il gemello di "Amnesiac" è forse (forse!) un po' meno claustrofobico. Sognante, etereo, non per questo ottimista: anzi, il suo ibrido post-punk/elettronica è quanto di più alienante abbia partorito il pop in tempi recenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;14. &lt;strong&gt;2 Many DJ's - As Heard on Radio Soulwax Part 2&lt;/strong&gt; (2002)&lt;br /&gt;La palma di album più spassoso del decennio spetta alla &lt;em&gt;magna opus&lt;/em&gt; del &lt;em&gt;bastard-pop&lt;/em&gt;. Pop, rock, dance di ogni genere ed era frullate in un flusso irresistibile di mostri Taglia E Cuci. La testa di una canzone, la coda di un'altra, la base di un'altra ancora. Irriverenza: molta. Snobismo: zero. Una fotografia perfetta dello spirito dei tempi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;15. &lt;strong&gt;Circle Take the Square - As the Roots Undo&lt;/strong&gt; (2004)&lt;br /&gt;Frenesia, enfasi, convulsione: questo è lo &lt;em&gt;screamo&lt;/em&gt;, la frangia più sanguigna del post-hardcore. Ma "As the Roots Undo" è il suo approdo più evoluto, un caos ordinato che ha fatto sue le diagonali del math-rock e i &lt;em&gt;crescendo&lt;/em&gt; celestiali del &lt;em&gt;soft/loud&lt;/em&gt;. Uno spirito folk del tutto inaspettato fa di questo disco intensissimo lo specchio nascosto di una generazione, dei suoi malesseri, dei suoi sogni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;16. Isis - Panopticon (2004) [post-sludge]&lt;br /&gt;17. The Shins - Chutes Too Narrow (2003) [indie-pop]&lt;br /&gt;18. múm - Finally We Are No One (2000) [folktronica]&lt;br /&gt;19. Bloc Party - Silent Alarm (2005) [indie-rock]&lt;br /&gt;20. Tim Berne - Science Friction (2002) [avantgarde jazz]&lt;br /&gt;21. Modest Mouse - We Were Dead Before the Ship Even Sank (2007) [indie-rock]&lt;br /&gt;22. Amon Tobin - Supermodified (2000) [IDM]&lt;br /&gt;23. Port-Royal - Flares (2005) [soft/loud]&lt;br /&gt;24. Anathallo - Floating World (2006) [progressive pop]&lt;br /&gt;25. Hood - Cold House (2001) [post-rock]&lt;br /&gt;26. Supersilent - 6 (2003) [improvvisata]&lt;br /&gt;27. Arcade Fire - Funeral (2004) [indie-rock]&lt;br /&gt;28. Subtle - A New White (2004) [post-hop]&lt;br /&gt;29. Gravenhurst - The Western Lands (2007) [indie-folk/rock]&lt;br /&gt;30. Wilco - A Ghost Is Born (2004) [indie-country]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;In ordine alfabetico:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Blur - Think Tank (2003) [art-pop]&lt;br /&gt;Burial - Burial (2006) [dubstep]&lt;br /&gt;edIT - Certified Air Raid Material (2007) [glitch-hop]&lt;br /&gt;Espers - II (2006) [progressive folk]&lt;br /&gt;Efterklang - Parades (2007) [progressive pop]&lt;br /&gt;Hala Strana - Hala Strana (2003) [psych-folk]&lt;br /&gt;iTAL tEK - Cyclical (2008) [dubstep]&lt;br /&gt;Mew - And the Glass Handed Kites (2005) [progressive pop]&lt;br /&gt;Mice Parade - Mice Parade (2007) [indie-rock]&lt;br /&gt;Muse - HAARP (2008) [progressive pop]&lt;br /&gt;Nico Muhly - Mothertongue (2008) [minimalismo]&lt;br /&gt;Passage - The Forcefield Kids (2004) [hip-pop]&lt;br /&gt;Porcupine Tree - In Absentia (2002) [progressive rock]&lt;br /&gt;Sigur Rós - Takk... (2005) [soft/loud]&lt;br /&gt;SND - 4,5,6 (2008) [glitch]&lt;br /&gt;The Postman Syndrome - Terraforming (2002) [progressive rock]&lt;br /&gt;Toumani Diabaté - The Mandé Variations (2008) [africana]&lt;br /&gt;Tunng - Comments of the Inner Chorus (2006) [folktronica]&lt;br /&gt;Vitalic - Flashmob (2009) [house]&lt;br /&gt;Yugen - Labirinto d'acqua (2006) [avant-prog]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-3588984792247587500?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/3588984792247587500/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=3588984792247587500' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/3588984792247587500'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/3588984792247587500'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2010/02/10-anni-in-musica.html' title='10 anni in musica'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-7077208309421930629</id><published>2009-12-18T23:36:00.005+01:00</published><updated>2009-12-20T18:32:23.694+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='musica'/><title type='text'>La non-recensione</title><content type='html'>&lt;p&gt;Doveva essere la recensione, per Ondarock, dell'ultimo album dei Pelican. S'è poi deciso che è &lt;em&gt;meglio di no&lt;/em&gt;, roba un po' troppo da blog. Quindi perfetta per qua, no?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;em&gt;Flames to dust&lt;br /&gt;Lovers to friends&lt;br /&gt;Why do all good things come to an end?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Nelly Furtado (o chi per lei)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Non so che fare, col nuovo album dei Pelican. Ore e ore a perdersi nei mondi di lava dei loro dischi; l'emozione, al concerto, di essere a un niente dal palco; e parole parole parole spese a cercare di trasmettere la passione, di mostrare nei loro riff montagne e vallate e corsi d'acqua e...&lt;br /&gt;E poi metter su "What We All Come to Need" sapendo già quel che mi toccherà duramente ammettere: che questa musica non mi dice più niente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ascolto "Ephemeral" e scopro il senso di critiche che mi erano sempre parse assurde. Mi rivedo i nostalgici del post-rock, a lamentarsi del tradimento di Pelican e soci verso la dottrina emotiva di Mogwai ed Explosions in the Sky; ripenso ai rocker duri e puri che trovavano "The Fire in Our Throats Will Beckon the Thaw" flaccido e il batterista una scarpa.&lt;br /&gt;E non ho il coraggio di riascoltare quei dischi per ri-sbugiardarli; è troppo forte il timore di dover riconoscere: "avevano ragione".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto questo è molto poco professionale, e mi spiace per te che leggi. Avrai pensato di trovare in queste righe una recensione vera, bella o brutta che fosse, una cosa tipo "What We All Come to Need" prosegue sulla strada di "City of Echoes", ingentilendone gli intrecci, senza rinunciare al versante più hard eccetera eccetera. Invece non sono nemmeno in grado di stabilire se questo disco è un po' meglio o un po' peggio di quello prima: nemmeno me la sento di giurare che sia la stessa solfa (ma direi di sì, a parte "Final Breath" che ha - finalmente! - un po' di cantato).&lt;br /&gt;Sono stato troppo tempo lontano da questi suoni, e ora che ci ritorno mi accorgo di non capirne più lingua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Isso bandiera bianca: il voto sotto giudica me.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;(il voto in questione era 5, su 10)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;ps. Sui Pelican avevo pubblicato qualche anno fa un'altra recensione, di tutt'altro tono: &lt;a href="http://www.ondarock.it/recensioni/2007_pelican.htm"&gt;http://www.ondarock.it/recensioni/2007_pelican.htm&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-7077208309421930629?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/7077208309421930629/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=7077208309421930629' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/7077208309421930629'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/7077208309421930629'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2009/12/la-non-recensione.html' title='La non-recensione'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-1559184072297436179</id><published>2009-06-16T09:02:00.124+02:00</published><updated>2009-06-20T01:09:13.953+02:00</updated><title type='text'>Contro l'Arte</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-WEIGHT: normal"&gt;Quello che segue è un &lt;i&gt;pot pourri&lt;/i&gt; di già detto, già scritto e già sentito. Un fritto misto di Eco, Deleuze, Barthes, Lakatos e Derrida messo insieme alla bell'e meglio. Un &lt;i&gt;collage&lt;/i&gt; di idee con alle spalle minimo trent'anni (alcune forse anche superate) che però continuano non hanno mai fatto breccia fra la massa, presso cui continuano a destare scalpore e risultare assolute novità - pardon, &lt;i&gt;assurdità&lt;/i&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-WEIGHT: normal"&gt;Stanco di ricevere commenti scandalizzati, amareggiati, allibiti o semplicemente derisori ogni volta che faccio riferimento a uno dei concetti che seguono, ho pensato di scrivere una buona volta, per filo e per segno, perché non ne posso più dell'&lt;i&gt;Arte&lt;/i&gt; con la "a" maiuscola e dei dogmi che le permettono di sopravvivere nonostante la palese inadeguatezza ai &lt;i&gt;tempi moderni&lt;/i&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Contro l'Oggettività&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-WEIGHT: normal"&gt;Alla critica è solitamente attribuito il ruolo di &lt;em&gt;valutare&lt;/em&gt; l'arte - in parole povere, di distinguere tra quella "buona" e quella "cattiva". Di fronte all'ovvia domanda "Che cos'è l'arte buona, che cos'è quella cattiva, e come si riconosce l'una dall'altra?" una risposta frequente suona qualcosa come: "L'arte buona è quella che risponde ad alcuni criteri, e la valutazione secondo questi criteri permette di operare la distinzione". Questi criteri (ne cito alcuni, particolarmente gettonati: originalità, innovazione, compiutezza formale, perizia tecnica, ispirazione) sono spesso visti come oggettivi: permetterebbero una valutazione indipendente dal soggetto che la esprime, dalle sue preferenze, dal tempo in cui vive.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-WEIGHT: normal"&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Se nelle righe precedenti tutto sembra filare liscio, c'è qualcosa che non va: sono pressoché inaccettabili. Le obiezioni da sollevare sono molte, radicali e di grande importanza.&lt;br /&gt;La prima: se anche esistessero &lt;em&gt;criteri oggettivi di valutazione&lt;/em&gt; nessuno garantirebbe che la loro applicazione condurrebbe alla determinazione un &lt;em&gt;valore artistico&lt;/em&gt; ammissibile come tale. L'arte ci colpisce perché colpisce la nostra sfera soggettiva, stimola pensieri ed emozioni personali: ogni valutazione che prescinda dalla dimensione soggettiva, dall'impatto razionale ed emotivo, sarebbe del tutto inadeguata a render conto dell'esperienza artistica.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;In effetti, estremizzando, è perfino discutibile la nozione di &lt;em&gt;oggetto&lt;/em&gt; in campo artistico: l'arte vive nella dimensione soggettiva, e formulare un giudizio significativo su un'opera - qualcosa che vada oltre alle dimensioni della tela, la composizione dei colori, la data di realizzazione, ecc. - è sempre fare riferimento alla propria percezione. L'opera è allora rifratta costantemente in una galassia di sensazioni personali, simbologie, significati soggettivi al di fuori della quale non è mai dato di ammirarla. Un fiore dai mille petali, il cui centro risulta invisibile e - soprattutto - insignificante. Inesistente, si potrebbe dire, abbracciando la molteplicità delle diverse "mappe" soggettive che sostitituiscono il "territorio" e vanno così a costituire il nuovo, spettacolare oggetto dell'analisi artistica.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Si stava però discutendo di criteri di valutazione. La scelta di questo o di quello è largamente arbitraria, così come lo è il peso da attribuire loro. Se spesso non ci accorgiamo di questa arbitrarietà, è perché non sempre siamo consapevoli delle premesse da cui discendono le nostre decisioni. L'esplicitazione delle premesse implicite alla base dei nostri giudizi - premesse spesso per nulla &lt;em&gt;inattaccabili&lt;/em&gt;, ma profondamente soggettive o determinate dal contesto culturale in cui viviamo - comporta sì la rinuncia all'assolutezza delle convinzioni, ma anche una maggiore consapevolezza della loro struttura logica, delle basi su cui poggiano e di quelli che sono i loro limiti.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Si può dire in questo senso che tanto più un pensiero riesce ad essere consapevole della propria soggettività, tanto più mette a nudo i pilastri che lo sorreggono, quanto più risulterà - a modo suo - oggettivo: "queste sono le mie premesse, e all'interno di questa cornice logica io sono valido". Al contario, proprio quegli argomenti che paiono più solidi e "oggettivi" sono invece i più instabili ed insidiosi: poggiano inconsapevolmente su impalcature ingombranti e arrugginite, che lo spingono molto lontano da quel &lt;em&gt;ground level&lt;/em&gt; che dovrebbe corrispondere - ammesso che esista - alla fantomatica &lt;em&gt;realtà così com'è&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;Contro l'Autore&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;Il compito dei rami è allontanarsi dalle radici&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: normal"&gt;. L'autore crea, diffonde e poi tanti saluti, la sua creatura inizia a ballare da sé. Quando può (mai). Il più delle volte, a farla sgambettare è chi ci si ritrova a confronto - il fruitore. Che è libero di farne quel che gli pare e, soprattutto, di interpretarla come gli pare.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: normal"&gt;L'autore può avere tante e magnificentissime idee sulla sua opera e il significato da attribuirle, ma restano idee sue, tali e quali a quelle di chiunque altro. Non c'è motivo alcuno per privilegiarle: certo, si potrebbe dire che l'ottica dell'autore difficilmente farà apparire l'opera &lt;/span&gt;poca cosa&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: normal"&gt;, che verosimilmente l'autore disporrà di una buona chiave di lettura per il suo prodotto, ma non è affatto detto che questa chiave di lettura sia consapevole, né che sia esportabile ad altri.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: normal"&gt;Spesso e volentieri, l'ottica dell'autore è estremamente limitante. Sono molti i casi in cui le opere sono apprezzate col senso dato loro dalla critica anziché dal loro autore. Talvolta, l'autore neppure sospetta (né sarebbe in grado di sospettare) che la sua arte possa assumere determinati significati - vedi casi come quello dell'&lt;/span&gt;outsider art&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: normal"&gt;, del &lt;/span&gt;trash&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: normal"&gt; inovolontario ora elevato a sublime, dell'arte rurale che oggi finisce per rappresentare tutto il mondo e il sistema di idee in cui opera l'artista, piuttosto che la piccola cosa che questo intende ritrarre.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: normal"&gt;Anche senza ricorrere a fenomeni &lt;/span&gt;borderline&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-STYLE: normal"&gt;, l'ottica centrata sull'autore mostra tutta la sua inadeguatezza quando tenta di render conto del perché qualcosa piace. Ciascuno di noi inserisce ciò che ama nel suo vissuto personale, e lo ama proprio per la relazione che viene a crearsi tra vita, idee e oggetto amato. Quanti sono i casi in cui ci sentiamo legati a una canzone perché ci ricorda di qualcosa o di qualcuno? Senz'altro parecchi. Se aggiungiamo quelli in cui il legame nasce dalla particolare, magari anche episodica, relazione tra le nostre idee e le nostre emozioni e quelle che leggiamo nella canzone, arriviamo a includere la quasi totalità della musica che apprezziamo - e di quella che detestiamo, anche.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ora il punto è: chi dice che ciò che noi leggiamo nella canzone corrisponde alla volontà dell'autore? Di certo i Joy Division di "Love Will Tear Us Apart" non immaginavano che la loro canzone sarebbe stata amata a venticinque anni di distanza da stuoli di ventenni perché &lt;i&gt;mi ricorda quella scena di Donnie Darko che mi ricorda le feste del liceo che mi ricordano il mio primo bacio&lt;/i&gt;. Né d'altra parte Sterne poteva aspettarsi che dopo secoli "Vita e opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo" sarebbe stato apprezzato dagli amanti del &lt;i&gt;post-modern&lt;/i&gt; come versione ante litteram del genere.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Esempi forse estremi, che vogliono rendere palese e manifesto un fenomeno molto più universale: nei libri, nei quadri, nella musica leggiamo &lt;i&gt;quello che mettiamo noi&lt;/i&gt;, non quello che l'autore voleva fosse letto. La volontà e le vicende dell'autore potranno essere, a seconda dei casi, interessanti, illuminanti, irrilevanti, fuorvianti, ma in ogni caso sono altro rispetto alla sua opera. Ma è solo traviando le intenzioni dell'autore che un'opera può ispirare nuove idee, indurre una trasformazione nell'arte a venire. Concepire soltanto l'ottica prevista dal creatore rischia di essere, oltre che praticamente impossibile, anche profondamente masochistico: il fruitore fatica nel confronto con l'opera, cerca strategie e nuovi approcci per comprenderla, e se riesce nell'impresa, l'opera acquista un significato e diventa parte della sua vita.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E' un peccato gettare via quest'opera di &lt;i&gt;creazione&lt;/i&gt;, e le soddisfazioni che ne derivano, solo per negare che il vero autore è il lettore.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;Contro l'Autenticità&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Alla musica, al cinema e alla letteratura si chiede spesso, e curiosamente, di essere "autentica". Di esprimere i reali sentimenti dell'autore, di non essere un prodotto artefatto, costruito a tavolino. Altrettanto curiosamente, non si fa lo stesso con l'architettura, e a nessuno salterebbe in mente di chiedere di essere "autentico" a un attore teatrale (il cui mestiere è quello di non esserlo).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ciò che accusiamo di essere "falsa" è l'immagine dell'autore che ci creiamo in base alle nostre sensazioni e alle nostre conoscenze. Quest'immagine è il punto d'arrivo del ponte opera/autore che tracciamo (che il fruitore traccia, terzo incomodo onnipresente, chiave di volta di ogni esperienza artistica), una &lt;i&gt;ricostruzione&lt;/i&gt; a posteriori sulla base di tracce sparse qua e là, e in quanto tale, una &lt;i&gt;costruzione&lt;/i&gt; in piena regola. Architettura, una cosa che non può essere né vera, né falsa: semplicemente, è &lt;i&gt;costruita.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Si può affrontare la questione anche da un altro punto di vista, tornando per un istante all'ottica autore-centrica ma ricordando che ogni opera è altro rispetto al suo creatore. Non è la sua vita, semmai la rappresenta tramite un sistema di filtri, di espedienti più o meno consapevoli, di strumenti e tecniche che l'autore abbraccia nel momento stesso in cui sceglie di scrivere (carta e penna, o computer e &lt;i&gt;word processor&lt;/i&gt;), cantare (voce, chitarra, microfono), dipingere (tela, pennello, colori)... Anche come creazione dell'autore, l'opera è una &lt;i&gt;costruzione&lt;/i&gt;, e come tale potrà essere più o meno indicativa delle idee e degli stati d'animo di chi l'ha edificata (a patto che il fruitore sappia leggerla in questo senso), ma certo non "vera" o "falsa".&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Sotto un'ultima prospettiva, si potrebbe sì tornare a parlare di autenticità ("verità" e "falsità" espressiva di un'opera), ma con un significato nuovo e paradossale: tanto più un'opera sarà manifestamente costruita, tanto più metterà a nudo il suo essere macchinata (tanto più sarà "falsa" in senso tradizionale), tanto più renderà palese il suo &lt;i&gt;status&lt;/i&gt; di opera, il suo perenne essere in bilico tra la costruzione operata dall'autore e la ricostruzione operata dal fruitore. Tanto più - in ultima analisi - sarà un'opera "vera".&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il vero è il falso e il falso è il vero, bella roba: sbarazziamoci di questo concetto, e andiamo avanti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold; "&gt;Contro la Profondità&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Di celebrazioni degli Abissi dello Spirito se ne è già lette a sufficienza. Quello che raramente si è trovato scritto è che di Abissi dello Spirito, Voragini dell'Anima e profondità esistenziali assortite nelle opere d'arte non ce n'è manco mezza. A costo di risultare pedante, ribadirò: abissi, voragini e profondità ce le vediamo noi. Sono apparizioni, miraggi che nascono dalla nostra lettura e solo al suo interno sopravvivono.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nessuna tela dipingerà mai il Vuoto dell'Esistenza: piuttosto, le sue forme e i suoi colori evocheranno immagini, che si associano ad altri concetti, ad altri momenti, e richiamano esperienze che ci paiono ritrarre sensazioni - che chiamiamo, un po' enfaticamente, il Vuoto dell'Esistenza. Ciò che l'opera traccia, assieme a noi, non è un abisso ma una rete, un labirinto di connessioni e rimandi che si dispiega su una superficie, la crea, la piega e la increspa dando - qua e là - l'impressione di una profondità.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Profondità che è però un ologramma, uno scherzo di luce: un'immagine mentale delineata dando un corpo unico a molte cellule distinte e indipendenti. Scorgiamo le tracce, e decretiamo l'esistenza del lupo: benissimo, e complimenti all'opera in grado di evocare un lupo così sibillino come il Vuoto dell'Esistenza, ma non dimentichiamo che ciò che stiamo vedendo sono solo tracce, corpuscoli che si connettono e risuonano fra loro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non dimentichiamo, soprattutto, che non necessariamente una rete è fatta di tracce che portano a un lupo: la rete potrebbe non parlare di nulla, oppure riferirsi a sé stessa. Potrebbe, insomma, rinunciare ai giochi di fumo e ai trucchi da prestigiatore, mettere in scena - con o senza orgoglio - la propria &lt;i&gt;superficialità&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I libri di Queneau, di Borges, di Calvino, la musica di Bach e dei Tortoise, i quadri di Mondrian e le battaglie di Paolo Uccello sono labirinti della pura forma, &lt;i&gt;esercizi di stile&lt;/i&gt; ben oltre l'essere &lt;i&gt;privi di contenuto&lt;/i&gt; e di profondità. Non solo aprono finalmente le porte al regno delle superfici, ma pongono anche l'accento sulla fragilità, sulla &lt;i&gt;leggerezza&lt;/i&gt;, della dicotomia forma/contenuto: di fronte a queste opere, diventa chiaro il castello di carte - non c'è significato che non sia significante di qualcos'altro, non c'è contenuto che non sia forma. Non c'è profondità che non sia, prima di tutto, &lt;i&gt;superficie - &lt;/i&gt;e questa forse è la scoperta più profonda.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;Contro l'Originalità&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;Derivativo&lt;/i&gt;. Puoi aver scritto il romanzo più avvincente del decennio, registrato la &lt;i&gt;hit&lt;/i&gt; del secolo, dipinto la tua &lt;i&gt;Sacra Famiglia&lt;/i&gt; con la maggior dedizione possibile, ma nella tua opera non c'è nulla di nuovo, stai solo reinscenando il già visto: non meriti un posto nei libri di storia, né nei cataloghi delle mostre. E neppure tra le priorità di lettura (o ascolto, o quel che è) dell'appassionato, ormai più esigente e intransigente di qualsiasi critico.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La richiesta di originalità è un comodo stratagemma per gestire (anzi: &lt;i&gt;negare&lt;/i&gt;) la molteplicità, farsi strada senza fatica in un turbinio di proposte molto vicine fra loro. Si individua un criterio sufficientemente solido ("chi è venuto prima"), si stabilisce che l'opera che meglio risponde a questo criterio è &lt;i&gt;originale&lt;/i&gt; e le restanti sono &lt;i&gt;copie &lt;/i&gt;e via, ecco operata quella &lt;i&gt;selezione&lt;/i&gt; che pare essere lo scopo primario della critica. Tutto questo senza neppure la necessità di entrare in sintonia con le singole opere, di confrontarcisi, mettersi in discussione e cercare le chiavi di lettura a loro più adeguate. E che sarà mai, sono &lt;i&gt;copie&lt;/i&gt;, non meritano certo una simile considerazione!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il fantasma dell'originalità pesa sulla valutazione di molte carriere artistiche. A pochissimi è concesso di ripetersi: ai più è richiesto un continuo mutamento, un'evoluzione evidente ed incessante. Si dimentica però che non sempre un artista è soddisfatto della sua opera, non sempre ritiene di avere esaurito le possibilità di un dato linguaggio: può capitare che desideri, anziché imbarcarsi in un ulteriore rinnovamento, approfondire e perfezionare l'esplorazione di territori già sondati in precedenza. C'è la tendenza a liquidare sbrigativamente fasi di questo genere - in cui domina l'attenzione per i dettagli, la riflessione, la ricerca della compiutezza globale - per "stanche creative"; al contrario, ci si accontenta di poche innovazioni ad effetto inserite in strutture claudicanti per gridare al miracolo, al ritorno del &lt;i&gt;genio&lt;/i&gt;. Spesso, la foga dell'originalità plateale e la scarsa pazienza fanno perdere di vista proprio gli episodi più maturi e compiuti della produzione di un autore (o di un filone).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La copia perfetta dovrebbe essere indistinguibile dall'originale, e dunque risultargli del tutto equivalente - non inferiore. Se così non è, quelle che chiamiamo copie non lo sono realmente, ma possiedono comunque tratti peculiari - tratti originali. La nostra impressione negativa deriverebbe allora anche dall'incapacità di coglierli: cerchiamo di applicare, tali e quali, le chiavi di lettura che funzionano con ciò che già conosciamo, e davanti alla loro scarsa efficacia riteniamo che siano le "copie" ad essere sbiadite e poco intense, piuttosto che le nostre chiavi inadeguate. Siamo portati a credere che due opere in territori molto vicini debbano per forza scommettere sulle stesse strategie, ma non è affatto scontato che sia così: l'una potrebbe mettere al centro elementi e sensazioni che l'altra lascia in secondo piano, e viceversa.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Resta comprensibile, comunque, una certa ricerca di nuovi stimoli da parte del fruitore. Alla milleunesima riproposizione di idee tutto sommato simili, chiunque sarebbe sopraffatto dalla noia - a meno di passione sviscerata o capacità di sopportazione eccezionali. Più che le date di realizzazione delle opere, però, incide su questo l'ordine in cui si entra a contatto con esse, il proprio percorso personale. Va considerato, peraltro, che buona parte della sensazione che si prova al cospetto dell'originale ("Ah, questa sì che è un'altra cosa!") nasce dalla consapevolezza di essere di fronte al capostipite, all'unico e inimitabile - pura autosuggestione, insomma.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Se permutando l'ordine delle opere l'originale diventa la copia, se ogni copia è o indistinguibile dall'originale, o sufficientemente distante da essere originale a sua volta, le differenze tra originale e copia svaniscono, i due concetti collassano. Lasciamoceli alle spalle, e procediamo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;Contro la Storia&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;Ho sfruttato, sopra, le immagini di &lt;i&gt;rete&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;percorso &lt;/i&gt;personale. Queste nozioni si contrappongono, oggi più che mai, alla concezione lineare, univoca della storia che domina le impostazioni tradizionali.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;Filesharing &lt;/i&gt;e ristampe, libri, siti e riviste - accanto a musei e biblioteche - rendono possibile ad ogni appassionato di calarsi nell'arte seguendo le linee che preferisce, ripescando a destra e a manca tra le opere contemporanee e quelle degli anni che furono. Il vincolo una volta obbligato -&lt;i&gt;sono un giovane degli anni Settanta - ascolto la musica degli anni Settanta &lt;/i&gt;- è oggi spezzato da una libertà di scelta che a molti suona come anarchia totale.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tanto l'ascoltatore quanto l'artista e il critico vivono in un mondo in cui l'intero passato è accessibile, non solo quello nelle immediate vicinanze: influenze ed infatuazioni somigliano qui più a &lt;i&gt;zigzag&lt;/i&gt; o ragnatele che a frecce chiaramente direzionate.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;D'altra parte, la storia mostra costantemente il suo carattere dinamico e multisfaccettato: &lt;i&gt;paese che vai, storia che trovi&lt;/i&gt;, si potrebbe ironizzare, giusto per non estremizzare in &lt;i&gt;dipartimento che vai&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;giornale che vai&lt;/i&gt;, ecc. Ancora di più, la visione della storia muta continuamente col suo scorrere: fenomeni di revisione, rivalutazione, ridimensionamento sono una presenza immancabile di ogni periodo. Si può sostenere che, prima ancora che il tempo passato, la storia incarni quello in cui è scritta.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quando un'opera o un movimento vengono "rivalutate", piuttosto che accanirsi contro chi fino ad allora non le aveva considerate ci si dovrebbe domandare: perché le stiamo rivalutando &lt;i&gt;proprio adesso&lt;/i&gt;? Perché a rivalutare sono determinati soggetti e non altri? Quali sono i pilastri su cui si fondano le nostre attuali concezioni, e cosa ci impediscono di vedere nel momento in cui mostrano le meraviglie che prima ci eravamo persi?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La mancanza di rispetto nei confronti della storia è il sistema immunitario che le impedisce di fossilizzarsi e di prendersi troppo sul serio. Revisionismi, recupero in chiave nostalgica, ironica, provocatoria di stili e simbologie identificate col "male assoluto" (dal nazismo al manierismo, dal gotico al &lt;i&gt;progressive rock&lt;/i&gt;) ricordano che è esistito un tempo in cui la logica era invertita rispetto a oggi, a dimostrazione che idee e fenomeni vivono di contraddizioni e fascinazioni complesse, non di piatte dicotomie &lt;i&gt;bene/male&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;giusto/sbagliato&lt;/i&gt; in cui quelli che oggi chiamiamo &lt;i&gt;errori del passato&lt;/i&gt; appaiono come frutto di isteria collettiva o deplovervoli momenti di idiozia.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sono osteggiati anche gli atteggiamenti iconoclasti come l'irriverenza verso i &lt;i&gt;grandi nomi&lt;/i&gt; o il disconoscimento di quelle che sono sempre considerate le &lt;i&gt;tappe fondamentali&lt;/i&gt; della storia dell'arte. Simili&lt;i&gt; eresie&lt;/i&gt; però assicurano che nessun traguardo sia "dato per buono" una volta per tutte, ma la coscienza critica e creativa resti sempre protagonista di ogni approccio all'arte. Permettono il germogliare di nuove associazioni di idee, letture trasversali e in &lt;i&gt;controtendenza&lt;/i&gt;: anziché cancellare quanto già consolidato, queste vanno ad arricchirlo, formando un panorama che prevede molte alternative anziché plagiare con un unica verità granitica che non lascia spazio alla riflessione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;La storia&lt;/i&gt; è un concetto pericoloso, assolutista: rischia di nascondere la complessità e la sostanziale arbitrarietà del flusso temporale. Spacciando gli &lt;i&gt;effetti&lt;/i&gt; come banali corollari delle &lt;i&gt;cause&lt;/i&gt;, valorizzando esclusivamente punti di partenza e punti di arrivo, nega l'importanza e la molteplicità dei tragitti che dagli uni portano agli altri e, implicitamente, li determinano come &lt;i&gt;eventi&lt;/i&gt;, rilevanti e riconoscibili.&lt;br /&gt;La letteratura contemporanea rinuncia alla linearità per ammettere una pluralità di visioni; similmente, la storia monolitica implode, si frattura in tante &lt;i&gt;storie&lt;/i&gt;. Percorsi intercorrelati e in parziale contraddizione che formano una rete in perenne mutamento, in grado di render conto - ora tramite l'uno, ora tramite l'altro - della vasta gamma di fenomeni che costituiscono l'arte e i suoi rapporti. Non per questo diventa impossibile l'&lt;i&gt;emersione&lt;/i&gt; di alcuni tratti generali, analizzabili anche secondo logiche lineari vecchio stile, ma queste descrizioni non vanno confuse con l'intero panorama: sono tasselli al pari degli altri, parziali e limitati. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;Contro l'Avanguardia&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Il termine "avanguardia" è entrato nella critica artistica col primo Novecento. Oggi il concetto è associato soprattutto al periodo modernista, caratterizzato da una ricerca della rottura col passato in favore di un rinnovamento radicale. Le massime espressioni in architettura e in musica di questa estetica - &lt;i&gt;stile internazionale&lt;/i&gt; e dodecafonia - proponevano un sostanziale rifiuto di ogni fronzolo e rapporto col contesto, in funzione di strutture rigide, universali, razionali.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Critici e storici concordano nel ritenere il modernismo terminato con la conclusione della Seconda Guerra Mondiale: di lì a poco, avrebbe preso il via la tendenza del &lt;i&gt;postmoderno&lt;/i&gt;, meno utopista ed intransigente. Ancora oggi, però, si ricorre alla categoria di avanguardia anche per indicare alcune espressioni artistiche: questo utilizzo è inappropriato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ciò a cui ci riferiamo oggi come &lt;i&gt;avant-&lt;/i&gt; è molto lontano dalle premesse culturali delle avanguardie storiche. La sperimentazione contemporanea mira a provocare, ricontestualizzare, ricerca l'&lt;i&gt;ostico&lt;/i&gt; ma senza rottura col passato: non tenta di scandire un &lt;i&gt;prima&lt;/i&gt; e un &lt;i&gt;dopo&lt;/i&gt; o direzionare gli sviluppi futuri. Non risponde più, insomma, a un uso metaforico del termine militare - un drappello di esagitati che parte in esplorazione di nuove strade, poi percorribili da un intero esercito.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Se lo scopo dell'avanguardia primo-novecentesca era elaborare nuovi linguaggi senza curarsi eccessivamente del loro perfezionamento espressivo (ci avrebbero poi pensato gli artisti ordinari), è sempre più vero che l'avanguardia contemporanea non inventa, ma si inserisce in una tradizione ben consolidata: nonostante le posture e gli alti proclami, è una forma implicita di manierismo. Un manierismo che, però, continua a disinteressarsi della compiutezza formale, nascondendosi dietro la maschera della presunta &lt;i&gt;ricerca&lt;/i&gt;, rincorrendo la &lt;i&gt;difficoltà&lt;/i&gt; e talvolta l'intellettualismo spacciando il caos per complessità, il &lt;i&gt;come viene viene&lt;/i&gt; per espressione dello Spirito, la scarsa cura per la realizzazione come interesse e predominio dell'Idea.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sono invece tacciate di manierismo molte opere esplicitamente &lt;i&gt;pop&lt;/i&gt;, nelle quali l'attenzione alla costruzione e, talvolta, anche la ricerca di nuove forme sono certamente maggiori. Proprio in questi casi, convivono accuse inconsistenti di &lt;i&gt;facilità&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;inespressività&lt;/i&gt;: scambiando per banale tutto ciò che non si presenta ostico, non ci si accorge di pretendere dall'opera&lt;i&gt; pop&lt;/i&gt; molto più che da quella &lt;i&gt;avant&lt;/i&gt;. Alla canzone pop, per esempio, si richiede di essere immediata, contagiosa ma in modo non troppo plateale; si esige anche che ogni suo istante sia assolutamente &lt;i&gt;necessario&lt;/i&gt;, mentre nel caso di lavori avanguardistici lungaggini e sbavature sono tranquillamente perdonate. Non tutte le opere pop rispondono effettivamente a queste richieste, ma molte possiedono lo stesso un grande potenziale espressivo, che un po' di pazienza e dedizione svelerebbero assieme ad architetture, a conti fatti, decisamente complesse e raffinate.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;All'avanguardia come rottura si sostituisce una pseudo-avanguardia perfettamente inserita nella &lt;i&gt;continuità&lt;/i&gt;; all'avanguardia come ricerca una forma comoda e subdola di &lt;i&gt;maniera&lt;/i&gt;. C'è una terza caratterizzazione dell'avanguardia primo-novecentesca, ed è quella trattaggiata da Umberto Eco con la nozione di &lt;i&gt;apertura&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Secondo Eco, tanto più un'opera è "aperta" quanto più è inscindibile dall'apporto interpretativo del fruitore. Un'opera aperta - un'opera di avanguardia - non comunica un significato univoco, ma richiede al contrario di essere &lt;i&gt;completata&lt;/i&gt; dalla riflessione del lettore, che è spinto ad compiere &lt;i&gt;sponte sua&lt;/i&gt; un &lt;i&gt;cambiamento di paradigma&lt;/i&gt; nella sua visione artistica per potervisi rapportare in modo produttivo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Guardando alle opere più celebri etichettate come avanguardia, sia fra quelle storiche che fra le più recenti, ci si accorge che per ognuna di esse esiste una &lt;i&gt;vulgata&lt;/i&gt;, una chiave di lettura consolidata che ci informa del significato corretto da attribuire alle varie &lt;i&gt;4'33''&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;L.H.O.Q.&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;La trahison des images&lt;/i&gt;. Quelle che nascono come opere aperte entrano nella cultura già completate e richiuse: per alcune di esse, l'imponenza del lavoro di "chiusura" rispetto al materiale che costituisce l'opera fa sì che neppure sia necessario il confronto diretto con essa - per &lt;i&gt;capirla&lt;/i&gt; basta averne letto o sentito parlare, non serve essersela ritrovata davanti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Al contrario, proprio per le opere che da subito si presentano come &lt;i&gt;chiuse&lt;/i&gt; può essere necessario un impegno consistente da parte del fruitore, che deve &lt;i&gt;riaprirle&lt;/i&gt; a sufficienza per poterci entrare, stabilire un contatto emotivo con loro e renderle parte integrante della propria vita. È il caso, già discusso, di molte opere &lt;i&gt;pop&lt;/i&gt;, ma anche delle cosidette &lt;i&gt;letture devianti&lt;/i&gt;, che danno valore a oggetti sulla base di schemi imprevisti. Sempre Eco è maestro in quest'arte, e ne da esempio nel romanzo &lt;i&gt;Il Pendolo di Foucault&lt;/i&gt; (dove l'oggetto di lettura deviante è, a seconda dei gusti, un appunto semicancellato o l'intera storia umana), ma soprattutto nel divertentissimo &lt;i&gt;My exagmination round his factification for incamination to reduplication with ridecolation of a portrait of the artist as Manzoni&lt;/i&gt;, che rilegge &lt;i&gt;I promessi sposi&lt;/i&gt; come &lt;i&gt;sequel, &lt;/i&gt;ad opera di Joyce&lt;i&gt;, &lt;/i&gt;del &lt;i&gt;Finnegans Wake&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Se l'opera aperta è assorbita dalla cultura e presentata come chiusa, se l'opera chiusa ha bisogno di essere riaperta per essere assimilata, anche l'ultima accezione del termine "avanguardia" finisce per crollare. La possibilità di letture devianti, poi, suggerisce una strategia di attacco all'ultimo caposaldo dell'Arte con la "a" maiuscola: l'&lt;i&gt;opera&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;Contro l'Opera&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Una rapida carrellata di stili e movimenti del secolo scorso: &lt;i&gt;dada&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;collage&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;sampling&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;remix&lt;/i&gt;, situazionismo, &lt;i&gt;happening&lt;/i&gt;, arte autodistruttiva, &lt;i&gt;found sounds&lt;/i&gt;. Tutti minano, per un motivo o per l'altro, le fondamenta del concetto di &lt;i&gt;opera&lt;/i&gt;, il cui mito però continua placidamente a prosperare, nella forma più estrema che la vorrebbe eterna, indivisibile, immodificabile, irriproducibile.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In alcuni ambiti artistici consolidati, comunque, il concetto di opera è particolarmente sfumato, e salva sé stesso solo centuplicandosi. Nella musica classica spartito, esecuzione, eventuali trascrizioni sono tutte considerate opere a sé, seppur evidentemente collegate. Nonostante alle esecuzioni sia conferito lo &lt;i&gt;status&lt;/i&gt; di opera, la libertà concessa è limitata dal vincolo di fedeltà allo spartito: sono permessi cambiamenti minimi dell'organico esecutivo e (quel che è centrale) &lt;i&gt;interpretazioni&lt;/i&gt; personali che tocchino la dinamica, le accentazioni, le durate. Eliminare parti e modificare note sono invece &lt;i&gt;tabù&lt;/i&gt; assoluti, e anche la revisione radicale del &lt;i&gt;mood&lt;/i&gt; dei pezzi è considerata in odore di eresia.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Registrazioni e riproduzioni rendono la questione ancora più spinosa: mentre in alcuni settori (la musica pop, la letteratura, il cinema, il design) la copia riprodotta è considerata l'opera nella sua forma più pura, in altri (la musica classica, la pittura, il teatro) assume valore solo come testimonianza dell'opera vera e propria (l'esecuzione, il quadro, la recita).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non solo l'oggetto da considerare opera muta e si moltiplica nei diversi ambiti artistici: l'opera (anche una singola opera!) muta nel tempo e in base ai contesti. Questo è vero per la musica classica, in cui registrazioni distanti qualche decennio mostrano differenze di gusto molto pronunciate e di certo più impressionanti che quello che conseguirebbe dall'infrazione moderata di qualche &lt;i&gt;tabù&lt;/i&gt; del genere (per esempio, la soppressione di un paio di battute). Ma è vero anche per i classici letterari stranieri, che appaiono nella nostra lingua in traduzioni diverse che testimoniano l'evoluzione degli stili e dei gusti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per non parlare delle enormi differenze percettive indotte dal contesto di fruizione. Un film al cinema, un film in TV interrotto dalla pubblicità, un film in dvx visto in treno sul proprio&lt;i&gt; laptop&lt;/i&gt; sono certamente esperienze diverse. Allo stesso modo, la collocazione e l'illuminazione di un dipinto in un museo influiscono molto sugli aspetti che ne vengono evidenziati; Duchamp ha addirittura mostrato che il semplice fatto che un oggetto &lt;i&gt;sia o non sia&lt;/i&gt; in un museo è in grado di renderlo &lt;i&gt;opera&lt;/i&gt; o meno!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Se l'opera forma un tuttuno col contesto, se si modifica, può essere riprodotta e addirittura spezzettata e ricomposta per formare nuove opere, la sua sacralità viene meno. L'opera diventa misero &lt;i&gt;testo&lt;/i&gt;, materia poco più che grezza, altamente reattiva, aperta a molti utilizzi. &lt;i&gt;Misero&lt;/i&gt; testo? Quante porte si aprono di colpo con questo cambiamento di prospettiva! Sinfonie finalmente libere da tappeti di violini, sborodolataggini romantiche &lt;i&gt;secondi movimenti&lt;/i&gt; soporiferi; battute teatrali che possono essere modificate senza far torto a nessuno; album musicali che tornano ad essere visti come uno dei tanti modi possibili di raccogliere certe canzoni, ascoltabili, godibili, recensibili di per sé, senza preoccuparsi di&lt;i&gt; tracklist&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;riempitivi che penalizzano il risultato globale&lt;/i&gt; e altre manie masochiste figlie dell'&lt;i&gt;opera che va presa così com'è&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Con la pesantezza dell'opera che si trasforma nelle in un testo scintillante, &lt;i&gt;pietra filosofale&lt;/i&gt; dalle mille possibilità, si completa questa &lt;i&gt;opera al nero&lt;/i&gt; in miniatura. Si ritorna a casa non con oro e soluzioni facili (per allungare la vita, o fare semplicemente buona critica), ma con qualche certezza in meno. E, spero, con qualche spunto, tra cui la scommessa di un rapporto con l'arte meno serioso, basato su presupposti diversi da quelli che sono stati bersaglio di questi otto paragrafi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non è necessario, però, buttare nel cestino qualsiasi termine li rievochi. Tutto sommato, quelli presi di mira sono concetti utili, perfino illuminanti se utilizzati con cognizione di causa: &lt;i&gt;strumenti&lt;/i&gt; che si può scegliere di utilizzare o meno, a seconda delle esigenze del caso. Con la consapevolezza dei loro limiti e dell'esistenza di altre possibilità. In fin dei conti, si tratta solo di prenderli con un po' di leggerezza, &lt;i&gt;con la lettera minuscola&lt;/i&gt;...&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-1559184072297436179?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/1559184072297436179/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=1559184072297436179' title='6 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/1559184072297436179'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/1559184072297436179'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2009/06/contro-larte.html' title='Contro l&apos;Arte'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-8700724905262677649</id><published>2009-05-20T18:05:00.003+02:00</published><updated>2009-05-20T18:29:51.991+02:00</updated><title type='text'>Io e la mia libreria</title><content type='html'>... stiamo bene insieme.&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Su due ripiani del mio valente &lt;a href="http://www.ikea.com/it/it/catalog/categories/range/10364/10898/"&gt;GORM&lt;/a&gt; a Pavia ci sono impilati 12 (dodici!) libri. Pochi, si dirà, ma mica ci sono solo loro - ovvio. Quei dodici sono libri &lt;i&gt;intonsi&lt;/i&gt; o quasi, mai aperti o letti in proporzioni risibili col ragionamento del "mi ci rimetterò tra un po'". Elenco:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;Il gioco del mondo &lt;/b&gt;di&lt;span&gt;&lt;span&gt; Cortázar&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  font-weight: bold; font-family:arial;font-size:13px;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;, l'ultimo arrivato. Dovevo prenderlo, dai, un libro fatto per potersi leggere partendo da un capitolo qualsiasi! Potevo aspettare? Sì ma dai, era lì, lui mi guardava, io lo guardavo...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;Fight Club&lt;/b&gt; di Palahniuk. Ci ho messo mesi a trovarlo in inglese, ho letto un giorno le prime due pagine, non ci ho capito un cazzo di niente e ho deciso che vabbé, ci avrei ritentato un'altra volta.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;La vie, mode d'emploi &lt;/b&gt;di Perec (e se trovo anche &lt;i&gt;La disparition &lt;/i&gt;lo prendo al volo)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;Rhinocéros&lt;/b&gt; di Inonesco&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La &lt;b&gt;Illuminatus! Trilogy&lt;/b&gt;, desiderata ardentemente per anni, infine ordinata su IBS e da qualche settimana lì bel bella, a troneggiare mai sfogliata sullo scaffale&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;Catch-22&lt;/b&gt; di Joesph Heller che mi intriga per la sua &lt;i&gt;alleged&lt;/i&gt; narrazione non-lineare e, per lo stesso motivo, mi fa pensare che sia meglio darsi prima ad altro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;The House of Leaves &lt;/b&gt;di un qualche slavo/americano impronunciabile. Pare stranissimo, ci sono dentro parole colorati, testo in riquadri a centro pagina circondati da altro testo, tratti in Braille, note su note. Sarà anche bello? Boh.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;Studi di semiotica interpretativa&lt;/b&gt;, che a dirla tutta non so bene che sia, ma mi ispirava (sarà che qualsiasi cosa abbia &lt;i&gt;semiotica&lt;/i&gt; nel titolo oramai mi intriga, ormai)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;Le età del jazz - i contemporanei&lt;/b&gt; di cui ho visto la presentazione al Bergamo Jazz. E' stato divertente, più un dibattito che una conferenza, peccato fossimo lì in quattro gatti (e peccato anche che io, di jazz contemporaneo, non sappia una mazza)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;Parola e oggetto &lt;/b&gt;di Quine. Perché iniziare da qui con la filosofia analitica? Anzi, perché iniziare, &lt;i&gt;tout-court&lt;/i&gt;, con la filosofia analitica? Boh. Infatti non l'ho iniziato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le opere complete di &lt;b&gt;Lewis Carroll&lt;/b&gt;, tra cui i due &lt;i&gt;Alice&lt;/i&gt; (che avevo già letto a parte) e i due Sylvie and Bruno - uno in realtà me lo sono sciroppato proprio dal librazzo, poi però mi son messo a leggere Non So Più Cos'Altro (&lt;i&gt;Ada o ardore&lt;/i&gt;, mi sa: bella fregatura)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;The Songwriting Secrets of The Beatles&lt;/b&gt;, un mmattone pazesco corredato di analisi ultraformali  pezzo-per-pezzo delle canzoni dei Fab Four. Ci ho provato eh, ma &lt;i&gt;ça va sans dir&lt;/i&gt;e&lt;i&gt; &lt;/i&gt;l'ho anche mollato dopo cinque minuti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La domanda più ovvia è "cosa me ne faccio"?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E tutto sommato credo che una sola domanda sia sufficiente.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-8700724905262677649?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/8700724905262677649/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=8700724905262677649' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/8700724905262677649'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/8700724905262677649'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2009/05/io-e-la-mia-libreria.html' title='Io e la mia libreria'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-2739436413072734519</id><published>2009-03-28T10:45:00.003+01:00</published><updated>2009-03-28T11:20:48.127+01:00</updated><title type='text'>Il logorio della vita moderna</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sequenza #1&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ieri pomeriggio, l'ho perso a Milano tra Duomo, Via Torino e Largo Cairoli a cercare &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ada or Ardor&lt;/span&gt; di Nabokov in inglese (perché? perché mi va). Non ce l'aveva nessuno. Però tutti avevano, perlopiù nello scaffale "Original Language", &lt;span style="font-style: italic;"&gt;The Alchemist &lt;/span&gt;di Paulo Coelho e vari libri di Severgnini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sequenza #2&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da Rizzoli c'era anche &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Reading Lolita in Teheran&lt;/span&gt;. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Lolita&lt;/span&gt; no. D'altronde, Milano non è Teheran.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sequenza #3&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se salgo in autobus e c'è un posto libero non mi siedo. Mi guardo attorno furtivo per sgombrare la coscienza da vecchine, scemi di guerra, donne incinte. Un'operazione di pochi secondi, in genere sufficienti affinché il posto se lo becchi qualcun altro.&lt;br /&gt;Alle volte, però, capita che non ci siano &lt;span style="font-style: italic;"&gt;aventi diritto&lt;/span&gt; né spregiudicati &lt;span style="font-style: italic;"&gt;zuen&lt;/span&gt;, e così mi siedo. E' un incubo. A ogni sacrosanta fermata alzare gli occhi dal libro per contrellare che nessun'ultrasettantenne ingobbita sia salita per fare una-fermata-una sull'ingombrante quattroruote arancione. Eccone una, infatti: "Vuole sedersi, Signora?". In Piazza della Vittoria la vecchina scende e un inquietante ibrido negro/boliviano si ciuspa il mio posto. Avrà quindic'anni, indossa sotto il berretto da baseball una bandana gialla di dubbia utilità e scende in stazione. In stazione c'è l'invasione delle cavallette, e fino all'Università - dove devo scendere - non c'è un buco, né per sedersi né per stazionare in piedi. E io che volevo leggere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sequenza #4&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno scenario alternativo: "Vuole sedersi, Signora?" / "No. Bisogna proprio essere dei gran maleducati per non offrire da sedersi a una mamma col bambino". E rivela a 5/6 teste da sé una signora rosavestita con marmocchio (marmocchi&lt;span style="font-style: italic;"&gt;a&lt;/span&gt;?) rosavestito in braccio.&lt;br /&gt;Ora, io prendo l'autobus perché gradisco investire in lettura il tempo speso negli spostamenti. Autobus = leggere, al punto che se non ho un libro mi siedo al posto davanti, quello da cui si legge il regolamento dell'azienda dei trasporti comunale. Disponibilissimo a cedere il mio tempo-lettura, in forma di posto a sedere, a vecchine obnubilate e neomamme sovraccariche, ma se fossero loro a chiedere il posto, per favore, anziché imporre al prossimo di rinunciare a qualsiasi attività interessante potesse svolgere da seduto perché in qualsiasi momento potrebbe materializzarsi sul bus &lt;span style="font-style: italic;"&gt;una di loro&lt;/span&gt;?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sequenza #5&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un paio d'anni fa una signora a cui volevo cedere il posto si offese pure. Eppure la sua sessantina ce l'aveva, eh.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-2739436413072734519?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/2739436413072734519/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=2739436413072734519' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/2739436413072734519'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/2739436413072734519'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2009/03/il-logorio-della-vita-moderna.html' title='Il logorio della vita moderna'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-3392872132710445162</id><published>2008-11-21T16:29:00.003+01:00</published><updated>2008-11-21T17:43:24.382+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gatto is better'/><title type='text'>Il Povero Bombo</title><content type='html'>Potrà sembrare (è) lapalissiano, ma cinque minuti prima di essere morto era ancora vivo. Era lì e beveva, beveva tantissimo da un rivoletto del bidé che gli avevamo aperto apposta. Quando l'ho portato su, faceva le fusa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-3392872132710445162?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/3392872132710445162/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=3392872132710445162' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/3392872132710445162'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/3392872132710445162'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2008/11/il-povero-bombo.html' title='Il Povero Bombo'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-9073445750498530985</id><published>2008-10-17T10:13:00.005+02:00</published><updated>2008-10-17T10:39:56.349+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scazzi'/><title type='text'>Preferivo le occupazioni di Santa Lucia?</title><content type='html'>È arrivato un bastimento carico &lt;span style="font-style: italic;"&gt;[snip]&lt;/span&gt; di&lt;br /&gt;stronzate.&lt;br /&gt;Le solite, rifritte, rilette, riscritte e rigirate.&lt;br /&gt;E io il solito, il solo (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;deo gratias&lt;/span&gt;, non proprio)&lt;br /&gt;a bofonchiare che no, che non è questo il modo,&lt;br /&gt;che non è questo il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;mondo&lt;/span&gt; e, soprattutto,&lt;br /&gt;non è questo il governo buono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È arrivato il bastian-contrario, alé,&lt;br /&gt;ma c'è sempre stato.&lt;br /&gt;Lì che si lamenta, blatera, si incazza&lt;br /&gt;e poi non combina, non collima -&lt;br /&gt;cerca la rima, si vaccina&lt;br /&gt;e lascia tutto come stava prima&lt;br /&gt;(anzi un po' peggio, perché nel frattempo&lt;br /&gt;c'è chi non ne ha perso, di tempo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È arrivato e basterebbe, dopotutto,&lt;br /&gt;aspettare che gli sbollano i bollori:&lt;br /&gt;Lo sballano i bagliori, gli sbiellano gli umori,&lt;br /&gt;si bulla di timori e tumori, tesori&lt;br /&gt;da qualche ora, al più qualche giorno.&lt;br /&gt;Attorno, poi, l'assalto al forno,&lt;br /&gt;bello, sì, ma non gl'importa un corno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-9073445750498530985?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/9073445750498530985/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=9073445750498530985' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/9073445750498530985'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/9073445750498530985'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2008/10/preferivo-le-occupazioni-di-santa-lucia.html' title='Preferivo le occupazioni di Santa Lucia?'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-6898668504437437947</id><published>2008-07-03T12:05:00.003+02:00</published><updated>2008-07-03T14:14:52.234+02:00</updated><title type='text'>Impiccando il mio tempo</title><content type='html'>Un paio di nonsense sulla strofa di alcune celebri canzoni. Così, mi andava.&lt;br /&gt;Ovviamente non dirò quali sono le canzoni, ma indovinare è facile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Caro il mio cervo sei bello e protervo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ma sotto spirito io ti conservo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ché senza pelle e perfino senz'ossi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Non si capisce nemmanco chi fossi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Bellerofonte sei un deficiente&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Te ne stai fermo a fissare il soffitto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ora che hai la seconda patente&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Che te ne fai di restare in affitto?!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'amore e bello ma la Straniera&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Manco a morire che esca la sera&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Troppo impegnata con te e Gaunilone,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Un cervo sottolio ed un bieco gibbone.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Stammi a sentire, cervide lesso:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Non calpestare quel belanoglosso,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Metti la maglia ed ascolta Battiato&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mangia anche un pezzo di buon biancostato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ma tu te ne freghi ed il bieco gibbone,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Avido, pavido ed un poco ubriacone,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Con le sue frottole lui ti irretisce,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Se mi c'imbatto gli fo il culo a strisce.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sai che ti dico: fai come ti pare,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Io me ne vado due o tre giorni al mare&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ti porterò di bel pelo un colbacco,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Statemi bene tu e'l to amìs macacco.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Caro il mio cervo sei bello e protervo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Ma sotto spirito io ti conservo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Ché senza pelle e perfino senz'ossi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Non si capisce nemmanco chi fossi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Là nei pagliai pinne di foca scombussolano zia Umberta&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Col suo pastrano fino al midollo s'intepidisce modello serra&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'Artificiere resta in coma, è grave all'ospedale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Corre la voce tra i vicini, Sior Bembarin sta per schiattare&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La sua sposa funambolo prega un poco anche per sé.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il suo figlio più ingordo lascia sazio il cavallo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Con quattrocento giù da un dirupo cerca uno spasimo verdegiallo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nel paleolitico Marco casca dal passeggino sull'asfalto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Madre Centocchi ha grandi sogni e una parentesi da contralto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ma le anatre hanno creduto alla promessa e ai bisbigli&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Se nei pagliai mano nella mano litigano le mogli&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il profeta ha sulla lista nuovi veleni e vecchie stampe:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Gettare brace molto cauti per manomettere l'aliante&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sulla sella la sua fata trova un giacinto e niente tracce di arnesi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;S'annoda il fiocco nell'aria col suo ricavo alla deriva&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sfila il pastrano la sua infanzia improvvisandosi guarita&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;E dal pagliaio pinne di foca le dan la caccia nella boscaglia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Infervorate per castigo dietro le spalle cercan famiglia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Zia Bembarin cerca ancora il corpo tra le siepi e i perché.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per chi se lo domandasse, quest'ultima un vago senso ce l'ha.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-6898668504437437947?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/6898668504437437947/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=6898668504437437947' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/6898668504437437947'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/6898668504437437947'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2008/07/impiccando-il-mio-tempo.html' title='Impiccando il mio tempo'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-4968450239219287729</id><published>2008-06-23T11:41:00.004+02:00</published><updated>2008-06-23T12:04:40.434+02:00</updated><title type='text'>La casa sul confine della sera</title><content type='html'>C'è una canzone di Guccini che sto ascoltando di continuo in questi giorni, una canzone che non m'ero mai filato più di tanto (fatto strano già di per sé). &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Radici&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;E vabbé. Il punto è che c'è un motivo. Anzi, due. Il primo è che mi commuove, e questo mi succede con tante canzoni di Guccini che sento cogliere il profondo del mio modo di essere - sfido, quel modo di essere l'hanno creato loro, maledette.&lt;br /&gt;Il secondo, che giustifica il primo, è che parla di qualcosa che non conosco e mi manca. Le radici. Sono nato in città, i miei genitori vengono da un'altra città e le loro famiglie da mezza Italia. Quella &lt;span style="font-style: italic;"&gt;casa sul confine della sera&lt;/span&gt;, la campagna che racchiude la propria storia, io non so cosa sia.&lt;br /&gt;Ci sono posti "fuori dal mondo" che sento miei da quando sono bambino - la casa in Val D'Aosta, quella di Anterselva dove da sempre vado in vacanza a Natale. Ma in entrambi i casi, rispetto alla terra mi sento un visitatore. Amo quei posti, ma (ora scriverò una cosa apparentemente folle: tranquilli, è una metafora) &lt;span style="font-style: italic;"&gt;loro non amano me&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse, è questo il motivo per cui negli ultimi anni sono così affascinato dalla musica tradizionale. Dalle fiabe, dalla storia delle lingue. Perché sono alla disperata e - fino a pochi giorni fa - inconsapevole ricerca di&lt;span style="font-style: italic;"&gt; radici&lt;/span&gt; altrui da fare mie. Non ho idea del perché ne senta il bisogno, ma temo possa essere, come per Guccini, la speranza che queste possano darmi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"risposta ad ogni cosa non capita"&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Non la davano manco a lui, figuriamoci a me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho un vaghissimo ricordo della casa dei miei bisnonni, da qualche parte vicino a Forlì. Un giorno o l'altro, potrebbe saltarmi in mente di tornare a vederla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="left: 0px ! important; top: 0px ! important;" title="Fare clic qui per bloccare l'oggetto con Adblock Plus" class="abp-objtab-07095467453330653 visible ontop" href="http://www.youtube.com/v/rATcfXX8hwo&amp;amp;hl=en"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a style="left: 0px ! important; top: 0px ! important;" title="Fare clic qui per bloccare l'oggetto con Adblock Plus" class="abp-objtab-07095467453330653 visible ontop" href="http://www.youtube.com/v/rATcfXX8hwo&amp;amp;hl=en"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a style="left: 0px ! important; top: 0px ! important;" title="Fare clic qui per bloccare l'oggetto con Adblock Plus" class="abp-objtab-07095467453330653 visible ontop" href="http://www.youtube.com/v/rATcfXX8hwo&amp;amp;hl=en"&gt;&lt;/a&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/rATcfXX8hwo&amp;amp;hl=en"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/rATcfXX8hwo&amp;amp;hl=en" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-4968450239219287729?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/4968450239219287729/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=4968450239219287729' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/4968450239219287729'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/4968450239219287729'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2008/06/la-casa-sul-confine-della-sera.html' title='La casa sul confine della sera'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-7540778575278727600</id><published>2008-05-21T17:23:00.004+02:00</published><updated>2008-05-21T22:50:55.622+02:00</updated><title type='text'>Grafologia grafomania schizofrenia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.flickr.com/photos/82382210@N00/2512355536/" title="Grafologia grafomania schizofrenia by wago.it, on Flickr"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 240px;" src="http://farm3.static.flickr.com/2204/2512355536_01efc7cc80_m.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ho questa mania che non so se si può dire ma facciamo di sì - poi magari mi prendete per un pazzo dissociato ma tant'è, per me mi faccio tanti problemi per una cosa che fanno tutti però zitti zitti, non lo dicono.&lt;br /&gt;Comunque. Ogni tanto mi piglia lo sghiribizzo di cambiare il modo di scrivere una certa lettera. Non che la cosa risponda a una qualche logica evolutiva: la mia "p" corsiva è oscillata tra quella aperta da scuola elementare a quella simil-stampatello un tot di volte (ora uso la seconda ma vorrei tornare alla prima, da questo m'è venuta l'idea del post). Alla "t" ho messo e tolto e rimesso e ritolto il tratto curvilineo, la "g" (sto sempre parlando del corsivo) prima la facevo in un modo poi in un altro poi di nuovo in quello di prima...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fatto sta che le cose vanno così: un giorno di punto in bianco stabilisco che devo abituarmi a far la tal lettera nel tal modo e inizio la fase di transizione coatta da uno stile all'altro. In primis c'è un periodo di sperimentazione, che tipicamente dura un paio d'ore sparse per un paio di giorni e si svolge nei momenti (più o meno) morti delle lezioni. Il foglio degli appunti diventa un campo minato di prove calligrafiche, piccole grandi col ricciolo coll'ansa, più simile alla "B" più simile alla "P", no devo cambiare qualcosa perché se no non si distingue dalla "D" - e via dicendo. Finiscono per riempire ogni centimetro quadrato di carta, qualche volta anche il banco. Devo avere ancora in giro un foglio zeppo di "Xi" di ogni dimensione risalente all'esame di probabilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stabilito il modello da impiegare, si passa all'automatizzazione. Questo processo richiede di scrivere un sacco e fare molta attenzione a come si sta scrivendo: ecco che inizio a prendere appunti di cose inutilissime, di corsi inutilissimi che da quando li seguo non mi sono mai segnato nulla ma ora ho un Motivo e uno Scopo, ogni frase non annotata è un'occasione sprecata di portare avanti l'Opera.&lt;br /&gt;Adesso poi che mi gira di sostituire le usuali "S" e "G" corsive maiuscole con due ghirigori semi-incomprensibili, ma molto simili fra loro, è tutto un iniziare paragrafi e scrivere i titoli alla maniera anglosassone e mettere la maiuscola agli aggettivi derivati da nomi propri che pure è una cosa che detesto.&lt;br /&gt;Ci vuole qualche settimana di impegno e dedizione e la transizione è completa. Se la lettera è molto comune, anche meno. Vi lascio però immaginare la volta che mi son messo in testa di allungare la "z" minuscola come si usava un tempo: ogni "z" era una gioia, tutte le fun&lt;span style="font-style: italic;"&gt;z&lt;/span&gt;ioni avevano &lt;span style="font-style: italic;"&gt;z&lt;/span&gt;eri da indicare rigorosamente in corsivo - mi son pure ritrovato a riempire una pagina di imprecazioni e insulti vari (ma sapete quanti ce n'è con la "z"? &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cazzo&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;zoccola&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;stronzo&lt;/span&gt;, più tutti i composti...).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Faccio una "Xi" minuscola che è una meraviglia, in ogni caso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-7540778575278727600?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/7540778575278727600/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=7540778575278727600' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/7540778575278727600'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/7540778575278727600'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2008/05/grafologia-grafomania-schizofrenia.html' title='Grafologia grafomania schizofrenia'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm3.static.flickr.com/2204/2512355536_01efc7cc80_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-5318031025625333399</id><published>2008-04-20T00:22:00.004+02:00</published><updated>2008-04-20T00:25:24.066+02:00</updated><title type='text'>Sono stato sono andato ho fatto.</title><content type='html'>Un po' di foto - a Istanbul per esempio, con la nuova logica del: non contraffarre la realtà - se c'è lo schifo, dev'esserci anche in fotografia. Qui: &lt;a href="http://www.flickr.com/photos/82382210@N00/"&gt;http://www.flickr.com/photos/82382210@N00/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un blog apposta per i post musicali "con regalo": &lt;a href="http://ilgolpeeluva.blogspot.com/"&gt;http://ilgolpeeluva.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;That's all folks.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-5318031025625333399?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/5318031025625333399/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=5318031025625333399' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/5318031025625333399'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/5318031025625333399'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2008/04/sono-stato-sono-andato-ho-fatto.html' title='Sono stato sono andato ho fatto.'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-6363512657853286227</id><published>2008-04-15T09:25:00.002+02:00</published><updated>2008-04-15T10:11:49.216+02:00</updated><title type='text'>Tirando le somme...</title><content type='html'>... dove sono "spariti" i voti?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Camera, politiche 2008&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;PD: 33,2%&lt;br /&gt;IDV: 4,4%&lt;br /&gt;(tot. 37,5%)&lt;br /&gt;Sinistra Arcobaleno: 3,1%&lt;br /&gt;Altri: 2,8%&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(tot. 43,4%)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PdL: 37,4%&lt;br /&gt;Lega: 8,3%&lt;br /&gt;UdC: 5,6%&lt;br /&gt;La Destra: 2,4%&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Camera, politiche 2006&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;L'Ulivo: 31,3%&lt;br /&gt;Rifondazione Comunista: 5,8%&lt;br /&gt;La Rosa Nel Pugno: 2,6%&lt;br /&gt;Comunisti Italiani: 2,3%&lt;br /&gt;Italia Dei Valori: 2,3%&lt;br /&gt;Verdi: 2,1%&lt;br /&gt;UDEUR: 1,4%&lt;br /&gt;Altri: 2,1%&lt;br /&gt;(tot. 48,9% - 49,8% contando altri "minori" sotto lo 0,1%)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forza Italia: 23,7%&lt;br /&gt;Alleanza Nazionale: 12,3%&lt;br /&gt;UdC: 6,8%&lt;br /&gt;Lega: 4,6%&lt;br /&gt;Altri: 2,3%&lt;br /&gt;(tot. 49,7% considerando già gli altri "minori")&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ok. Manca all'appello un buon 6,4%. Che vuol dire 5 persone ogni 100 - ovvio ma spesso non ci si pensa. Non è poco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che fine ha fatto? Ricambio generazionale, ad esempio. Non riesco a trovare dati in materia, ma esageriamo: 1 milione di "nuovi votanti" al posto di 1 milione di "vecchi". Probabilmente i secondi sarebbero più dei primi, ma tanto meglio: i "risultati" sarebbero validi a maggior ragione.&lt;br /&gt;Quanti sono 1 milione di nuovi votanti (supponiamo lo stesso numero per Camera e Senato, tanto sono sempre troppissimi)? Il 2% alla camera, il 2,3% al senato.&lt;br /&gt;Pensiamo alla Camera. Un 2% di vecchietti - noti &lt;span style="font-style: italic;"&gt;comunisti&lt;/span&gt; - che schiatta e cede il passo a un 2% di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;yuppie&lt;/span&gt; berlusconiani. Manca ancora il 4,4%&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Astensione: 3,2% di flessione. Tutti  Ulivisti pentiti, chiaro. Ma manca ancora l'1,8%.&lt;br /&gt;Mastella. Manca ancora lo 0,4%.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dov'è andato? Guardiamo di là. Il PdL ha preso il 2,4% in più della somma delle sue parti. Ma c'è la "Destra", che se n'è soffiata il 2,4% (1,8% dando all'ex "Fiamma Tricolore" il suo 0,6%) e non certo da sinistra. Sommando la Lega, il guadagno voti netto è del 7,9%.&lt;br /&gt;Da dove viene? Dagli "altri", dai, che sono il 2,9%. E siamo al 5%. Dall'UdC e da Mastella (2,6% di "gioco") - e arriviamo al 2,4%.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma guarda un po'. Anche con queste ipotesi assurde, la destra ha guadagnato PIU' voti di quanti se ne siano persi noi supponendo che solo i morti e i mastelliani abbandonino la propria fede politica.&lt;br /&gt;E allora forse i fatti sono diversi. Forse forse che il PD ha preso voti a sinistra, e non al centro come sperava. Forse forse che i voti sono fluiti dall'UdC al PdL e dall'Ulivo all'UdC.&lt;br /&gt;Forse forse che con questo bel giochetto non solo abbiamo perso le elezioni, ma pure sfasciato quel poco di - pessima - sinistra che restava in questo paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio utile, il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;voto utile&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E il senato ve lo abbuono.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-6363512657853286227?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/6363512657853286227/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=6363512657853286227' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/6363512657853286227'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/6363512657853286227'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2008/04/tirando-le-somme.html' title='Tirando le somme...'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-2466033707179867597</id><published>2008-04-14T16:55:00.002+02:00</published><updated>2008-04-14T17:26:34.953+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='governo ladro'/><title type='text'>Piove</title><content type='html'>E il fatto è che neppure ricorrendo ai proverbi si posson fare previsioni sul governo futuro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-2466033707179867597?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/2466033707179867597/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=2466033707179867597' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/2466033707179867597'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/2466033707179867597'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2008/04/piove.html' title='Piove'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-4976833469870641619</id><published>2008-04-07T23:56:00.002+02:00</published><updated>2008-04-08T00:04:20.498+02:00</updated><title type='text'>Settembre</title><content type='html'>Barrisce, non lascia feriti,&lt;br /&gt;Ruggiti o semplici libri svampiti.&lt;br /&gt;L'ho perso per strada, rideva&lt;br /&gt;E quando son tornato a cercarlo&lt;br /&gt;Non c'era al suo posto neppure un gabbiano&lt;br /&gt;O un tulipano&lt;br /&gt;O un uomo grande quanto una mano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uscì invece il fiorista, mi disse&lt;br /&gt;"Quelli dell'Areonautica,&lt;br /&gt;Le previsioni le sbagliano sempre".&lt;br /&gt;Lo sapeva bene, lui&lt;br /&gt; - che suo padre era nato ad Addis Abeba.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti oggi è già aprile e non piove.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-4976833469870641619?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/4976833469870641619/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=4976833469870641619' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/4976833469870641619'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/4976833469870641619'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2008/04/settembre.html' title='Settembre'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-3803545774515948753</id><published>2008-02-19T12:12:00.006+01:00</published><updated>2008-02-19T16:08:48.564+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='musica'/><title type='text'>1976. Maad: s/t</title><content type='html'>Scoraggiato dalla difficoltà di trovare sul p2p album italiani anche piuttosto celebrati, ho deciso di darmi anch'io alla pubblicazione di link rapidshare. Non so ancora se sia il caso di aprire un blog specifico: per intanto sfrutterò questo spazio, alternando i post "col regalo" a quelli usuali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I post saranno così strutturati: breve commento e link a un album al momento non reperibile via blog, da me caricato da qualche parte, poi qualche suggerimento di download da altri blog.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inizio con un disco poco noto, che ho fatto molta fatica a reperire. Si tratta dell'album omonimo dei &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Maad&lt;/span&gt;,&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;quintetto italo-americano di stanza a Milano, dedito a quel genere di contaminazioni jazz/rock dal retrogusto "etnico" e psichedelico che erano tanto in voga nei primi anni Settanta.&lt;br /&gt;Se lo stile imperante prevedeva però un'attitudine molto "svaccata" e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;free-form&lt;/span&gt;, velleità avanguardistiche di vario genere e un discreto assortimento di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;freak&lt;/span&gt;/misticaggini, i Maad si distinguono per un approccio più composto e vicino agli stilemi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;fusion&lt;/span&gt; (quando non &lt;span style="font-style: italic;"&gt;third stream&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;bebop&lt;/span&gt; o &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ragtime&lt;/span&gt;). Alcuni brani sono poi intrisi dell'inconfondibile retrogusto&lt;span style="font-style: italic;"&gt; beat&lt;/span&gt; che caratterizza tanta musica italiana di allora e che a seconda dei casi può essere un punto di forza o di debolezza. Per i Maad è senza dubbio valida la prima: l'ingenuità tipica del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;beat&lt;/span&gt; italiano si stempera in una consapevole leggerezza, che rende ancora più piacevoli le&lt;span style="font-style: italic;"&gt; jam&lt;/span&gt; di classe del quintetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.progarchives.com/Progressive_rock_discography_includes/thumbnail.asp?FileName=c:%5Cinetpub%5Cwwwroot%5Cwww.progarchives.com%5Cprogressive_rock_discography_covers%5C1437/cover_273199112004.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.progarchives.com/Progressive_rock_discography_includes/thumbnail.asp?FileName=c:%5Cinetpub%5Cwwwroot%5Cwww.progarchives.com%5Cprogressive_rock_discography_covers%5C1437/cover_273199112004.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://sharebee.com/fa38f2a6"&gt;http://sharebee.com/fa38f2a6&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Bitrate&lt;/span&gt;: 160 kb/s&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Maad: s/t&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;LP Wergo Germany 1976&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Tracklist:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;1. African Norge&lt;br /&gt;2. Bouzouki&lt;br /&gt;3. Giugno ‘75&lt;br /&gt;4. A Milano E Dura&lt;br /&gt;5. Zabaz&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Crediti:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;- Attlio Zanchi / chitarra&lt;br /&gt;- Renato Rivolta / sassofono&lt;br /&gt;- Pino De Vita / tastiere&lt;br /&gt;- Joe Castanuela / batteria&lt;br /&gt;- Jonathan Scully / percussioni, vibrafono&lt;br /&gt;- David Searcy / percussioni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Qualche altro consiglio:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://museorosenbach.blogspot.com/2007/10/mauro-pelosi-al-mercato-degli-uomini.html"&gt;Mauro Pelosi - Al mercato degli uomini piccoli&lt;/a&gt;, 1973 (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;cantautorato progressive&lt;/span&gt;)&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://indieitalia.blogspot.com/2008/01/scisma-armstrong.html"&gt;Scisma - Armstrong&lt;/a&gt;, 1999 (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;post-rock&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;alt-rock&lt;/span&gt;)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-3803545774515948753?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/3803545774515948753/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=3803545774515948753' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/3803545774515948753'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/3803545774515948753'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2008/02/1976-maad-st-jazzrock-world-fusion-160.html' title='1976. Maad: s/t'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-970363359613761517</id><published>2008-02-14T23:02:00.005+01:00</published><updated>2008-02-15T00:48:53.332+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pessimismo'/><title type='text'>Pessimo, pessimismo e conservatorismo (in fieri)</title><content type='html'>Il recente scritto "&lt;a href="http://oannes.blogspot.com/2008/02/pessimismo-e-pessimit.html"&gt;Pessimismo e pessimità&lt;/a&gt;" dell'Oannes pone alla nostra attenzione una questione che ci pare interessante, circa l'auspicabilità di una letteratura scientemente "pessima" che egli denomina: "pessimismo".&lt;br /&gt;Non siamo nuovi a quest'uso del termine, che sembra avere poco a che fare col suo significato canonico (torneremo in seguito sulla questione); né a una simile proposta. Entrambe nascono infatti dalla comune riflessione su un'esperienza: la scrittura di "&lt;a href="http://freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=1395070"&gt;Pittime di guerra&lt;/a&gt;", caricatura &lt;span style="font-style: italic;"&gt;polichirale&lt;/span&gt; della &lt;span style="font-style: italic;"&gt;fan-fiction&lt;/span&gt; "&lt;a href="http://www.immaginario.net/pikappa/index/pkreations/storie/vittime_di_guerra/vdg.htm"&gt;Vittime di guerra&lt;/a&gt;".&lt;br /&gt;Vuole questa risposta segnare un ulteriore avanzamento in quello che può ormai definirsi l'equivalente contemporane&lt;span style="font-style: italic;"&gt;issimo&lt;/span&gt; del tanto celebre "dibattito sul post-moderno" di qualche decennio addietro. Procederemo, sul modello dell'Oannes e di una tradizione con cui non cerchiamo una rottura ad ogni costo, per punti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;De mediocritate&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;L'Oannes individua come questione centrale, e in questo siamo concordi, il problema della &lt;span style="font-style: italic;"&gt;distanza percepita&lt;/span&gt; o in altre parole della &lt;span style="font-style: italic;"&gt;mimesis&lt;/span&gt;. L'obiettivo primo e più immediato del pessimismo è la produzione consapevole di mediocrità: ma quanto questa consapevolezza deve risultare percepibile? L'assunto è la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;consapevole mediocrità&lt;/span&gt;, il problema la commutatività dei termini della locuzione: deve ciò significare (e a che livello?) &lt;span style="font-style: italic;"&gt;mediocrità consapevole&lt;/span&gt;?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo dell'opinione che una linea univoca e condivisa a riguardo della questione, che propenda categoricamente per il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;sì&lt;/span&gt; o per il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;no&lt;/span&gt; sia non solo di difficile, ma altresì deleteria. Il movimento pessimista che si va auspicando avrebbe infatti la sua forza - e conseguentemente la sua efficacia - e nella &lt;span style="font-style: italic;"&gt;pluralitas&lt;/span&gt; offerta dal pessimo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;immanente&lt;/span&gt; alla tanto vituperata cultura di massa, e nella &lt;span style="font-style: italic;"&gt;pluralitas &lt;/span&gt;per sua essenza &lt;span style="font-style: italic;"&gt;imminente &lt;/span&gt;(in quanto &lt;span style="font-style: italic;"&gt;da farsi&lt;/span&gt;) del pessimo che sarà prodotto, ovvero degli orientamenti di coloro che lo produrranno: i pessimisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda l'opzione che ci è più incline, riterremo almeno in una prima fase di dedicarci a una &lt;span style="font-style: italic;"&gt;mediocrità consapevole&lt;/span&gt;: perché non si riduca il pessimismo sul nascere a un altezzoso dileggio per adepti, perché scopo del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ludus&lt;/span&gt; pessimista è non già la negazione della comunicazione, l'opposizione radicale al mediatico e alla cultura che ne è espressione, quanto piuttosto l'esposizione a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;pubblico&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;lud&lt;/span&gt;ibrio dei meccanismi che ne rigano la superficie e ne riflettono le strutture profonde (a loro volta di esse riflesso, in una rete Peirceano/Heideggeriana di continui &lt;span style="font-style: italic;"&gt;tradimenti&lt;/span&gt; di senso).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-970363359613761517?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/970363359613761517/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=970363359613761517' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/970363359613761517'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/970363359613761517'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2008/02/pessimo-pessimismo-e-conservatorismo.html' title='Pessimo, pessimismo e conservatorismo (in fieri)'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-3359974171843075713</id><published>2008-02-10T00:01:00.000+01:00</published><updated>2008-02-10T00:12:13.375+01:00</updated><title type='text'>E scrivo qualcosa che se no resta di nuovo tutto bloccato per mesi</title><content type='html'>Non leggete Roland Barthes.&lt;br /&gt;Sorta di Pomo D'Adamo™ (il frutto, dico) de noantri, apre gli occhi ma incasina ulteriormente il mondo.&lt;br /&gt;E poi dico: scrivere a questo modo: con tre/quattro "due punti" a frase, è a mio avviso esecrabile: il Buon Dio™ ci ha fatto dono del punto fermo, usiamolo: è una delle poche risorse rinnovabili il cui sfruttamento non comporta problemi di sorta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-3359974171843075713?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/3359974171843075713/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=3359974171843075713' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/3359974171843075713'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/3359974171843075713'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2008/02/e-scrivo-qualcosa-che-se-no-resta-di.html' title='E scrivo qualcosa che se no resta di nuovo tutto bloccato per mesi'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-6835937174785805730</id><published>2008-01-25T09:14:00.000+01:00</published><updated>2008-01-25T09:27:14.389+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='bestemmie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><title type='text'>... whatever will be</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.rainews24.rai.it/ran24/immagini/berlusconi_veltroni.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 260px;" src="http://www.rainews24.rai.it/ran24/immagini/berlusconi_veltroni.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;C'era una volta la Bicamerale. Allora Berlusconi fece fesso D'Alema, questa volta tocca invece a Veltroni.&lt;br /&gt;Di positivo non c'è manco il tanto auspicato "ricambio generazionale".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io non solo non so per chi votare (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;tsk&lt;/span&gt;, ovvio), ma soprattutto non so cosa &lt;span style="font-style: italic;"&gt;pensare&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Non mi dispero perché il governo è caduto. Quasi me la auguravo, ieri, "la fine della tortura".&lt;br /&gt;Non voglio morto Mastella, perché di che pasta era fatto lo sapevamo già: andava fatto secco prima, ora è troppo tardi.&lt;br /&gt;Non credo nemmeno sia "colpa sua" se è successo quel che è successo: moglie o non moglie, ha colto l'occasione per scendere dalla barca mentre colava a picco. Chi glie lo faceva fare, di mantenere in vita una legislatura che rischiava di produrre una legge elettorale dannosissima per il suo partito? Ha fatto bene, a uscire: fesso il PD che non s'è fatto bene i suoi conti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ora? Non so cosa augurarmi. Governo istituzionale per una nuova legge elettorale? Sarebbe un qualche accordo&lt;span style="font-style: italic;"&gt; one shot&lt;/span&gt; PD/FI + CDU o AN che favorisce solo i partiti grandi. Molto dannoso per chi, come me, non ha alcuna intenzione di votare il PD.&lt;br /&gt;Ai voti con questa legge? "Produce ingovernabilità". Magari. Quelli prendono il 65% e vedi come governano bene, a prescindere dall'assegnazione dei premi di maggioranza. E sono molto più attaccati alla poltrona dei "nostri": impossibili &lt;span style="font-style: italic;"&gt;crisi di coscienza&lt;/span&gt; per parlamentari che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;non hanno&lt;/span&gt; una coscienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attendo dunque, nella più totale &lt;span style="font-style: italic;"&gt;sospensione del giudizio.&lt;br /&gt;Que sera, sera.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-6835937174785805730?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/6835937174785805730/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=6835937174785805730' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/6835937174785805730'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/6835937174785805730'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2008/01/whatever-will-be.html' title='... whatever will be'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-2960647182633694194</id><published>2008-01-20T17:22:00.000+01:00</published><updated>2008-01-20T18:42:30.313+01:00</updated><title type='text'>(C'è) chi aspetta sempre l'inverno per desiderare una nuova estate</title><content type='html'>GoogleMaps è figo. Questo è un primo abbozzo di idea per Capalbio 08:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe marginheight="0" marginwidth="0" src="http://maps.google.it/maps/ms?ie=UTF8&amp;amp;hl=en&amp;amp;om=0&amp;amp;s=AARTsJreZZGR9CE5Qk_CwXC5wq8Lb-ljng&amp;amp;msa=0&amp;amp;msid=105593416502699080957.0004441b88e153ceb84ff&amp;amp;ll=46.164614,2.614746&amp;amp;spn=10.653823,18.676758&amp;amp;z=5&amp;amp;output=embed" frameborder="0" height="350" scrolling="no" width="425"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;small&gt;&lt;a href="http://maps.google.it/maps/ms?ie=UTF8&amp;amp;hl=en&amp;amp;om=0&amp;amp;msa=0&amp;amp;msid=105593416502699080957.0004441b88e153ceb84ff&amp;amp;ll=46.164614,2.614746&amp;amp;spn=10.653823,18.676758&amp;amp;z=5&amp;amp;source=embed" style="color: rgb(0, 0, 255); text-align: left;"&gt;View Larger Map&lt;/a&gt;&lt;/small&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'idea sarebbe:&lt;br /&gt;- arrivo in aereo a Bordeaux&lt;br /&gt;- 5/6 giorni in Guascogna, magari con campo base sul Golfo di Arcachon, che sembra figo&lt;br /&gt;- 2/3 giorni per varcare il confine con la Spagna, con puntata a Tolosa, oppure a Biarritz&lt;br /&gt;- 5/6 giorni in zona Paesi Baschi, Bilbao etc.&lt;br /&gt;- 1/2 giorni per andare a Saragozza e prendere il volo di ritorno&lt;br /&gt;Si dovrebbe fare tutto con Myair/Ryanair, anche se poi servirebbe una macchina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'altra ipotesi era il Portogallo, s'era detto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-2960647182633694194?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/2960647182633694194/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=2960647182633694194' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/2960647182633694194'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/2960647182633694194'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2008/01/c-chi-aspetta-sempre-linverno-per.html' title='(C&apos;è) chi aspetta sempre l&apos;inverno per desiderare una nuova estate'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-5092005231905500451</id><published>2008-01-18T12:06:00.000+01:00</published><updated>2008-01-18T12:08:15.227+01:00</updated><title type='text'>Dilemmi</title><content type='html'>Ho un buco nella gamba. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sisì&lt;/span&gt;, proprio nell'osso, una rientranza netta. Ah, non lo so mica perché, ma ieri sera mi sa che era lui a fare male.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però più che altro mi stavo chiedendo, dopo il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;postmoderno&lt;/span&gt; cosa c'è? post^2=1 o no?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-5092005231905500451?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/5092005231905500451/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=5092005231905500451' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/5092005231905500451'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/5092005231905500451'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2008/01/dilemmi.html' title='Dilemmi'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-4196469684350122474</id><published>2008-01-18T01:12:00.000+01:00</published><updated>2008-01-18T01:39:14.123+01:00</updated><title type='text'>In questi ultimi mesi...</title><content type='html'>... ho fatto molte cose. Tipo: laurearmi, passare coi cazzo di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;lupetti&lt;/span&gt;, ... Mh, che altro? Basta, mi sa. E veniamo al punto due: ho fatto (poche, a sto punto) cose che mi hanno occupato tempo; come al solito non ne ho fatte molte altre e in sostanza sono ancora al punto dove stavo prima, e l'anno prima, e l'anno prima ancora. Bella fregatura, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;regina rossa&lt;/span&gt; di stocazzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però, però. Però in questi ultimi mesi sono cambiate &lt;span style="font-style: italic;"&gt;tante&lt;/span&gt; cose. Cambiate dove? &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Here inside&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;No, niente sentimenti per carità. Niente sconvolgimenti psicologici, niente di n--- niente oltre l'ordinaria amministrazione, si intende (anche se, a dirla tutta, la situazione sentimental-nulla inizia a pesare un po' troppo - normalmente capita attorno ai 14 anni, a me succede a 22, forse dovrei essere contento della "tregua prolungata" concessami).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma dicevo. Ho imparato un sacco di cose nuove. Ho rivalutato un sacco di idee, rivisto convinzioni, scoperto l'esistenza di figate incredibili di cui al più sospettavo vagamente l'esistenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fai qualche esempio, guagliò &lt;/span&gt;(!?)&lt;span style="font-style: italic;"&gt;, che non capiamo&lt;/span&gt;. Ok.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho deciso che l'anima esiste.&lt;br /&gt;Ho scoperto che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;semiotico&lt;/span&gt; ha anche un significato figo, oltre ad essere un ottimo termine per atteggiarsi un poco a persona colta.&lt;br /&gt;Ho riconosciuto che la filosofia non è morta con Kant.&lt;br /&gt;Ho capito (quasi) per bene cosa significa che sono &lt;span style="font-style: italic;"&gt;strutturalista&lt;/span&gt;, che prima me lo dicevo ma mica lo sapevo bene che cosa voleva dire.&lt;br /&gt;Mi sono reso conto che essere relativisti e strutturalisti al medesimo tempo non ha nessun senso.&lt;br /&gt;Ma ho anche già trovato la soluzione, che però mi tengo per me.&lt;br /&gt;Ho stabilito che tutta l'arte è bella, sempre, siamo noi fessi che non la capiamo.&lt;br /&gt;Di conseguenza, che uno sforzo ogni tanto per comprendere male non fa.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;En passant&lt;/span&gt;, che "Una nota è meglio di due, e nessuna è meglio di una sola" [Mark Hollis] anche quando si scrive [U. Eco].&lt;br /&gt;Ho scoperto che c'è un tizio che si chiama &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Jacques Derrida&lt;/span&gt; che ha scritto cose che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;non&lt;/span&gt; capirò e con cui in ogni caso &lt;span style="font-style: italic;"&gt;non&lt;/span&gt; sarei d'accordo, ma che probabilmente è interessante da leggere.&lt;br /&gt;Ho concluso che sì, anche l'estetica ha un suo perché, ma alla fine pur sempre ontologia è anche lei.&lt;br /&gt;Che c'è qualcosa oltre la ragione, o quantomeno oltre la scienza. Ho detto che non c'entra nulla coi sentimenti.&lt;br /&gt;Che Baudelaire, Spinoza, Giordano Bruno ne sapevano - anche se quest'ultimo era uno stronzo come pochi, gli altri non so.&lt;br /&gt;Che ci sono troppi libri che dev--- che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;voglio&lt;/span&gt; leggere e non so bene come farò.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che porca eva il mondo va avanti (per non parlare della vita) e io più in là degli anni 70 non riesco ad andare. Pensavo fosse solo con la musica, ma da qualche anno mi sono ripigliato almeno su quello. Ma in tutto il resto - arte, cultura etc. - che minchia è successo dopo il 1970?&lt;br /&gt;Immagino che prima del 2030 un'idea non riuscirò a farmela.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-4196469684350122474?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/4196469684350122474/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=4196469684350122474' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/4196469684350122474'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/4196469684350122474'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2008/01/in-questi-ultimi-mesi.html' title='In questi ultimi mesi...'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-7012856275344099372</id><published>2007-11-23T09:35:00.000+01:00</published><updated>2007-11-23T10:28:59.171+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='musica'/><title type='text'>Un po' di tempi dispari</title><content type='html'>Ascolto musica classica allo stesso modo in cui vado al cinema a vedere un qualche film &lt;span style="font-style: italic;"&gt;d'essai&lt;/span&gt;: da completo turista. Consapevole di non sapere nulla di tutto quello che ci sarebbe "attorno", mi concentro sull'opera in sé e cerco di coglierne il poco che riesco, o molto più ingenuamente di vedere se &lt;span style="font-style: italic;"&gt;mi piace&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Come difficilmente andrei a vedere un film sul calcio o partirei per un paese tropicale di mia spontanea volontà, allo stesso modo preferisco lasciare alle sporadiche puntate in teatro l'enorme mole della "musica classica" propriamente detta - quella ottocentesca - e dedicarmi senza alcuna pretesa alla lenta esplorazione del resto. Guidato sempre, più che da un criterio di "fondamentalità universalmente riconosciuta", da quelli che sono i miei interessi, le mie passioni, i miei gusti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://image.allmusic.com/00/acg/cov200/cl700/l779/l7796868gda.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://image.allmusic.com/00/acg/cov200/cl700/l779/l7796868gda.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Questo per giustificare perché, senza aver mai sentito una nota di Webern o Berio, e avendone ascoltate pochissime di Schönberg e Stockhausen, ascolto dal sito della Santa Naxos il "Ballet Mécanique" di Georges Antheil e me ne innamoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Data: 1923/1925. Genere: futurismo, leggo. Influenze: sicuramente Stravinsky, ma direi anche molta Francia - Debussy, Ravel, Dukas, anche Satie forse.&lt;br /&gt;"Ballet Mécanique", un nome che è un programma. Musica ipercinetica, caleidoscopica, coloratissima, eppure intrinsecamente meccanica. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Intrinsecamente&lt;/span&gt; anche solo per la strumentazione: "&lt;span class="title"&gt;4 pianos, 2 electric bells, 2 airplane propellers &amp;amp; percussion", insomma un bel dispiego di tintinnii, scatti, ticchettii, clangori. Sarebbe stato facile (anche se un pelo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ante litteram) &lt;/span&gt;farne una qualche orribile precognizione di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;musique concrète&lt;/span&gt;, invece Antheil sceglie la strada della melodia festante, leggera, del connubio timbro-ritmo che trasforma la musica in una parata di girandole dai colori sgargianti.&lt;br /&gt;Seguono, in questa edizione, anche una "Serenade for String Orchestra, No. 1", più convenzionale ma altrettanto briosa ed elegante, una "Symphony for Five Instruments" (tutti fiati - il che significa niente archi, ovvero "molto probabile che mi piaccia", e infatti è così)  e il bellissimo "Concerto for Chamber Orchestra", posatamente esuberante nei suoi svolazzi e piroette.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che amo di più in musica come questa è la totale assenza di enfasi, magniloquenza. E' musica umilmente &lt;span style="font-style: italic;"&gt;frivola&lt;/span&gt;, tratto che la accomuna a certo barocco che amo altrettanto, e che la distingue nettamente dall'epicità romantica del secolo precedente. Emozione che nasce dalla forma e dalla fantasia, e non è suggerita, calcata, forzata da ogni singola nota di violino.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-7012856275344099372?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/7012856275344099372/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=7012856275344099372' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/7012856275344099372'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/7012856275344099372'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2007/11/un-po-di-tempi-dispari.html' title='Un po&apos; di tempi dispari'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-2889279019335197674</id><published>2007-11-20T09:04:00.000+01:00</published><updated>2007-11-20T09:16:33.847+01:00</updated><title type='text'>Una bestia contro il calcare</title><content type='html'>Periodicamente questo blog si intoppa. O meglio, sono io che mi intoppo. Non posto oggi, non posto nemmeno domani perché non ho granché da dire, non posto nemmeno il giorno dopo perché qualcosa da dire l'avrei, ma non è più del granché che non ho detto il giorno prima... E così via. Quando l'ultimo post risale a mesi fa, serve davvero qualcosa di grosso per ripartire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Servirebbe. Ma dico: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;chissenefrega&lt;/span&gt;. Di cose da dire ne avrei, altroché. Va bene "tra meno di un mese mi laureo"? Titolo della tesi: "Logica modale applicata: stati epistemici, onestà sintattica, onestà semantica". Va bene "in un modo o nell'altro le cose stanno incastrandosi e sto studiando quello che vorrei"? Ieri esame di linguistica (!), venerdì e sabato corso di etnomusicologia (!!). Sì, lo so che sarei iscritto a matematica. Altri eventi? Sì, ce n'è. Nulla che cambi la vita, ma ce n'è. Epperò, non volevo fare il "post elencone".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa volevo scrivere allora? Boh. Che sono pieno di progetti, ma che per un motivo o per l'altro non ne faccio partire nessuno.&lt;br /&gt;Che ho in mente un'idea per una storia/canzone/boh, ma non ho mai la sbatta di dargli forma.&lt;br /&gt;Che il campionatore della Boss costa 150 carte e perde la memoria quando lo spegni, col cazzo che lo compro. Un altro progetto da rinviare, dunque.&lt;br /&gt;Anche le chitarre a 12 corde sembrano non regalarle. Da quando so suonare la chitarra a 12 corde? Da mai, già faccio fatica con 6, figuriamoci con 12. Spero però che dando dentro la mia (bellissima, inutilissima) Yamaha Silent S riesca a procurarmene una a un costo limitato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi, dico: il primo album dei Primal Scream è &lt;span style="font-style: italic;"&gt;bello&lt;/span&gt;, perché nessuno se lo fila?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-2889279019335197674?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/2889279019335197674/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=2889279019335197674' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/2889279019335197674'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/2889279019335197674'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2007/11/una-bestia-contro-il-calcare.html' title='Una bestia contro il calcare'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-6424743496616100371</id><published>2007-09-17T10:00:00.000+02:00</published><updated>2007-09-17T10:54:40.701+02:00</updated><title type='text'>Sventolà / Baandiera bianca</title><content type='html'>La dittatura, dopotutto, è una cosa onesta, trasparente. Sai che c'è qualche Grande Bastardo che comanda assieme alla sua cricca, che tu non conti un cazzo e che purché tu non lo infastidisca la tua vita può continuare tranquilla.&lt;br /&gt;La democrazia è molto più torbida. Chi comanda, mica lo sai. Tu voti ma chi decide non siede in parlamento. Mi chiedo, a dire il vero, se davvero ci sia un soggetto delle decisioni politiche, se ci sia qualcuno o qualcosa che detiene una visione d'insieme e è in grado se non di stabilire o influenzare se non altro di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;vedere&lt;/span&gt; l'indirizzo politico futuro.&lt;br /&gt;Ieri mi ha colto una delle mie cicliche ondate di sfiducia totale nei confronti della politica e dell'umanità tutta, e per quanto qualunquista possa sembrare, sono pervenuto alla seguente definizione di democrazia: "Potere di eleggere i propri ladri". Perché, onestamente parlando, penso quella di assicurare l'utile dei propri accoliti sia l'attività principale di ogni singolo parlamentare dotato di un minimo di cervello. Resta fuori giusto Franca Rame, bravissima persona peraltro - troppo per sedere in senato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma che sarà mai successo ieri per far maturare simili conclusioni alla Beppe Grillo? Innanzitutto, il Sunday Telegraph ha pubblicato &lt;a href="http://www.telegraph.co.uk/news/main.jhtml?xml=/news/2007/09/16/wiran116.xml"&gt;questo&lt;/a&gt;. Niente di non pronosticabile: la guerra con l'Iran è alle porte. E il punto non è che sono contrario - non so nemmeno se lo sono davvero, ma che l'articolo "scoop" e in generale qualsiasi media continua a parlare di questa manfrina del programma nucleare iraniano. In sei anni (dal 2001 a oggi) quanti articoli sono comparsi sui giornali nazionali che tentino di analizzare la politica militare americana in un'ottica che vada oltre all'antiterrorismo e/o non trasudi il pacifismo più becero?&lt;br /&gt;Parliamoci chiaro: agli States del terrorismo islamico non importa niente. Niente di niente. Non so se sia addirittura sobillato da servizi segreti e affini, ma di certo la scoperta di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Operazione_Northwoods"&gt;operazioni simili&lt;/a&gt; in passato qualche dubbio lo desta. Tutte le operazioni militari americane dal 2001 a oggi sono interpretabili nella seguente ottica: controllo delle fonti energetiche e accerchiamento della Cina. In Afghanistan c'è ancora il putiferio, ma la guerra è vinta: le mega-basi aeree americane sono operative. E - gli americani lo sanno benissimo - l'Afghanistan è inespugnabile, al punto tale che manco loro sono riusciti a conquistarlo. D'altra parte, non gli interessa farlo.&lt;br /&gt;In Iraq idem. Possono anche ritirare le truppe, tanto i pozzi sono sotto il saldo controllo dell'esercito. O almeno presumo, visto che nessuno ne parla. Ci raccontano di ogni attentato a Baghdad, ma mai nessuno che ci spieghi che fine ha fatto il petrolio iracheno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ora tocca all'Iran. L'AIEA ha appena riconosciuto le &lt;a href="http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&amp;amp;aid=6655"&gt;intenzioni pacifiche&lt;/a&gt; del suo programma nucleare. Vero o falso che sia, non ha alcuna importanza. Si tratta dell'ennesimo pretesto per "indorare la pillola" all'opinione pubblica. Un'opinione pubblica che accetta una guerra fatta per "portare la democrazia" e "fermare gli stati-canaglia", ma non una condotta per salvaguardare il proprio utile. Io la vedo diversamente. Preferirei mi venissero spiegati i motivi esatti, nero su bianco. Ho un'anima pacifista ma anche una da giocatore di Risiko: una guerra che porta guadagno è una guerra giusta, all'interno di un'ottica che non è mia ma riesco a comprendere benissimo.&lt;br /&gt;Tra non molto ormai, Mr. Bush e soci torneranno volenti o nolenti "a casa". Una vittoria dei democratici porterebbe quasi certamente al pensionamento della dottrina della "guerra preventiva" che tanto ha destato scandalo in Europa. Eppure, la "guerra preventiva" è solo facciata. Non è quello il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;core&lt;/span&gt; della politica militare americana: si tratta solo di un'ingegnosa (ma alla fin fine piuttoto ingenua) strategia per "indorare la pillola". La "guerra preventiva" è una macchina che fabbrica &lt;span style="font-style: italic;"&gt;scuse&lt;/span&gt;, non moventi. I moventi, quelli ci sono anche senza "guerra preventiva". E non penso dipendano da Bush o dal suo entourage. Non penso derivino dal governo, proprio, né dall'apparato politico (più o meno, è il caso di dirlo) democraticamente eletto.&lt;br /&gt;Credo che i fulcri decisionali siano altrove. Il Pentagono, senza dubbio, è ben lontano dall'essere il "braccio armato" della politica. Trovo più verosimile considerare quest'ultima il "braccio retorico" dell'esercito. Tra le &lt;span style="font-style: italic;"&gt;lobby&lt;/span&gt; di vario genere, quella i cui interessi sono più in vista è quella delle multinazionali petrolifere. Penso però si tratti semplicemente degli interessi maggiori più "a breve termine" di quelli che concorrono all'attuale politica militare, accompagnati da quelli delle industrie d'armi e delle grosse imprese di "ricostruzione".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che mi sembra in atto è il disperato tentativo di conservare lo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;status quo&lt;/span&gt;. I grossi capitalisti occidentali - diciamo il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Capitale&lt;/span&gt; - si rende conto di avere gli anni contati. La crescita economica cinese appare inarrestabile. Tutta questa manovra di accerchiamento mi sembra l'ultima spiaggia: "contenere" l'apocalisse il più a lungo possibile, con la speranza che un po' di culo giunga in soccorso e consenta di scongiurarla definitivamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io non ho un impero economico da proteggere. Non ho interessi, non ho tornaconti. &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Progetto_per_un_nuovo_secolo_americano"&gt;Questa cosa&lt;/a&gt; è puro delirio. Accetterei volentieri che mio figlio studiasse il Cinese Mandarino come prima lingua. Mandatemi anche subito il mio &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Khan Locale&lt;/span&gt;, magari rivaluterò l'onestà dei nostri politici attuali vedendo la sua. Isso bandiera bianca fin da ora, mi pare abbiamo già perso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-6424743496616100371?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/6424743496616100371/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=6424743496616100371' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/6424743496616100371'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/6424743496616100371'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2007/09/sventol-baandiera-bianca.html' title='Sventolà / Baandiera bianca'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-6595947950664558994</id><published>2007-09-06T17:48:00.000+02:00</published><updated>2007-09-06T18:55:26.453+02:00</updated><title type='text'>"Ciao, Luciano" e il (mio) qualunquismo</title><content type='html'>Ok, è morto Pavarotti.&lt;br /&gt;Com'è che fino a ieri era per tutti un fenomeno da baraccone (il c.d. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ciccione della madonna&lt;/span&gt;) e oggi è già eroe nazionale?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-6595947950664558994?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/6595947950664558994/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=6595947950664558994' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/6595947950664558994'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/6595947950664558994'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2007/09/ciao-luciano.html' title='&quot;Ciao, Luciano&quot; e il (mio) qualunquismo'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-3202268609547696740</id><published>2007-09-05T22:18:00.000+02:00</published><updated>2007-09-05T22:19:35.757+02:00</updated><title type='text'>XTC - Dear God</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="353"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/hk41Gbjljfo"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/hk41Gbjljfo" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="353"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-3202268609547696740?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/3202268609547696740/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=3202268609547696740' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/3202268609547696740'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/3202268609547696740'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2007/09/xtc-dear-god.html' title='XTC - Dear God'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-254978041832886123</id><published>2007-09-04T18:19:00.000+02:00</published><updated>2007-09-04T18:29:16.644+02:00</updated><title type='text'>Baricco was / An Emo-rocker</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;Perché sei sempre triste?, gli ho chiesto.&lt;br /&gt;Non sono triste.&lt;br /&gt;Sì che lo sei.&lt;br /&gt;Non è quello, mi ha detto. Mi ha detto che secondo lui la gente vive per anni e anni, ma in realtà è solo una piccola parte di quegli anni che vive davvero, e cioè negli anni in cui riesce a fare ciò per cui è nata. Allora, lì, è felice. Il resto del tempo è tempo che passa ad aspettare o a ricordare. Quando aspetti o ricordi, mi ha detto, non sei triste né felice. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sembri&lt;/span&gt; triste, ma è solo che stai aspettando, o ricordando. Non è triste la gente che aspetta, e nemmeno quella che ricorda. Semplicemente è lontana.&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-254978041832886123?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/254978041832886123/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=254978041832886123' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/254978041832886123'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/254978041832886123'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2007/09/baricco-was-emo-rocker.html' title='Baricco was / An Emo-rocker'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-1928452872131024227</id><published>2007-09-02T10:33:00.000+02:00</published><updated>2007-09-02T11:07:12.623+02:00</updated><title type='text'>Silhouettes consuete di parvenze</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drg300/g397/g39796o1vke.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drg300/g397/g39796o1vke.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/dre700/e717/e71715d60hw.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/dre700/e717/e71715d60hw.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Su reitiòrmiusik ci avevo messo le cinque pallette, appena iscritto. Erano due dei "miei" dischi. Pomeriggi passati ad ascoltarli, in trance ripetendo il riff di "Down Through the Night" con la classica giù di n toni impugnata a mo' di contrabbasso. Ricordo la meraviglia nell'ascoltare la prima volta "Bert's Blues" e accorgermi che quella melodia era già scritta nella mia testa da qualche parte, e aspettava solo di essere evocata, come per magia.&lt;br /&gt;Non ascoltavo questi due album da - credo - tre anni. Ieri sera ho rimesso su Donovan, oggi gli Hawkind. Non sapevo cosa aspettarmi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcosa è cambiato. Ascolto "Sunshine Superman" e mi rendo conto che è pieno di cose che detesto: gli archi sinfonicheggianti, il sitar, la tabla usata alla cazzo di cane. E che dire di "Space Ritual", un trip lisergico pieno di svarioni elettronici?&lt;br /&gt;Eppure, il tempo ha una strana proprietà. Riascolto questi due album a distanza di anni dall'ultima volta, ed è come tornare a casa. Un amico che non vedi da tanto tempo, ed è cambiato ma è sempre lui. Ci si rimette a parlare delle vecchie cose, a rivedersi scene di anni fa, a ridere dei soliti aneddoti che son sempre belli. E i suoni tornano al loro posto, sono giusti così, perfetti perché se anche sono cambiato hanno la capacità di farmi tornare per un po' quello che ero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Li ascoltassi oggi la prima volta, questi due album mi farebbero ribrezzo. Per fortuna sono un nostalgico.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-1928452872131024227?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/1928452872131024227/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=1928452872131024227' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/1928452872131024227'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/1928452872131024227'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2007/09/su-reitirmiusik-ci-avevo-messo-le.html' title='Silhouettes consuete di parvenze'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-5887868735957857151</id><published>2007-08-31T13:51:00.000+02:00</published><updated>2007-08-31T15:54:26.493+02:00</updated><title type='text'>How it's strange that some rooms are like cages</title><content type='html'>Il titolo non ha nessuna pretesa introspettivo/esistenziale: è semplicemente un verso della mia ossessione del momento, "The Obvious Child". L'album è &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;The Rhythm of the Saints&lt;/span&gt;, anno 1990. Da avere. Per intanto, ecco il video della canzone incriminata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="353" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/uhQO4k-2-uc"&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/uhQO4k-2-uc" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" height="353" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo mese mi sono concesso un po' di vacanza. Di quella seria, non cazzeggio casalingo "dovrei-studiare-ma-non-mi-va". Due settimane in Croazia, una in Russia: Mosca e San Pietroburgo. Metto un po' di foto su flickr, quelle che mi sembrano uscite meglio. Non sono niente di che: già l'occhio fotografico è una dote che mi manca, in più le rare volte che mi viene qualche idea brillante la mia Nikon "Eraquellachecostavadimeno" Coolpix 4600 non ne vuol sapere di lasciarmela realizzare. &lt;a href="http://flickr.com/photos/82382210@N00/"&gt;Eccole qua&lt;/a&gt;, comunque.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Russia, ho colto l'occasione per terminare la lettura di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Manituana&lt;/span&gt;, l'ultimo romanzo del collettivo bolognese Wu Ming. Bello, coinvolgente. Anche piuttosto commovente. Non ha un protagonista ben individuato: è più la storia di un gruppo di persone, a metà strada tra indiani irochesi e inglesi, durante gli anni della rivoluzione americana. Come nell'altro capolavoro &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Q&lt;/span&gt;, si tratta di una &lt;span style="font-style: italic;"&gt;storia dalla parte sbagliata della storia&lt;/span&gt;. Che effetto fa vedere il proprio mondo scomparire sotto i colpi della libertà?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote style="font-style: italic;"&gt;E' questo il tempo, William. Ora che il nostro mondo si consuma nel fuoco. Ora che il ciclo si compie. La quercia diventa cenere, la cenere diventa nuove radici.&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;Così, fuori contesto sono le solite parole ad effetto, non dicono nulla. Ma a me è venuto da piangere.&lt;br /&gt;Vabbé, io mi son commosso pure con "Koda Fratello Orso". Non faccio testo.&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-5887868735957857151?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/5887868735957857151/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=5887868735957857151' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/5887868735957857151'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/5887868735957857151'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2007/08/how-its-strange-that-some-rooms-are.html' title='How it&apos;s strange that some rooms are like cages'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-9053571363738361676</id><published>2007-06-26T15:34:00.000+02:00</published><updated>2007-06-26T15:40:33.861+02:00</updated><title type='text'>Ogni cosa al posto suo</title><content type='html'>E' cosa nota, ma la somiglianza mi stupisce ogni volta che riascolto queste due canzoni. Uno di quei casi in cui il plagio non teme il confronto con l'originale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="350"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/dQTTt6G8v_s"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/dQTTt6G8v_s" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="350"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="350"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/FXy9bRGmU0A"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/FXy9bRGmU0A" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="350"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-9053571363738361676?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/9053571363738361676/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=9053571363738361676' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/9053571363738361676'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/9053571363738361676'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2007/06/ogni-cosa-al-posto-suo.html' title='Ogni cosa al posto suo'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-317488675244326652</id><published>2007-06-21T10:52:00.000+02:00</published><updated>2007-06-21T12:14:03.418+02:00</updated><title type='text'>Qualche dritta musicale</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://rateyourmusic.com/release/album/directions_in_music/directions_in_music/"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://static.rateyourmusic.com/album_images/s76481.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Directions in Music: s/t&lt;/b&gt; (1996)&lt;br /&gt;Anello di congiunzione tra June of 44 e Tortoise, l'omonimo dei Directions in Music e' prima di tutto un disco magico, impossibile da spiegare. Ci provero' dicendo che la sua musica e' come uno specchio d'acqua limpida e calma, in cui si riflette il cielo. Lievi increspature, onde perfette e circolari che si propagano impercettibilmente sulla superficie. La batteria, cosi' in stile John McEntire, non e' un terreno in cui affondare solide radici, ma l'acqua su cui solo corpi leggerissimi possono, delicatamente, fluttuare.&lt;br /&gt;Eppure non e' un disco astratto, difficile, che trova la sua ragione nell'essere sperimentale. Al contrario e' accogliente, caldo e soffice nonostante il distacco. Rilassante. Meravigliosamente banale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://rateyourmusic.com/release/album/bastard/radiant__discharged__crossed_off/"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://static.rateyourmusic.com/album_images/s372897.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Bästard: Radiant, Discharged, Crossed-off&lt;/b&gt; (1996)&lt;br /&gt;Ringrazio non senza ritrosie Eddy Cilia e S.I. Bianchi per avermi fatto scoprire questo gruppo. Pensavo che gli Shellac fossero il top in quanto a efferatezza raggelata, ma mi sbagliavo. Il batterista e' il mio nuovo idolo: mai invadente, 4/4 fisso ma frammentato in ogni sottodivisione possibile, mondi interi creati da un pugno di colpi a battuta. Per il resto... riuscite a immaginare i Kyuss che suonano i Tortoise?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://rateyourmusic.com/release/album/diabologum/_3__ce_nest_pas_perdu_pour_tout_le_monde_/"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/dre600/e670/e670227zjgw.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Diabologum: #3&lt;/b&gt; (1996)&lt;br /&gt;Ben strano quest'album. Uno stile assolutamente unico, senza termini di paragone diretti ma certamente iscrivibile in ambito post-rock. Sonic Youth, Pink Floyd, una buona dose di trip-hop sembrano gli elementi principali di questo rock muscolare e spaziale, denso e dalle tinte metropolitane. Parti vocali eccezionali, a meta' tra cantato e hip-hop, senza dubbio tra i migliori esempi che conosca di cantato in francese. Di primo acchito sembra semplicemente un album mixato da cani, poi pian piano si rivela e diventa terribilmente coinvolgente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://rateyourmusic.com/release/album/subtle/a_new_white/"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://static.rateyourmusic.com/album_images/186375.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Subtle: A New White&lt;/b&gt; (2004)&lt;br /&gt;Bella scoperta l'esordio dei Subtle, dei dischi che ho sentito questa settimana il piu' vicino ai cLOUDDEAD. In meglio, nel senso che esprime la loro anima "post" all'ennesima potenza, lasciando da parte tutti gli altri aspetti che un po' mi infastidiscono. Lo stile piu' concettuale e graffiante di Dose One rende il disco estremamente astratto, anche se lui mi sta sul cazzo solo a vederlo. Basi stupende, ricche di sfumature e tocchi di colore discreti, con il culmine nella strepitosa "She" e le sue tinte arabeggianti (a me viene in mente "Sartori in Tangier" dei King Crimson, pazzia).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://rateyourmusic.com/release/album/shub_niggurath/les_morts_vont_vite/"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://static.rateyourmusic.com/album_images/93594.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Shub-Niggurath: Les Morts Vont Vite&lt;/b&gt; (1986)&lt;br /&gt;Mai sentito niente di cosi' tetro e apocalittico. Neurosis, Univers Zero, Amon Duul II: fate ridere i polli. Stephen O'Malley vatti a nascondere. Un disco del genere pone seri problemi sulla sensatezza dell'esistenza dei Magma, di meta' kraut, del drone-metal, dello sludge, degli stessi Ruins che sembrano avere copiato il sound di questo basso in ogni minimo dettaglio.&lt;br /&gt;E' il disco rock piu' vicino all'avanguardia "classica" che abbia sentito. E non sembra mera imitazione, ma reale condivisione di intenti e modalita', con eguale profondita' concettuale e cognizione di causa. Batteria lentissima e granitica, basso fangoso, viscoso che a paragone i Melvins son dei pivelli. Chitarra frippiana e tagliente, ma lenta, lentissima. E poi il pianoforte: due note al minuto, magari sempre le stesse due, ma chissa' come riescono sempre a ridisegnare la musica, a scardinarla. Il soprano aggiunge un'aura paradisiaca, che non potrebbe contrastare di piu' con il catrame infernale degli altri strumenti. Sono sbalordito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://rateyourmusic.com/release/album/the_ex___tom_cora/scrabbling_at_the_lock/"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://static.rateyourmusic.com/album_images/278591.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;The Ex + Tom Cora: Scrabbling at the Lock&lt;/b&gt; (1991)&lt;br /&gt;&lt;b&gt;The Ex: Joggers &amp; Smoggers&lt;/b&gt; (1989)&lt;span style="color:maroon;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Tom Cora: Live at the Western Front&lt;/b&gt; (1987)&lt;span style="color:maroon;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Dopo qualche assaggio negli Skeleton Crew e nei Nimal, mi sono gettato alla scoperta della musica di Tom Cora. Il suo stile personalissimo, un'improvvisazione free basata non sul jazz, non sul rock ma sulla musica tradizionale est-europea, sembra nato apposta per me. Mi hanno incuriosito anche gli olandesi The Ex, propinati come emuli dei Crass ma almeno in questi lavori decisamente distanti, e dai Crass e dal punk comunemente inteso e rivolti a un'interessante esplorazione noise-rock dell'eredita' tradizionale europea.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://rateyourmusic.com/release/album/jackie_o_motherfucker/fig__5/"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drh000/h014/h01441ra4ma.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Jackie-O Motherfucker: Fig. 5&lt;/b&gt; (2000)&lt;br /&gt;Ripescato dopo tempo, questo interminabile album rappresenta il classico esempio di quelle cose che mi piacciono da matti contro ogni regola e previsione. Questi cazzeggi acid-folk dilatati, pigri, circolari e destrutturati tendenzialmente mi fanno due palle come una casa. E invece il lento ribollire di "Figure 5" mi conquista nonostante o proprio per i suoi rumorismi, i suoi mormorii free-jazz e il suo non andare da nessuna parte. Che e' poi un po' l'effetto che mi fanno i Supersilent. Bah, chi se lo spiega.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://rateyourmusic.com/release/album/bob_kilgore/epicycles/"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://static.rateyourmusic.com/album_images/865338.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Bob Kilgore: Epicicles&lt;/b&gt; (2004)&lt;br /&gt;Questo chitarrista minimal-sboron-acustico mi ha stregato. Uno stile molto personale a meta' tra Reich, il Fripp dell'era "Discipline", Michael Hedges e i vari chitarristi celtici tradizionali. Tecnicamente mostruoso, mi ha sorpreso leggere che tra la composizione e l'incisione della musica dei suoi dischi corre uno iato di dodici anni in cui non ha mai toccato la chitarra. Nonostante tutte le possibili accuse di virtuosismo fine a se' stesso, trovo la sua musica molto coinvolgente, sentita e di classe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://rateyourmusic.com/release/album/terry_riley/salome_dances_for_peace__kronos_quartet_/"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://static.rateyourmusic.com/album_images/122608.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Terry Riley: In C&lt;/b&gt; [Shanghai Film Orchestra, Wang Yongji] (1992)&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Terry Riley: A Rainbow in Curved Air&lt;/b&gt; (1969)&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Terry Riley &amp; Don Cherry: Live In Cologne: Unreleased Radio Broadcast&lt;/b&gt; (with Karl Berger) (1975)&lt;br /&gt;&lt;b&gt;John Cale &amp;amp; Terry Riley: Church of Anthrax&lt;/b&gt; (1971)&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Terry Riley: Salome Dances for Peace [Kronos Quartet]&lt;/b&gt; (1989)&lt;br /&gt;Dei non moltissimi compositori minimalisti che abbia ascoltato, Terry Riley e' senza dubbio il mio preferito. Questa settimana ne ho approfittato per rispolverare quel che gia' conoscevo e procurarmi qualcos'altro.&lt;br /&gt;Il live con Don Cherry l'ho beccato per caso su slsk cercando tutt'altro, e direi che e' stata una discreta botta di culo, visto che in rete pare non essercene traccia (se non qualche citazione estemporanea qua e la'). Si tratta probabilmente della cosa di Riley che piu' mi ha colpito in assoluto: le fluttuazioni quantistiche e le intersezioni sottili dell'organo alla "A Rainbow in Curved Air" fanno da sfondo alla tromba dall'altro mondo di Don Cherry, in tre pezzi che hanno come unico difetto di finire, a un certo punto.&lt;br /&gt;"Salome Dances for Peace" e' invece un lavoro estremamente diverso e vario. Abituato al Riley degli anni 60-70, non sembra nemmeno lo stesso compositore. Sentendo i primi, ritmatissimi movimenti di "Anthem for the Great Spirit" verrebbe piu' da pensare a Bartok o Stravinsky, e anche "Conquest of the War Demons" ha un carattere fortemente ritmico e folkloristico che davvero non mi aspettavo di trovare. "The Ecstasy" e' la composizione che piu' si riallaccia allo stile consueto, ma e' anche la meno riuscita a mio avviso. Ad ogni modo un lavoro di grande valore, riprova della grandezza e della poliedricita' dell'artista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://rateyourmusic.com/release/album/jiri_stivin/alchymia_musicae/"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/dre800/e883/e88367p0pg2.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Jirí Stivín: Alchymia Musicæ&lt;/b&gt; (1997)&lt;br /&gt;Beccato per caso su Allmusic cercando emuli di Dave Brubeck (con cui non c'entra assolutamente nulla, a ben vedere), "Alchymia Musicæ" del jazzista e compositore ceco Jiri Stivin contiene la musica piu' celestiale che abbia mai ascoltato. Il primo ciclo di pezzi, "The Inspiration of the Renaissance", e' un inedito e riuscitissimo connubio di madrigale e free-jazz: polifonie vocali e un jazz dalle tinte calde, capace di essere vellutato o impetuoso a seconda del momento. A emergere dal magma paradisiaco che si crea sono soprattutto i silenzi, gli interstizi: buffo, pensando che le note non sono certo lesinate. Gli altri pezzi sono piu' convenzionali ma altrettanto efficaci, e se "The Alchemysts' Trip" tiene perfettamente fede al suo titolo, "The Metamorphosis of Time" e' invece un altro azzardo: questa volta gli svolazzi free si appoggiano, o meglio si compenetrano, con la musica da camera post-tonale della prima meta' del '900. Anche qui il risultato e' unico, magico e sorprendente. Un capolavoro scoperto davvero per caso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-317488675244326652?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/317488675244326652/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=317488675244326652' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/317488675244326652'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/317488675244326652'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2007/06/qualche-dritta-musicale.html' title='Qualche dritta musicale'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-6836799077836303174</id><published>2007-06-21T00:18:00.000+02:00</published><updated>2007-06-21T00:52:21.433+02:00</updated><title type='text'>L'esercito del surf / 48</title><content type='html'>Sono stato, oggi e l'altroieri, al festival delle cooperative sociali, o come diavolo si chiami. Coi miei. Solito modello "Festa dell'Unità": vai lì, mangi una pizza o un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;cous cous&lt;/span&gt;, e ti senti quel che c'è da sentire. Ora sto barando, perché in realtà sono andato lì proprio per quello che prevedeva il cartellone: L'Orchestra di Piazza Vittorio ieri l'altro e Marco Paolini + Mercanti di Liquore questa sera.&lt;br /&gt;Spettacoli eccezionali, ci ho smenato 30 euro per 2 CD dell'Orchestra senza aver minimamente preventivato la spesa, ma se li meritavano tutti. Per la musica, e per l'idea che ci sta sotto. E Paolini ha dato un bello scossone alla mia coscienza politica intorpiditasi nell'ultimo paio d'anni. Ma non è di questo che voglio scrivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Veniamo alla prima parte del titolo. Già il fatto che sia andato a questa fiera coi miei genitori suggerisce qualcosa. Intuizione ampiamente confermata dai partecipanti alle due serate: media ampiamente &lt;span style="font-style: italic;"&gt;over 30&lt;/span&gt;, diciamo a un passo dai 40.&lt;br /&gt;C'è qualcosa che non va, direi. Insomma, lo spettacolo di Paolini è tanto bello e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;piccato&lt;/span&gt;, ma dovrebbe sentirlo la mia di generazione, quelle precedenti poco se ne fanno ormai. E il mondo rappresentato dall'Orchestra di Piazza Vittorio è quello che noi dobbiamo cercare di costruire/conquistare/difendere, mica un affare che riguarda i nostri genitori.&lt;br /&gt;E allora i giovani dove stavano? A casa propria, o di amici, a combinare un cazzo. Oppure fuori, in qualche locale, a combinare un cazzo lo stesso. A parlare di calcio, delle stronzate della settimana scorsa e di quelle della prossima. A fregarsene del mondo, a perdere sistematicamente ogni occasione di "vivere il proprio tempo". Che i quarantenni vivano questi anni più di noi è proprio un cattivo segno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ora, quel numero. Il quarantotto, nella Smorfia napoletana, è "o muort' che pparla". Come quello che ho visto sul palco questa sera, a introdurre lo spettacolo di Marco Paolini. Era il presidenze di un consorzio di cooperative calabresi. Ha parlato per una mezz'oretta degli strumenti con cui la 'Ndrangheta e le Logge Massoniche Deviate controllano la sua regione e parte del paese. Di come, nel piccolo, le cooperative calabresi cercano di creare un'alternativa a questa situazione. Quello che oggi ha detto al pubblico di Bergamo, l'ha detto qualche mese fa in Calabria, ricavandone attentati verso le cooperative che rappresenta. Non contento, continua a ripeterlo, sempre più forte, in giro per la Calabria e l'Italia intera. Mi chiedo per quanto ancora lo lasceranno parlare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-6836799077836303174?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/6836799077836303174/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=6836799077836303174' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/6836799077836303174'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/6836799077836303174'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2007/06/lesercito-del-surf-48.html' title='L&apos;esercito del surf / 48'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-5895303705795373832</id><published>2007-06-04T10:21:00.000+02:00</published><updated>2007-06-04T14:40:38.282+02:00</updated><title type='text'>A ciascuno la sua Woodstock</title><content type='html'>E' passato un po' di tempo. Chiedo scusa: è che più il tempo passa dall'ultimo post, più sembra di dover scrivere qualcosa di eccezionale per ricominciare. Bene, il qualcosa di eccezionale ce l'ho.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://img489.imageshack.us/img489/529/dscn0473hc8.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://img489.imageshack.us/img489/529/dscn0473hc8.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La nostra Woodstock è iniziata con quattro corsie modello Gardaland: controlli sulle borse, conversione della prenotazione telematica in biglietto, conversione del biglietto in braccialetto + tesserino magnetico, controllo del braccialetto, delle borse, del tesserino magnetico. Una Woodstock di maxischermi e palchi sponsorizzati. E senza bis. Una macchina per far denaro, in catena di montaggio, diversificare l'offerta per attirare quantà più domanda possibile. Epocale come la spesa all'ipermercato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure torno a casa e non riesco a far capire agli altri la portata dell'evento. Mi ritrovo a dover dire "il gruppo più famoso che c'era erano i White Stripes, o gli Smashing Pumpkins", e a farlo sembrare l'ennesimo concertone-satellite di MTV, un Heineken Jammin' Festival dei poveracci. Un anfiteatro intero ad applaudire gli Slint è qualcosa che non si può spiegare al vicino di casa. Perché sarà stato tutto preconfezionato, ma le mille persone in estasi durante Daydream Nation erano autentiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, una simile concentrazione di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;alternativi&lt;/span&gt; fa il suo effetto. Anche il concetto, così &lt;span style="font-style: italic;"&gt;indie&lt;/span&gt;, di "musica d'élite" esce ridimensionato da platee di migliaia di persone. Le magliette a righe orizzontali a seguire gli Slint, le magliette di tatuaggi a seguire gli Isis. C'è qualcosa di spaesante, di spersonalizzante in questa massificazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Alternativo dei miei coglioni, che quando io ascoltavo i Dead Kennedys tu nemmeno ti facevi le pippe.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che poi, diciamolo, i Dead Kennedys fan cagare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-5895303705795373832?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/5895303705795373832/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=5895303705795373832' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/5895303705795373832'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/5895303705795373832'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2007/06/ciascuno-la-sua-woodstock.html' title='A ciascuno la sua Woodstock'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-5220387474772277138</id><published>2007-03-13T09:48:00.000+01:00</published><updated>2007-03-13T10:39:48.479+01:00</updated><title type='text'>Come se</title><content type='html'>Le mele cadono a terra attratte dalla forza di gravità. Per lo stesso motivo, la Terra gira attorno al Sole. Credo lo si insegni alla scuola elementare.&lt;br /&gt;Io non penso proprio che le mele e i pianeti conoscano la legge di Newton o sappiano far di conto. Einstein pone la questione in modo radicalmente diverso, ma ciò non toglie che a scuola questo si insegni: che mele e pianeti si comportano come si comportano in virtù di una formula matematica. Gli studenti, che voglio sperare siano più intelligenti di una mela, hanno problemi a ricordare la formula e sbagliano a ricavare i risultati nei problemi che la coinvolgono. La mela no, segue con infallibile diligenza il compito assegnatole dal valore delle masse coinvolte e dalla Costante di Gravitazione Universale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che la Terra giri attorno al Sole ormai lo sa anche un bambino di sette o otto anni. Tolomeo, che qualche annetto di più a un certo punto della sua vita l'avrà ben avuto, non si è mai reso conto di quello che oggi a chiunque appare evidente. E così per mille anni quei boccaloni dei suoi successori, sedicenti filosofi, uomini di scienza, luminari di vario genere. A momenti Galileo ci restava secco per aver osato contestare ciò che ai nostri occhi è la palese negazione dell'evidenza.&lt;br /&gt;La storia della scienza appare costellata da cretini: idioti che pensavano la Terra fosse piatta, che credevano i sassi cadessero per riconciliarsi col loro elemento costitutivo, che la luce si propagasse attraverso una sostanza immateriale ma rigidissima detta "etere", che l'universo e tutti gli esseri viventi siano stati creati da Dio in sei giorni che non offrivano niente di meglio da fare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcune di queste posizioni appaiono a oggi effettivamente insostenibili. La Terra non può essere un disco con bordo, e l'ipotesi creazionista, nei termini biblici, è completamente inconciliabile coi dati cosmologici, geologi e paleontologici raccolti negli ultimi due secoli.&lt;br /&gt;Sfido però chiunque a dimostrare, nel contesto della fisica classica, che sia la Terra a girare attorno al Sole, e non viceversa. E' impossibile, e mostrarlo è relativamente banale. Il passaggio da un modello eliocentrico a uno geocentrico corrisponde a un elementare cambiamento di coordinate. Certo, da una parte si hanno orbite ellittiche e dall'altra una mostruosità di cicli e epicicli (in numero finito però, e se non erro non superiore a due per orbita), e solo da una parte si ha la "scusa comoda" dell'attrazione gravitazionale per giustificare il quadro.&lt;br /&gt;Dopotutto, però, cosa esiste di più: la mela, o la forza di gravità? Un'infantile banalizzazione divulgativa della fisica ha fatto sì che insegnanti, riviste e perfino buona parte dei fisici spaccino la seconda come entità "più vera del vero": marcita la mela, il campo gravitazionale che l'ha condotta a terra è ancora lì. Poco importa che il campo gravitazionale non si veda, non si tocchi e la sua reale struttura concettuale risulti incomprensibile a chiunque non possieda conoscenze di geometria differenziale, ovvero il 99% della popolazione mondiale.&lt;br /&gt;Poco importa che qualcuno si sia prodigato nella messa a punto di un sistema fisico-matematico coerente che non ricorra al concetto di "forza", che l'idea di gravità della Relatività Generale non abbia nulla a che vedere con quella della fisica classica eppure funzioni meglio, che teorie moderne prevedano un universo con un numero arbitrario di dimensioni spaziali: prima o poi una teoria fisica che possa spiegare tutto salterà fuori, e quella sarà la Verità. Andando dal panettiere la mattina, sapremo di muoverci in realtà su una &lt;span style="font-style: italic;"&gt;brana&lt;/span&gt; tridimensionale in un universo a diciassette dimensioni, che il nostro corpo è composto di una quantità astronomica di quark tenuti assieme dalla forza nucleare forte mediata del bosone vettore intermedio W, corrispondente alla vibrazione su un'opportuna frequenza di una superstringa la cui lunghezza è inferiore a quella di Planck.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure, quale che sia la "Teoria del Tutto" a cui i fisici possano arrivare, nessuno vieterebbe di prenderne le equazioni e invertirle rispetto al centro della Terra. Sarebbe &lt;span style="font-style: italic;"&gt;come se&lt;/span&gt; noi finissimo sulla superficie interna di una sfera, con all'esterno 50 km di crosta, poi il mantello e un "nucleo" metallico che si estende illimitatamente. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Come se&lt;/span&gt; il Sole, le stelle, le altre galassie stessero da qualche parte dentro la sfera, tanto più vicine al centro quanto più distanti da noi. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Come se&lt;/span&gt; la luce percorresse traiettorie in prima approssimazione circolari, che tenderebbero a raddrizzarsi in prossimità di concentrazioni di massa ragguardevoli.&lt;br /&gt;Assurdo? Non vedo perché. Solo perché siamo abituati a concepire le cose&lt;span style="font-style: italic;"&gt; come se&lt;/span&gt; stessimo sulla superficie esterna della sfera, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;come se&lt;/span&gt; la luce percorresse cammini rettilinei, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;come se&lt;/span&gt; le formule della fisica fossero davvero le formule costitutive dell'universo, e non solo di un suo modello?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-5220387474772277138?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/5220387474772277138/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=5220387474772277138' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/5220387474772277138'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/5220387474772277138'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2007/03/come-se.html' title='Come se'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-1660716553313799131</id><published>2007-02-28T17:58:00.000+01:00</published><updated>2007-02-28T18:07:32.257+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='studio'/><title type='text'>La lavagna...</title><content type='html'>... dopotutto da' una certa soddisfazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.flickr.com/photo_zoom.gne?id=405857976&amp;size=l"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://farm1.static.flickr.com/145/405857976_3dfa2232fa.jpg?v=0" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.flickr.com/photo_zoom.gne?id=405702001&amp;size=l"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://farm1.static.flickr.com/171/405702001_e1c702f402.jpg?v=0" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.flickr.com/photo_zoom.gne?id=405857980&amp;size=l"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://farm1.static.flickr.com/153/405857980_546ad1a81e.jpg?v=0" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.flickr.com/photo_zoom.gne?id=405857973&amp;size=l"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://farm1.static.flickr.com/151/405857973_4dff51bc7f.jpg?v=0" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-1660716553313799131?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/1660716553313799131/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=1660716553313799131' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/1660716553313799131'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/1660716553313799131'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2007/02/la-lavagna.html' title='La lavagna...'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-1665315722856643323</id><published>2007-02-21T02:22:00.000+01:00</published><updated>2007-02-21T02:57:19.849+01:00</updated><title type='text'>Take Five</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_RuXYJ1QW67M/RdugoWuMKVI/AAAAAAAAAAo/wEWJtwDDXaI/s1600-h/Take_Five_piano_intro.png"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_RuXYJ1QW67M/RdugoWuMKVI/AAAAAAAAAAo/wEWJtwDDXaI/s320/Take_Five_piano_intro.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5033793623671187794" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La venerazione dei tempi composti è qualcosa che al non-proggomane medio suona assolutamente incomprensibile. L'unico genere di spiegazione che sa darsi è che il proggarolo è costituzionalmente nerd, che va in visibilio per il tecnicismo fine a sé stesso, che non sa godere dell'aspetto fisico della musica, gloriosamente rappresentato dal 4/4. E invece no. O magari sì, ma il motivo non è quello.&lt;br /&gt;In un pezzo musicale, ritmo e melodia sono in genere due elementi fondamentali. E' ovvio che tengano conto l'uno dell'altro e che l'alchimia del pezzo debba molto ai loro bilanciamenti o sbilanciamenti. Quando si ha a che fare con un tempo composto, magari uno di quei metri irregolari&lt;span style="font-style: italic;"&gt; aksak&lt;/span&gt; che continuano a cambiare, i due elementi si intrecciano al punto tale che è praticamente impossibile distinguerli. La melodia diventa il ritmo e il ritmo diventa la melodia. Quelle sulla perdita di fisicità sono balle colossali, perché un tempo irregolare è qualcosa che entra dentro, prende in maniera viscerale e si impossessa di ogni energia corporea e mentale disponibile. Tenere il tempo, muoversi, tamburellare diventa una necessità fisiologica. Non è che gli abitanti dell'Est europeo siano degli idioti e si siano trastullati per secoli con temi tradizionali impossibili da ballare e assimilare, riservati a pochi e noiosi eletti che abbiano del tempo da sprecare stando seduti in poltrona ad ascoltare ghirigori virtuosistici senza capo né coda. E' che lo sviluppo ritmico, che è stato l'elemento fondante delle tradizioni musicali di mezzo mondo, nella rimanente metà (in cui noi siamo inclusi) è stato sacrificato in funzione di quello armonico. Non è un bene e non è un male, ed è un pezzo che la musica occidentale si da' da fare per rifarsi, magari rinunciando a qualche costrutto armonico per scoprire un po' del "groove" della musica afro-americana. Non è questa però l'unica strada possibile, anche se senza dubbio è la più battuta: proprio perché ancora adesso ci suonano così "strani", i tempi composti guadagnano da noi il doppio della valenza che hanno dove sono di comune impiego, aggiungendo alla loro naturale vivacità un elemento di sorpresa e straniamento (che, una volta fattaci l'abitudine, si fa sempre meno presente). La musica in tempi composti non avrà &lt;span style="font-style: italic;"&gt;groove &lt;/span&gt;e nemmeno &lt;span style="font-style: italic;"&gt;swing&lt;/span&gt;, non sarà ossessiva come un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;four to the floor&lt;/span&gt;, ma se è stata ballata da intere nazioni per secoli qualche motivo ci sarà.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-1665315722856643323?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/1665315722856643323/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=1665315722856643323' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/1665315722856643323'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/1665315722856643323'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2007/02/take-five.html' title='Take Five'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_RuXYJ1QW67M/RdugoWuMKVI/AAAAAAAAAAo/wEWJtwDDXaI/s72-c/Take_Five_piano_intro.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-4891865547001090869</id><published>2007-02-12T12:29:00.000+01:00</published><updated>2007-02-16T11:39:58.703+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='musica'/><title type='text'>Ascolti</title><content type='html'>Dai, faccio la pleilista. Solo da inizio mese che se devo metterci anche tutta la roba dei mesi scorsi non finisco più. Ripesco giusto qualche disco per completare alcune "aree tematiche".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Emocore&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La notizia è la seguente: a furia di sbeffeggiare gli emo di qua e di là, è finito per piacere pure a me. E in maniera decisamente preoccupante.&lt;br /&gt;E' opportuno comunque, fare qualche distinguo. Il primo emocore, quello dei Rites of Spring e degli Embrace (ma questi non li ho sentiti), mi fa schifo pesantemente. Niente di nuovo sotto il sole d'altra parte, è hardcore con tutti i crismi dell'hardcore: batteria di latta tum-pa tum-pa, piglio punk, riff grezzi e quant'altro. Una singola canzone mi piace da matti: "All there is". Il resto lo trovo proprio irritante.&lt;br /&gt;Specularmente, il recente "emo" del tutto privato del "core" tende a infastidirmi pure lui. Qui tracciare linee di confine è più difficile, ma in ogni caso i vari gruppi approdati su MTV o a un passo dal farlo non mi incuriosiscono (ho sentito solo i singoli su yotube), che siano i My Chemical Romance, i Dashboard Confessional, i Thursday (questi ultimi davvero terribili) o chi per loro. Ributtante anche il "metalcore", almeno a giudicare da youtube. Qui proprio non riesco nemmeno a cogliere l'elemento hardcore: mi pare death metal melodico di bassissima lega e mi fa schifo per gli stessi motivi per cui non amo gran parte del metal.&lt;br /&gt;Cosa resta? In primis, rimangono i mai troppo celebrati At the Drive In e gli stuoli di imitatori più o meno "progressivi". Imitatori che vanno passati attentamente al setaccio, ai partire dagli stessi Mars Volta, autori di un primo album eccezionale e di due dischi inconcludenti, sbrodolato fino allo spasmo l'uno e privo di mordente l'altro. Spacciati come emo-prog si trovano pure i Coheed and Cambria, in realtà dediti a una sorta di pomp-rock che più che dal progressive e dagli ATDI sembra prendere (e male) da Led Zeppelin e Dream Theater. Facendosi strada un po' a fatica di gruppi interessanti comunque se ne trovano: sotto ne cito un paio.&lt;br /&gt;Last but not least, il fatidico (per me) &lt;span style="font-style: italic;"&gt;screamo&lt;/span&gt;: dopo aver adorato Saetia, Hot Cross, Off Minor, City of Caterpillar e Circle Takes the Square, mi sono ributtato in questa corrente estrema e post-rockeggiante, questa volta alla scoperta di alcuni dei progenitori. Con alcune scoperte decisamente sorprendenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://graphics.ink19.com/issues/august2000/sunnyDayRealEstateW.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://graphics.ink19.com/issues/august2000/sunnyDayRealEstateW.jpeg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sunny Day Real Estate: Diary&lt;/span&gt; (1994) &lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;8&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sunny Day Real Estate: How it feels to be something on&lt;/span&gt; (1998) &lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;7,5&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;Il primo disco dei Sunny Day Real Estate è una delle cose più oneste e sentite che abbia mai ascoltato. Non vuol dire che sia un disco rozzo o fatto senza testa: la voce è molto studiata, anche un po' falsa e distante nel suo voler ricercare il più possibile il connubio tra impeto, introversione e melodia. Fatto sta che al ritornello dell'iniziale "Seven" mi è del tutto impossibile resistere, e da lì il disco mi trascina nel suo turbine emotivo, inanellando nel frattempo giri di basso e arpeggi che scavano un segno profondo.&lt;br /&gt;A quattro anni di distanza esce il terzo album: non so cosa sia accaduto nel frattempo, ma di certo di acqua sotto i ponti ne è passata. Via tutta la ruvidezza e la splendida ingenuità dell'esordio, via ogni irruenza "core" e dentro complesse architetture progressìve &lt;span style="font-style: italic;"&gt;à la&lt;/span&gt; "Ok Computer". Qua il gioco è tutto sui chiaroscuri, sulla tensione che cresce a poco a poco e viene sprigionata mantenendo ben saldo il controllo sul freno. Il distacco della voce qua è ancora più netto, e gli si aggiunge l'eleganza pianificata delle parti strumentali, e se il primo impatto è meno diretto nel giro di pochi ascolti il disco si rivela denso, coinvolgente e ricchissimo di sfumature.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;The Get Up Kids: Four Minute Mile&lt;/span&gt; (1997) &lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;7&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://indiepulse.typepad.com/photos/uncategorized/the_sound_of_animals_fighting.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://indiepulse.typepad.com/photos/uncategorized/the_sound_of_animals_fighting.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;The Sound of Animals Fighting: Tiger and the Duke&lt;/span&gt; (2005) &lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;7,5&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;The Sound of Animals Fighting: Lover, the Lord has left us...&lt;/span&gt; (2006) &lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;7&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;"Supergruppo" formato da componenti di svariate emo-band di bassa lega, i Sound of Animals Fighting sono tutto meno che la somma delle loro parti. Il primo disco suona come avrebbe dovuto suonare un degno seguito di "De-Loused in the Comatorium", con un bel po' di frenesia post-hardcore a rimpiazzare le porcherie latineggianti e le infatuazioni zeppeliniane degli ultimi Mars Volta. La carne al fuoco è tantissima, forse troppa: per intanto l'impressione è ottima, col tempo vedrò di capire se tutti gli elementi in gioco sono davvero necessari. Esaltante, comunque, il disco lo è di certo.&lt;br /&gt;Il secondo disco è difficilmente paragonabile a qualcosa di già sentito. Saranno le maschere da animale che indossano i concerti, ma si direbbe proprio che i Sound of Animals Fighting abbiano deciso di trasformarsi nei Residents del post-hardcore. O nei Massive Attack, nei Kukl, nei This Heat o va' a saper che altro. Si può dire che le carte in tavola cambiano tutte, tranne le due componenti principali: caos e melodia. In un labirinto di campionamenti, vocalizzi arabeggianti, convulsioni elettroniche e ronzii chitarristici, i pezzi perdono qualsiasi forma di linearità e si trasformano in luoghi sonori, pozze da cui affiorano ora una melodia lontana, ora un violino folk, ora i gorgheggi di una radiotrasmittente in avaria. Che dire... un guazzabuglio come non ne sentivo da tempo. Già questo, e l'innegabile piacevolezza dell'insieme, basta a mantenere il loop su quest'album.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Coheed and Cambria: The Second Stage Turbine Blade&lt;/span&gt; (2002) &lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;5&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;E son stato buono giusto perché, alla fin fine, sono riuscito ad arrivare alla fine. Scaruffi da' a questa ciofeca più di "Relationship of Command". E' un peccato che là in california i roghi non siano più di moda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.interpunk.com/itemimages2/83908.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.interpunk.com/itemimages2/83908.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Still Life: From Angry Heads with Skyward Eyes&lt;/span&gt;   &lt;span class="smallgray"&gt;(1993) &lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;7&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Disco anche bello, un po' troppo lagnosa la voce, sì, ma il vero problema è che la qualità del suono è infima. Gli strumenti son tutti mischiati in una fanghiglia piena di boati e rimbombi. No, non è una cosa molto &lt;span style="font-style: italic;"&gt;avant&lt;/span&gt;, assicuro. Poi i pezzi ci sono eh, e il sound pure fatte salve registrazione e missaggio: cantato lamentoso e funereo, chitarra bassa, lenta e pesante, drumming monolitico e basso sparato sugli acuti. Si direbbe proprio di essere in presenza dei Joy Division dell'emocore, ma certi arpeggi e le dinamiche fanno pensare più che altro ai Mogwai. Certo, poi un pezzo solare &lt;span style="font-style: italic;"&gt;e&lt;/span&gt; malinconico come "Sunrise Sunset" ha un effetto del tutto spiazzante, come uno sprazzo di sole che allontana per un attimo le nuvole. Se solo fosse registrato decentemente...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://img206.imageshack.us/img206/4773/134424zw0.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://img206.imageshack.us/img206/4773/134424zw0.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="smallgray"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Indian Summer: Science 1994&lt;/span&gt; (compilation, 1994) &lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;8,5&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ok, adesso non ci sono più scuse e mezzi termini: questa raccolta è un capolavoro fatto e finito, la musica contenuta è fondamentale per il rock successivo, la scarsa notorietà di questa band ha qualcosa di criminale. Non credo che molti siano in grado di immaginare un incrocio tra Slint e At the Drive-In: ecco, non fatelo, scaricate il disco e sentite.&lt;br /&gt;"I Think Your Train is Leaving" si apre col gracchiare di un vecchio vinile di blues femminile, espediente che fa da legante tra tutte le canzoni e conferisce alla raccolta un fascino "in bianco e nero" e un distinto senso di coesione. Subito attaccano le chitarre e sembra di trovarsi al cospetto del fratello gemello di "Spiderland": riff sbilenchi, svuotati, accelerazioni e pause improvvise. E dopo una tesissima sequenza di stop'n'go ecco la prima "esplosione" del disco e forse il primo accenno di post rock "emotivo" assieme a qualche arpeggio qua e là dei Bark Psychosis. Ben più di qualche accenno si trova invece nella strepitosa "Angry Son", che per inciso deve esser piaciuta tanto agli At The Drive-In, visto che "198d" è praticamente la copia a carta carbone. Qua le dinamiche, le atmosfere e il suono sono tali e quali a quelle che saranno dei Mogwai. E sebbene l'ipotesi appaia remota, non escluderei che anche la via dei Godspeed You Black Emperor! sia passata di qua, essendo i canadesi stati a lungo interessati alla scena hardcore. Di certo in ogni caso c'è che i Saetia sarebbero stati impensabili senza questo gruppo, e assieme a loro tutto quanto di buono abbia prodotto lo "screamo" che ne sarebbe derivato. Imprescindibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drc700/c742/c74203xt1vs.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drc700/c742/c74203xt1vs.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="smallgray"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Native Nod: Today Puberty, Tomorrow the World&lt;/span&gt; (compilation, 1996) &lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;7,5&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;I Native Nod sono un po' la versione "indie" dell'emocore. O forse il gruppo che più si avicina al post-hardcore tout court. Vortici dissonanti alla Sonic Youth, chitarre ritorte, ritmi spigliati ma "incastrati", un po' alla Quicksand volendo, e c'è pure qualcosa dei Neurosis. Più che qualcosa. S', è brutto mettersi a fare il giochino dei paragoni, ma il suono di questa band si presta bene a questo genere di "caccia al tesoro". Quello che va specificato è che a dispetto dei mille rimandi, si tratta di un sound assolutamente coeso e personale, e i pezzi sono ottimi, alcuni davvero eccezionali, col sax di "Mr. President" a dare l'ennesima nota di colore a una raccolta davvero meritevole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Blink-182: Enema of the State&lt;/span&gt; (1999) &lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;8&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Non guardatemi così, che questo disco lo odio da quando è uscito. Questi cavolo di singoli erano ovunque e al tempo se una cosa piaceva a tutti a me doveva fare ribrezzo. Non sono cambiato di molto, e ora che tutti sputano nel piatto in cui hanno mangiato io mi scopro ad amare non solo "Adam's Song" (che, si può dire quel che si vuole, ma è un gran pezzo) ma ogni singola traccia di un album che non ha tracce deboli. Avendo accettato come "forti" i singoli, ovviamente - certo che se non convince "All the Small Things" probabilmente tutto il disco suonerà come la stessa merda. "Zen Arcade" è, secondo la pietra miliare, il disco definitivo sull'adolescenza. Non sulla mia, e  a dire il vero neppure "Enema of the State" lo è, ma ci sento molto di più le sensazioni dell'adolescente. Il solito disco da teenager? Sì, e che me ne frega. Il solito disco di finto hardcore? Sì, e a me l'hardcore "vero" fa cagare. Mentre "Enema of the State" mi piace da matti.&lt;br /&gt;&lt;span class="smallgray"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Altre prelibatezze:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;A Minor Forest: Flemish Altruism&lt;/span&gt; (1993-1996) (1996) &lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;7,5&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Colossamite: Economy of Motion&lt;/span&gt; (1998) &lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;7&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ruins: Stonehenge&lt;/span&gt; (1989) &lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;8&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Happy Family: omonimo&lt;/span&gt; (1995) &lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;7&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/dre800/e833/e833064uku1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 88px; height: 181px;" src="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/dre800/e833/e833064uku1.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Tipographica: God Says I Can't Dance&lt;/span&gt; (1996) &lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;7,5&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;I giapponesi hanno qualcosa di strano nella testa e questo si sa. In ogni caso questo disco (ma anche i due citati subito sopra) ne è l'ulteriore riprova. Disco ritmicamente imbordellatissimo, pieno di melodie anche molto dirette ma frastagliate a dismisura, continuamente spezzate da beat sbilenchi, spigoli e incastri di varia natura. Disco molto piacevole, solo per progressivomani però, perché il sound non ha paura di risultare incoeso o di fare affidamento sui vari hammond e synth, anche se un certo atteggiamento zappiano è forse uno degli elementi più evidenti del disco. Credo che col tempo crescerà, è uno di quegli album che han bisogno di parecchi ascolti per essere assimilati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.vintageprog.com/island.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.vintageprog.com/island.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Island: Pictures&lt;/span&gt; (1977) &lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;7,5&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;L'album più estremo del progressive melodico viene dalla svizzera e si presenta con un'evocativa copertina del connazionale Hans Ruedi Giger. Disco freddissimo, praticamente senza anima, "Pictures" porta la passione del genere per gli incastri e i tempi dispari alle estreme conseguenze, avvicinandosi più a tanto avant-prog che al progressive da cui prende le mosse: Genesis, VDGG, ELP e soprattutto Gentle Giant, anche se credo che un'ascoltatina al primo disco degli Henry Cow se la siano data per forza. I brani, la cui parte vocale è purtroppo poco incisiva in genere, sono quanto di più ritmicamente imbordellato si possa concepire cercando di conservare il melodismo e la "sinfonicità" dell'insieme. Niente chitarra, vari fiati e parecchio hammond per un lavoro fatto essenzialmente di cervello e atmosfere, che arriva in più episodi ad anticipare alcune architetture e frasi ricorrenti tipiche del math e può collocarsi assieme a "Lark's Tongues in Aspic" tra i precursori occulti del genere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.vintageprog.com/circ.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.vintageprog.com/circ.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Circus: Movin' On&lt;/span&gt; (1977) &lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;8,5&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Ancora progressive svizzero, ma dallo stile completamente diverso dal precedente. Questa volta si tratta di un capolavoro bello e buono, una delle vette del genere senza il minimo dubbio. Un disco davvero solare, senza ombre di sorta, con le sue schitarrate acustiche a reggere l'andatura jazzata dei pezzi. I cinque accordi dell'iniziale "The Bandsman" già si piazzano tra i giri memorabili del rock. Il cantato si rifà spudoratamente a Peter Hammill ma è incredibile come il suo stile tenebroso e spirituale venga stravolto in chiave spensierata senza minimamente perdere di efficacia. L'organico strumentale è ricco e si appoggia spesso sui fiati per ricami delicati e perfettamente a fuoco, mai invasivi e di gran gusto. La title-track è una suite di 22 minuti che passano in un battibaleno. Chiunque non disdegni il progressive dovrebbe sentire questo disco.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rush: Hemispheres&lt;/span&gt; (1978) &lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;7,5&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Take That: Beautiful World&lt;/span&gt; (2006) &lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;5,5&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Iannis Xenakis: La Legende d'Eer&lt;/span&gt; (1995) &lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;6,5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Bola Sete: Live at the Montrey Jazz Festival&lt;/span&gt; (1966) &lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;8&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Ok, questo disco è stupendo, che altro devo sentire?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drf900/f992/f99239xo5ff.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drf900/f992/f99239xo5ff.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Blowzabella: A Richer Dust&lt;/span&gt; (1988) &lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;7,5&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Ai Blowzabella manca (mancava) pochissimo per realizzare il capolavoro definitivo del folk celtico. Il loro sound è travolgente, e si basa sui muri di suono creati dalle due ghironde, dai due sax, dalle cornamuse e dal basso elettrico. La suite che occupa la prima facciata è qualcosa di emotivamente intensissimo, strutturalmente non così lontano dal soft/loud di marca Godspeed You Black Emperor!, anche se si tratta di musica tradizionale suonata come tale, senza nessun intellettualismo e senza nessun occhio rivolto al mondo rock. La seconda facciata contiene brani cantati, ma non tutti gli episodi sono ugualmente validi. In ogni caso si tratta di un ottimo disco da parte di una band eccezionale e sorprendente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-4891865547001090869?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/4891865547001090869/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=4891865547001090869' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/4891865547001090869'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/4891865547001090869'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2007/02/ascolti.html' title='Ascolti'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-5016720995426754586</id><published>2007-02-04T02:20:00.000+01:00</published><updated>2007-02-04T03:12:14.836+01:00</updated><title type='text'>Notturno</title><content type='html'>E' un po' che non scrivo. Non che abbia molto da scrivere, forse perché in questo periodo ho avuto meno occasioni di riflettere. Fortunatamente, si potrebbe dire. Potrei parlare di $cose che ho visto/fatto/ascoltato ma non mi va. E allora un po' di pensieri sparsi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) Siamo italiani, sì? E allora perché tutta questa voglia di essere americani? Nomi inglesi, testi in inglese, slogan in inglese, marchi in inglese. E poi ci casco pure io, perché come faccio a negare che, per dire, "Eclypse" sia più figo di "Eclissi", e che "The Northern Lights" lo sia più di "Le Luci del Nord"?&lt;br /&gt;2) Mi sto finalmente rendendo conto di essere affetto da sindrome del "Bastian contrario". No, ok, lo sapevo già e lo sapevano già tutti da prima che lo sapessi io. Però ora sto pian piano capendo come funziona. Esempio, l'ambito musicale, visto che ci dedico tanto (troppo/troppo poco, dipende dagli aspetti) tempo. Tanti appassionati ("indiesnob" si potrebbe definirli) schifano il pop da classifica. Ora, non è che io sia il paladino del pop di MTV, beninteso, anzi a dire il vero vengo a sapere mesi dopo dei tormentoni e quando accendo MTV ho circa la stessa reazione della gente "comune" quando browsa il mio hard disk ("e tutti questi chi cazzo sono?"). Però non condivido l'approccio, involontario e inconscio, di queste persone: il pop, essendo artefatto, nato da un compromesso tra artista e etichetta, costruito e studiato apposta per piacere a più gente possibile - con sopra il cartellino "mangiami" insomma (per citare Carroll) - li irrita profondamente, gli suona come un tentativo esasperato di plagio, un assalto alla loro libertà. Quindi va affossato.&lt;br /&gt;Io un fenomeno simile lo vivo però nei confronti delle opinioni altrui. Non di tutte, solo di quelle che assumono, relativamente al gruppo in cui mi trovo, una posizione dominante che fa di tutto per restare tale. Resterò nel medesimo esempio. Trovo una scheda su un disco (che non ho sentito) considerato particolarmente importante, poniamo che sia una scheda di Scaruffi così il fenomeno risulta amplificato di un fattore 100. Questa scheda spiega per filo e per segno perché il disco è eccezionale, mi descrive a una a una le sensazioni che mi trasmetterà, mi istruisce sul perché deve piacere, perché deve piacer&lt;span style="font-style: italic;"&gt;mi&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Una persona normale scarica il disco e si ritrova la "strada spianata" dalla pratica "guida all'ascolto" offertagli dal gentile Signor Scaruffi. Non gli sarebbe mai piaciuto "Trout Mask Replica" al primo colpo, né lo capisce del tutto anche così, però fidiamoci, seguiamo le indicazioni e prima o poi il disco si disvelerà. E così accade: ah sisì, capolavoro assoluto, uno dei più grandi dischi di sempre, disco che mi ha cambiato la vita, ora non ascolterò più nulla allo stesso modo. Grazie, Piero.&lt;br /&gt;Io parto già prevenuto. Il fatto di avere già le "istruzioni", di aver già tutto "digerito" mi irrita allo stesso modo in cui gli "indiesnob" sono irritati dal pop. Lo sento come un tentativo di plagio, qualcosa di inaccettabile. Dovrei fidarmi ciecamente di quel che mi dici? Provare le sensazioni che descrivi? Ma scherziamo? Manco morto, ora lo ascolto eh, e vediamo chi ha ragione. Ecco, to', questo disco non è proprio niente di speciale, anzi, nono', è proprio brutto, mediocre, scadente. Come al solito, Signor Scaruffi, avevo ragione io.&lt;br /&gt;Ovviamente è probabile che lo stesso disco, consigliatomi in via "confidenziale" da qualcuno di cui mi fido mi avrebbe fatto tutto un effetto diverso. Lì sarei stato io a dovermi cimentare con il disco, senza nessuna via preferenziale segnalata coi neon. All'avventura. Alla fine, mi sia piaciuto o no, il disco lo avrei "esplorato" io, in maniera autonoma, e questo è quello che mi piace fare. Tutti i miei dischi preferiti li ho conosciuti in questo modo: o per indicazioni di persone fidate, o per mie ricerche personali un po' qua e un po' là, in ogni caso senza nessun "vangelo" e nessun "guru", né seguendo il cammino della "massa" (non a caso, quasi tutti i dischi ascoltati perché "fondamentali" secondo la massa sono finiti per non piacermi).&lt;br /&gt;Questo per dire dei dischi, ma il ragionamento si estende a ogni ambito della vita. Ed è una brutta cosa. A 14 anni i miei coetanei si ribellavano ai genitori facendosi le canne per sentirsi grandi, e io per sentirmi grande mi ribellavo a loro e non me le facevo. Mica che rimpianga il non essermele fatte (i rimpianti sono altri), però quella che mi sembrava e mi sembra una cosa tanto intelligente va a finire che l'ho fatta per un motivo terribilmente stupido.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beh, a quanto pare qualcosa da scrivere ce l'avevo. Buonanotte.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-5016720995426754586?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/5016720995426754586/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=5016720995426754586' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/5016720995426754586'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/5016720995426754586'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2007/02/notturno.html' title='Notturno'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-2223857209326189641</id><published>2007-01-10T16:06:00.000+01:00</published><updated>2007-01-10T16:51:02.218+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='paranò'/><title type='text'>Anni nuovi e anni vecchi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_RuXYJ1QW67M/RaUBJzpel8I/AAAAAAAAAAM/7Cq9KhL-n2k/s1600-h/1968.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_RuXYJ1QW67M/RaUBJzpel8I/AAAAAAAAAAM/7Cq9KhL-n2k/s200/1968.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5018418627768915906" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;E' vent'anni che questa data mi perseguita. Per i miei genitori, il "Sessantotto" è stato quasi sicuramente l'evento più importante di tutta la vita. La loro intera rete di conoscenze e di interessi, lo stesso fatto che si siano incontrati, deriva quasi unicamente dalle faccende ad esso correlate.&lt;br /&gt;Io ho vissuto per anni nel mito di quella situazione e degli anni che ne sono derivati. E per anni ho vissuto inconsciamente nell'attesa che arrivasse il mio turno. Non è questione di rivoluzione, di attivismo politico, di idealismo o che, quella fase della crescita l'ho vissuta in sordina e superata da un pezzo. E' l'idea di un "fermento" culturale e sociale, che prima di coinvolgere ogni ambito della società tocca tutti gli ambiti in cui mi muovo.&lt;br /&gt;Ho 21 anni e il "mio" Sessantotto non arriverà mai. Non so cosa fare. Al posto della situazione viva e ricca di scambi, contatti, che immaginavo e in cui ho sempre confidato, vivo in una piccola serie di ambienti chiusi e ristretti. E, quel che è peggio, mi sembra che anche quelli con cui non ho direttamente a che fare siano uguali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ultimo ambiente grossomodo "aperto" che ho conosciuto è stato il liceo. E al tempo, in piccolo, una simile condizione di "scambio" continuo sul piano culturale e sociale l'ho vissuta. Forse non così intensamente come avrei potuto, ma di certo più che in qualsiasi altro momento (o magari no, ma prima di allora tutto era molto più "da bambini" e improntato al gioco, in ogni caso al gruppo in sé e non a cose "altre"). Proprio con l'università, che per come la immaginavo sarebbe stata il coronamento di un clima di scambio, tutto questo è scomparso. Credo derivi anche dal fatto che frequento un corso con pochi iscritti, prevalentemente ragazze e molto studiose. Un ambiente estremamente piccolo e chiuso che è andato ad ingombrare suo malgrado il posto precedentemente occupato dal liceo, che era totalizzante ma senza dubbio favoriva molto l'interscambio. Sarebbe stato a me sapermi costruire degli ambienti alternativi, ma non ne sono stato capace, anzi non ho neanche tentato di farlo, visto che le mie cosine le avevo e pensavo sarebbero bastate. E soprattutto che credevo fosse solo questione di ambientarsi, e che rapidamente l'università si sarebbe mostrata in tutta la sua "sessantottinità" congenita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' da troppo tempo che non vado al cinema a vedere un film "serio", che non discuto con qualcuno di un libro, che non vado a una mostra d'arte. Possono sembrare false pretese di intellettualismo ma sento di averne bisogno, e che quello è il tipo di vita che mi interessa fare. E' un modo di vivere che mi hanno trasmesso i miei genitori ed e' figlio di quel dannato numero là sopra, un numero che oggi mi sembra lontanissimo dalla mia vita e da quella delle persone e della società che mi circondano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dovrei fare qualcosa, ma cosa? Continuo a rimandare qualsiasi progetto (qualcuno ne ho, e anche qualche mezzo desiderio) perché non so cosa farò della mia vita da qui ad un anno. Si avvicina il momento di una grossa decisione e ho paura di muovermi nel frattempo. Devo decidere dove e cosa studiare l'anno prossimo. Le opzioni sono tre: restare a Pavia e adeguarmi a un curriculum di studi che non mi interessa, facendo salvi e consolidando i rapporti che ho creato in collegio; fare domanda di Erasmus da Pavia, ma pare che al primo anno di specialistica si possa andare via solo per un semestre (decisamente poco); abbandonare Pavia e andare da qualche altra parte (Milano? Torino?). Ognuna ha i suoi pro e i suoi contro e il suo carico di rinunce da intraprendere.&lt;br /&gt;Dovrò decidere verosimilmente entro un paio di mesi, e nel frattempo non so come comportarmi. Soprattutto, non so da che parte "buttarmi": Bergamo o Pavia?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-2223857209326189641?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/2223857209326189641/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=2223857209326189641' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/2223857209326189641'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/2223857209326189641'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2007/01/e-ventanni-che-questa-data-mi.html' title='Anni nuovi e anni vecchi'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_RuXYJ1QW67M/RaUBJzpel8I/AAAAAAAAAAM/7Cq9KhL-n2k/s72-c/1968.gif' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-305956078338273954</id><published>2006-12-16T00:33:00.000+01:00</published><updated>2006-12-16T01:31:49.703+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='questo blog'/><title type='text'>Aksak</title><content type='html'>Nuovo indirizzo, nuovo nome, nuova grafica (oddio, non e' che sia cambiata poi tanto). Complice il passaggio obbligato a blogger beta, mi sono infine deciso a fare il rinnovamento che progettavo da un po'. Il faro e "The Idea of North" (è una canzone degli Shellac, ascolateli, cani) non vanno in pensione e infatti stanno ancora lì bel belli nel profilo accanto.&lt;br /&gt;"Tempi dispari" in tanti sensi. Nel senso più banale, quello musicale: ho un'attrazione irrefrenabile verso i tempi strani. Mi esaltano di maledetto, proprio. Non quelli sgangherati, quelli del "chi se ne frega del metro", Beefheart lo lascio volentieri lì dove sta. No, dico i tempi composti, quelli dell'ottavo di più che arriva regolarmente ma abbastanza di rado da fregarti ogni volta, quelli che batti il piede istintivamente a tempo ma se ci pensi non ci riesci più. I migliori sono quelli che quasi non te ne accorgi: tutto fila a meraviglia ma senti che c'è qualcosa di strano. Il 5/4 delicato di "On Information &amp;amp; Belief" dei June of 44 e il ballabilissimo 7/8 di "Discolabirinto" dei Subsonica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi perché mi sembrava una buona definizione per questi anni. Forse per gli anni della mia generazione, sempre che il concetto abbia ancora senso. Io mi sento in una specie di "terra di mezzo", sospeso tra il mito di un passato prossimo che non ho vissuto (gli anni '60-'70), la voglia di vivere il presente anche se non capisco che faccia ha, e la trepidante attesa del futuro visto alle volte come "momento della verità", altre come coronamento dei sogni, altre ancora semplicemente come raggiungimento della tranquillità. Alla mia generazione manca uno spirito e questi sono anni strani. "Tempi Moderni" era già occupato da Chaplin, e "Tempi Dispari" mi pareva anche più adatto.&lt;br /&gt;Appena ho tempo posto una storiella doppia che mi frulla in testa da una settimana circa, spero sia esemplificativa del concetto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-305956078338273954?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/305956078338273954/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=305956078338273954' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/305956078338273954'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/305956078338273954'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2006/12/aksak.html' title='Aksak'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-926553183288216298</id><published>2006-12-16T00:20:00.000+01:00</published><updated>2006-12-16T00:29:18.683+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='musica'/><title type='text'>Ascolti (25 Novembre-15 Dicembre)</title><content type='html'>Due settimane e rotti di ascolti e riascolti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/dre900/e935/e93586gigot.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/dre900/e935/e93586gigot.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Explosions in the Sky: Those Who Tell the Truth Shall Die, Those Who Tell the Truth Shall Live Forever&lt;/b&gt; (2001) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7,5&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Un gran bel disco, che mostra tutto il debito della band verso i Mogwai ma e' gia' intriso dello stile inedito che esplodera' nell'album successivo (e sara' ripreso all'interno del genere praticamente da ogni altra formazione a venire). Il soft/loud fisico e lineare dei Mogwai, plastico e ondeggiante ma ancora ancorato a terra, si fonde con la spazialita' dei Godspeed You Black Emperor!, trasformandosi in descrizione di paesaggi e mutamenti climatici. Poi si alleggerisce, abbandona i presagi apocalittici e si arricchisce parallelamente di atmosfere e giri di basso che vengono dritte dai Cure. Non il loro capolavoro, ma ugualmente un disco fondamentale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drg100/g126/g12615eq0c9.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drg100/g126/g12615eq0c9.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Explosions in the Sky: The Earth Is Not a Cold Dead Place&lt;/b&gt; (2003) &lt;span style="color:maroon;"&gt;10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Non c'e' niente da fare, questo è uno dei dischi più importanti della mia vita, e "First Breath after Coma" uno dei pezzi che piu' mi emozionano in assoluto. Le architetture leggerissime degli Explosions in the Sky si librano nell'aria, attraversando tempeste ed arrivando alla vista meravigliosa del sole sopra alle nuvole. Le due chitarre tessono linee cristalline e melodicamente sensazionali, con pero' qualcosa di imprendibile, perche' se segui una chitarra c'e' sempre l'altra sotto che fa qualcosa che non ti aspetti. Capolavoro assoluto, del genere e del rock tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Red Sparowes: Every Red Heart Shines Toward the Red Sun&lt;/b&gt; (2006) &lt;span style="color:maroon;"&gt;5,5&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Delusione. Il disco dell'anno scorso era un condensato di due generi e di temi eccezionali, questo e' moscio e le melodie mi sembrano fotocopie sbiadite di quelle dell'album prima. Resta il suono (un po' piu' cupo e inasprito) ma senza pezzi e' difficile farsi coinvolgere.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Russian Circles: Enter&lt;/b&gt; (2006) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7,5&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Non se l'e' filato praticamente nessuno in Italia, ma non mi stanco di raccomandarlo. Il connubio definitivo tra post-rock emotivo, post-sludge e math, con pezzi forsennati, ricami e incastri assieme diretti e raffinati e un melodismo sempre in primo piano. Vediamo se con un video convinco qualcuno: &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=RZbSqkYPO5g"&gt;Death Rides a Horse (Live)&lt;/a&gt;  &lt;img src="http://www.ondarock.it/forum/Smileys/classic/wink.gif" alt="Occhiolino" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;This Will Destroy You: Young Mountain&lt;/b&gt; (2006) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Promettenti questi texani, che sposano lo stile classico del post-rock emotivo con un pizzico di indietronica e un fondo di synth ambientali, in maniera poco invasiva ma arricchendo di molto la trama della loro musica. Pezzi molto buoni con ottimi temi, da tener d'occhio.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;God Is An Astronaut: A Moment of Stillness&lt;/b&gt; [EP] (2006) &lt;span style="color:maroon;"&gt;6&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La delusione si riconferma a distanza di mesi, anche se qualche pezzo buono c'e'. Rispetto alla tempesta emozionale di "All Is Violent All Is Bright" pero' non c'e' davvero paragone...&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Caspian: You are the Conductor&lt;/b&gt; [EP] (2005) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7,5&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Comprato online qualche mese fa in piena sbornia post-rockettara, non mi pento affatto dell'acquisto. Se di plagio degli EITS si tratta, e' comunque un plagio validissimo, con quel pizzico di groove in piu' che certo non guasta.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Port-Royal: Flares&lt;/b&gt; (2005) &lt;span style="color:maroon;"&gt;8&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Cosi', su due piedi, direi che sono il migliore gruppo post d'Italia al momento. Anche perche' a parte i Larsen conosco solo loro. Suoni celestiali. Che si sbrighino a finire il nuovo album perché lo desidero ardentemente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Bark Psychosis: Hex&lt;/b&gt; (1994) &lt;span style="color:maroon;"&gt;8,5&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ci ho messo anni per entrare in questo disco, ma ormai e' uno dei miei punti fermi. Peraltro, le prime note del post-rock emotivo sono li', nella chitarra al terzo minuto di "A Street Scene".&lt;br /&gt;&lt;b&gt;A Hack and a Hacksaw: Darkness at Noon&lt;/b&gt; (2005) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Bello. Klezmer, aksak, $altre_parole_est_europee. Divertente e diretto, anzi irresistibile, ma anche raffinato e ben studiato. Con quel tocco di salsine post che rendono il tutto piu' appetitoso. Con Beirut a mio avviso non c'e' proprio storia, ma quest'ultimo devo sentirlo ancora, poi potro' sparare a zero (o ricredermi) con maggior cognizione di causa.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Clogs: Lantern&lt;/b&gt; (2006) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7,5&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il disco più delicato dell'anno. Niente intimismo da voce-spezzata/due-accordi-e-via, ma neanche tutti i sovrarrangiamenti e i virtuosismi che pure vedo riscuotono tanti consensi. Semplicemente molta classe, un equilibrio invidiabile e dei gran bei pezzi. Bravi, a quando il bis? Vabbe', faro' meglio ad andarmi a ripescare i lavori precedenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Jesu: Silver&lt;/b&gt; [EP] (2006) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7,5&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ué, a me piace più dell'album dell'anno scorso. Suoni piu' ricchi e melodie a tutto spiano. E' un disco "pop", ma non lo chiamo certo un male.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Amesoeurs: Ruines Humaines&lt;/b&gt; (2006) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Figo e' figo, ma datemi al piu' presto un disco vero, che mica posso ascoltare in loop sempre gli stessi sedici minuti.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Type 0 Negative: Slow, Deep and Hard&lt;/b&gt; (1991) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7,5&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Primo ascolto. Deve ancora pigliarmi del tutto, e non so bene se sapra' farlo. Me lo aspettavo piu' violento, invece mi sembra soprattutto molto tamarro (non che sia un male).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Shellac: At Action Park&lt;/b&gt; (1994) &lt;span style="color:maroon;"&gt;10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Mazzate e incastri sferraglianti. Ira congelata in un disco fisicissimo ma totalmente asettico. Roba da serial killer della categoria ti-squarto-con-la-sega-elettrica-ma-stando-attento-che-le-parti-abbiano-lo-stesso-volume.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Shellac: 10'000 Hurts&lt;/b&gt; (2000) &lt;span style="color:maroon;"&gt;6,5&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Pero' qualcuno mi deve spiegare come da quello sopra si passa a questo. Mica brutto eh, ma che gli hanno fatto ad Albini? Ogni tanto rispunta fuori, ma per il resto e' di un moscio...&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Iceburn: Ephaestus&lt;/b&gt; (1993) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ma Quicksand, Helmet e sti qua fanno parte di una stessa scena? E i Tool c'entrano qualcosa? Il disco comunque sarebbe bellissimo, ma e' prodotto e mixato col buco del. Peccato, se i suoni si distinguessero meglio sarebbe un capolavorazzo.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Muddy World: Finery of the Storm&lt;/b&gt; (2006) &lt;span style="color:maroon;"&gt;8&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Gia' ho scritto relativamente alla Top 10 annuale: la perfezione in ambito math-rock. Finalmente i mille cloni dei Don Caballero dovranno inventarsi qualcos'altro, perche' meglio di cosi' non credo proprio si possa fare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Liars: Drum's Not Dead&lt;/b&gt; (2006) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Monocorde al massimo. Per un disco cosi' ci sta a meraviglia, questo va detto. Da risentire, per ora pero' non mi ha sconcertato pur avendo dei gran bei suoni e delle ottime atmosfere. I pezzi mi dicono poco.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Å: omonimo&lt;/b&gt; (2006) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7,5&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Bello, 'nuff said. Anche qua i pezzi ci metteranno un po' per entrarmi, ma e' un ascolto assai intrigante, con alcune apici da esaltazione pura.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Calomito: Inaudito&lt;/b&gt; (2005) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7,5&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Italiani anche loro, fanno roba grossomodo avant-prog. Dalle parti di Muffins, Volapuk, Anatrofobia. Pezzi molto vari, classe da vendere e soprattutto tanta voglia di divertirsi suonando, che sprizza da ogni nota della loro musica. Pregevoli inserti klezmer e cambi di tempo per tutti.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Caboto: Hidden or Just Gone&lt;/b&gt; (2006) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7,5&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Uno dei dischi che piu' ho apprezzato quest'anno. Rosso fuoco, ma con dentro tanta testa. Tra King Crimson e Tortoise c'e' una galassia in mezzo, e li' se la sguazzano i Caboto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bon, direi che ho commentato abbastanza. Il resto:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ancora prog-folk:&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Sandy Danny &amp; The Strawbs: All Our Own Work&lt;/b&gt; (1973) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7,5&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Tudor Lodge: omonimo&lt;/b&gt; (1971) &lt;span style="color:maroon;"&gt;5,5&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Fotheringay: omonimo&lt;/b&gt; (1970) &lt;span style="color:maroon;"&gt;6,5&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Midwinter: The Waters of Sweet Sorrow&lt;/b&gt; (1973) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Stone Angel: omonimo&lt;/b&gt; (1974)&lt;span style="color:maroon;"&gt; 7,5&lt;/span&gt; Questa e' una delle perle del genere, da recuperare assolutamente. Il voto e' sbassato dal cattivo missaggio.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Magna Carta: Seasons&lt;/b&gt; (1970) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;History of the UK Underground Folk-Rock  (1968-1978), Volume One&lt;/b&gt; (1998) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;History of the UK Underground Folk-Rock  (1968-1978), Volume Two&lt;/b&gt; (1998) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7,5&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Waiting for the Sun: omonimo&lt;/b&gt; (1978) &lt;span style="color:maroon;"&gt;4,5&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Malicorne: omonimo&lt;/b&gt; (1975) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Mew: And the Glass-Handed Kites&lt;/b&gt; (2005) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7,5&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Kate Bush: Hounds of Love&lt;/b&gt; (1985) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Thom Yorke: Spitting Feathers&lt;/b&gt; [EP] (2006) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Orange Juice: the Glasgow School&lt;/b&gt; [Compilation] &lt;span style="color:maroon;"&gt;7,&lt;/span&gt;5 &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R) &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-926553183288216298?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/926553183288216298/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=926553183288216298' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/926553183288216298'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/926553183288216298'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2006/12/due-settimane-e-rotti-di-ascolti-e.html' title='Ascolti (25 Novembre-15 Dicembre)'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-116456074871214827</id><published>2006-11-26T14:34:00.000+01:00</published><updated>2006-11-26T18:05:49.196+01:00</updated><title type='text'>Ascolti (11-25 novembre)</title><content type='html'>Questa settimana:&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.nostalgiacentral.com/images_music/byrds_03.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://www.nostalgiacentral.com/images_music/byrds_03.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;The Byrds: Mr. Tambourine Man&lt;/b&gt; (1965) &lt;span style="color:maroon;"&gt;6,5&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;The Byrds: Turn! Turn! Turn!&lt;/b&gt; (1965) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;The Byrds: Fifth Dimension&lt;/b&gt; (1966) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;The Byrds: Younger than Yesterday&lt;/b&gt; (1967) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7,5&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;The Byrds: The Very Best of&lt;/b&gt; [Columbia] (1997) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Grande band i Byrds. Un suono unico, inaudito, che lascerà un segno profondissimo nella storia del rock. E tutto nasce da una chitarra a 12 corde lasciata sferragliare sugli acuti. Pochi accordi aperti, armonie vocali a dare un che' di etereo e inconfondibile alle solidissime melodie (loro o di altri) e il basso sempre presente, perno affatto invadente su cui si regge l'intera magia. Solarita' e malinconia si toccano qui cosi' intensamente per la prima volta.&lt;br /&gt;Purtroppo non riesco a trovare un disco che mi convinca appieno. Vado a brani: i miei preferiti sono quasi tutti inclusi nel "Best of", che pero' comprende anche il country di "Sweetheart of the Rodeo", da cui vedro' di stare alla larga. Non tutte le melodie mi prendono allo stesso modo insomma, alcune mi travolgono mentre altre mi scivolano via senza lasciar traccia. Quel che e' certo e' che la chitarra impazzita di "Eight Miles High" e la tromba stellare di "So You Want to Be a Rock'n'Roll Star" sono due vertici della storia della musica, cosi' come l'assolo di "My Back Pages", semplicissimo eppure cosi' perfetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Quicksilver Messenger Service: omonimo&lt;/b&gt; (1968) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Jefferson Airplane: After Bathing at Baxter's&lt;/b&gt; (1967) &lt;span style="color:maroon;"&gt;8&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://fujiyama.press.ne.jp/sozai/essei/watanabe/watanabe41.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://fujiyama.press.ne.jp/sozai/essei/watanabe/watanabe41.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Contortions: Buy&lt;/b&gt; (1979) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La chitarra di questo disco e' qualcosa di orgasmico. Non so se questa sia la prima apparizione di uno stile del genere, e senza dubbio non e' l'ultima visto che ormai gli accordini sgrattuggiati iper-funkeggianti li usa anche il gruppo del figlio della famosa casalinga di Voghera (PV). Pero' voglio vedere se sono cosi' ben impiegati, cosi' esaltanti quanto su questo disco. Al mito della no-wave anti-tecnica non dovrebbe crederci piu' nessuno: sfido chiunque non abbia mai preso in mano una chitarra a menare fendenti del genere con una simile frenesia e precisione.&lt;br /&gt;Il resto dell'alchimia e' quello che, col senno di poi, e' facile aspettarsi: batteria bella sincopata, basso saltellante, cantato da ricovero immediato in manicomio. E poi il sax schizzatissimo di Chance, altro valida ragione a favore dell'internamento immediato.&lt;br /&gt;Insomma, bellissimo no? Boh, probabilmente sono di legno io: il groove suggerito da ogni singolo elemento si arresta al piede. Non riesce a risalire. Tenere il tempo e' inevitabile, ma dopo aver sentito i quattro pezzi infuocati di "No New York" mi aspettavo di piu'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;NoMeansNo: 0+2=1&lt;/b&gt; (1991) &lt;span style="color:maroon;"&gt;6,5&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Iceburn: Hephaestus&lt;/b&gt; (1993) &lt;span style="color:maroon;"&gt;6,5&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.hipersonica.com/images/new-order-thumb.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: right; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://www.hipersonica.com/images/new-order-thumb.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;New Order: Substance&lt;/b&gt; (1987) &lt;span style="color:maroon;"&gt;9&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;New Order: Technique&lt;/b&gt; (1989) &lt;span style="color:maroon;"&gt;8&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;E così a quanto pare si è appena concluso l'atto finale. E io non c'ero, e io non li ho mai visti dal vivo. Se c'era un gruppo di cui desideravo assolutamente vedere un concerto erano proprio i New Order. Lo so, non e' morto nessuno, ma la sensazione e' quella. E allora non ho potuto fare altro che ributtarmi in quelli che sono i loro dischi che preferisco. Gli scambi malinconici tra la chitarra sgraziata e il basso di "Ceremony", la pulsazione indimenticabile di "Blue Monday", salvagente di ogni mix, il singhiozzo di "Perfect Kiss" affogato in un oceano di synth, l'intro da capogiro di "Bizarre Love Triangle", il giro di basso di "True Faith", ma dovrei citare ogni singolo pezzo del primo cd del miglior "best of" di sempre. Cosa ricordare poi in due righe di "Technique", a parte i (fantastici) suoni pacchianissimi? Gli accordi scanzonati di "All the Way", il tema fenomenale di Peter Hook che si sposa con le Roland in "Round &amp; Round", i colpi d'orchestra sintetizzati di "Mr. Disco". E alcune delle melodie piu' belle che conosca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Fairmont: Gazebo/Gazelle [12"]&lt;/b&gt; (2005) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7,5&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Grazie a Bebo di Ondarock. Non sono ancora arrivato alla fine del suo DJ Set, perche' ogni volta che finisce "Gazebo" sento il bisogno di tornare all'inizio. Al di la' dei temi, dei beat, delle progressive modulazioni... quanto sono belli questi suoni? Mi ricordano i Port-Royal, che peraltro non c'entrano assolutamente nulla. Non vi capita mai di associare alla musica dei colori? Questo disco e' blu.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.inertia-music.com/files/images/38551_200.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.inertia-music.com/files/images/38551_200.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;My Latest Novel: Wolves&lt;/b&gt; (2006) &lt;span style="color:maroon;"&gt;8,5&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ecco, lo riascoltavo l'altro giorno prima di andare a dormire. Ho ritardato il momento dello spegnimento della luce solo per arrivare in fondo. Il mio disco dell'anno, senza dubbio. Almeno finche' questo stramaledetto "Love" non si e' intrufolato nel mio hard disk (e immediatamente dopo nel mio stereo, previo acquisto dell'originale) a darmi conferma del mio imbarazzante passatismo. Il voto qui sotto non stupisca: mi piace quanto i miei preferitissimi dei Beatles, dunque il numeretto e' lo stesso. Nessuna pretesa di oggettivita', ovviamente.&lt;br /&gt;E insomma i My Latest Novel. Blah, blah, sono come gli Arcade Fire (ma dove?), di questi pot-pourri post-rock/post-folk/post-post non se ne puo' piu'... Ne ho lette tante di critiche a questo disco, ma io vorrei tanto trovarlo un altro con dei pezzi che mi coinvolgano allo stesso modo di "Ghost in the Gutter", "Sister Sneaker Sister Soul", "Learning Lego". Dolce, quasi sussurrato ma a modo suo epico, sincerissimo, limpido e malinconico... Uno di quegli album di cui le parole non potranno mai suggerire la bellezza. Paaaa papparappa'...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;The Beatles: Love&lt;/b&gt; (2006) &lt;span style="color:maroon;"&gt;10&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;The Beatles: Revolver&lt;/b&gt; (1966) &lt;span style="color:maroon;"&gt;9&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;The Beatles: Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band&lt;/b&gt; (1967) &lt;span style="color:maroon;"&gt;10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;The Beatles: Magical Mystery Tour&lt;/b&gt; (1967) &lt;span style="color:maroon;"&gt;10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E la precedente:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;The Velvet Underground &amp; Nico: omonimo&lt;/b&gt; (1967) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7,5/10&lt;/span&gt; &lt;a href="http://rateyourmusic.com/collection/wago/rating1560097" target="_blank"&gt;kilometrico commento&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Altered States: Lithuania and Estonia Live featuring Otomo Yoshihide&lt;/b&gt; (1994) &lt;span style="color:maroon;"&gt;9/10&lt;/span&gt; &lt;a href="http://rateyourmusic.com/collection/wago/rating6850487" target="_blank"&gt;commento&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ground Zero: Null and Void&lt;/b&gt; (1995) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ground Zero: Revolutionary Pekinese Opera Ver 1.28&lt;/b&gt; (1996) &lt;span style="color:maroon;"&gt;8/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;VV. AA.: No New York&lt;/b&gt; (1978) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Riascoltandolo dopo anni scopro che quello che non mi sembrava manco musica oggi mi suona come ordinaria amministrazione. Gran disco comunque, un po' disomogeneo ma essendo quattro gruppi diversi e' ovvio avere le proprie preferenze. Folgorazione in particolare per James Chance and The Contorsions. I Teenage Jesus and the Jerks mi fanno cagare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Love: Da Capo&lt;/b&gt; (1967) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Love: Forever Changes&lt;/b&gt; (1967) &lt;span style="color:maroon;"&gt;10/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Spirit: omonimo&lt;/b&gt; (1968) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Spirit: The Family That Plays Together&lt;/b&gt; (1968) &lt;span style="color:maroon;"&gt;8/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;It's a Beautiful Day: omonimo&lt;/b&gt; (1969) &lt;span style="color:maroon;"&gt;6,5/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Affinity: omonimo&lt;/b&gt; (1970) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Chissa' perche', ma le mie due cover preferite sono entrambe di "All Along the Watchtower". Quella degli XTC, e questa degli Affinity. Also known as "la West Coast sbarca in Inghilterra", disco da ricordare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Giles, Giles &amp; Fripp: The Cheerful Insanity of&lt;/b&gt; (1968) &lt;span style="color:maroon;"&gt;4,5/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Giles, Giles &amp;amp; Fripp: The Brondesbury Tapes&lt;/b&gt; (2001) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7,5/10&lt;/span&gt; &lt;a href="http://rateyourmusic.com/collection/wago/rating6858672" target="_blank"&gt;commento&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;The Pentangle: Basket of Light&lt;/b&gt; (1969) &lt;span style="color:maroon;"&gt;9/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;The Pentangle: Cruel Sister&lt;/b&gt; (1970) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;The Pentangle: Reflection&lt;/b&gt; (1971) &lt;span style="color:maroon;"&gt;6,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Steeleye Span: Parcel of Rogues&lt;/b&gt; (1973) &lt;span style="color:maroon;"&gt;5,5/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;John Martyn: Solid Air&lt;/b&gt; (1973) &lt;span style="color:maroon;"&gt;8/10&lt;/span&gt; &lt;a href="http://rateyourmusic.com/collection/wago/rating6910619" target="_blank"&gt;commento&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Baka Beyond: Spirit of the Forest&lt;/b&gt; (1993) &lt;span style="color:maroon;"&gt;8/10&lt;/span&gt; &lt;a href="http://rateyourmusic.com/collection/wago/rating6856964" target="_blank"&gt;commento&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.maps-gps-info.com/image-files/ielsphoto.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.maps-gps-info.com/image-files/ielsphoto.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;The Rough Guide to the Music of Wales&lt;/b&gt; (2000)&lt;br /&gt;&lt;b&gt;The Rough Guide to Scottish Folk&lt;/b&gt; (2000)&lt;br /&gt;&lt;b&gt;The Rough Guide to Irish Folk&lt;/b&gt; (1999)&lt;br /&gt;Queste tre guide sono senza dubbio piacevoli, ma cosi', senza ne' booklet ne' niente (ah, i difetti del p2p) sono poco utili. L'intento e' quello di fornire uno spaccato il piu' possibile ampio della musica tradizionale dei rispettivi paesi, occupandosi dunque sia di chi cerca di riprodurre uno stile cosi' com'era cent'anni fa che di chi prova a sposarlo con le nuove mode e le nuove tecnologie. E soprattutto tanti brani che stanno nel mezzo o forse potrebbero starci, perche' vai a sapere chi e' piu' o meno fedele al suono "vintage", senza avere i mezzi per distinguere. Mi ero prefisso l'obiettivo di comprendere quali fossero i suoni e le strutture alla base delle varie musiche "celtiche", ma questi tre dischi hanno solo aumentato la mia confusione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-116456074871214827?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/116456074871214827/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=116456074871214827' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/116456074871214827'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/116456074871214827'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2006/11/ascolti-11-25-novembre.html' title='Ascolti (11-25 novembre)'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-116454030514728939</id><published>2006-11-26T11:24:00.000+01:00</published><updated>2006-11-26T12:25:05.440+01:00</updated><title type='text'>Le cose e le persone</title><content type='html'>Le mura di Icazia furono costruite per paura che Astra costruisse le sue.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-116454030514728939?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/116454030514728939/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=116454030514728939' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/116454030514728939'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/116454030514728939'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2006/11/le-cose-e-le-persone.html' title='Le cose e le persone'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-116450661423695990</id><published>2006-11-26T02:33:00.000+01:00</published><updated>2006-11-26T03:03:34.636+01:00</updated><title type='text'>I'm never defeated</title><content type='html'>Parto da un titolo. Qualche giorno fa, uscendo dalla stazione di Pavia mi è venuto in mente questo verso, ma non ricordavo da che canzone fosse tratto. Alcune ore dopo - non ci pensavo più ovviamente -  è saltato fuori anche tutto il resto, e a quel punto era facile riconoscere "Daybreaker" di Beth Orton.&lt;br /&gt;E adesso, appena rincasato, eccomi ad ascoltarne lo strepitoso remix di Four Tet. Ho letto il testo, e non è che l'abbia capito bene, ma non sembra accennare a quell'ambigua sensazione di piacevole e snervante malinconia da giornate di pioggia che sembrano fatte per stare in casa, a leggere e riflettere sul tempo andato e il tempo perso, avvolti da un tepore ovattato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sono ancora riuscito a capire se davvero ci provo gusto a piangermi addosso. Probabilmente sì. Forse non ho ancora capito chi sono e mi rimprovero di non essere quello che non sono. O forse ancora sarei esattamente quello che non riesco ad essere, perché più che non riuscire ad esserlo non ci tento nemmeno. Ma scrivere queste cose è inutile, perché sono fatti che conosco bene e altrettanto bene so che continuare a rammentarseli non sposta di una virgola il nodo della situazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mesi fa scrivevo che in questi ultimi anni non era cambiato niente nella mia vita, ma era una solenne cazzata. Il fatto che in due anni, che di questo passo diventeranno tre, non abbia fatto nulla, è un cambiamento enorme. Ho sempre vissuto pieno di impegni e di progetti, e ora non ho più niente di questo. E questo ha stravolto radicalmente il mio modo di vedere me stesso, le cose e le persone. Non uno di quei cambiamenti che avvengono di botto, perché anche se rapido (è stata questione di un paio di mesi!) si è coperto di un sacco di altre questioni che sembravano molto più importanti, e hanno finito per mascherare un tonfo con la calma piatta.&lt;br /&gt;Ho bisogno di fare cose, di pensare in grande e di impiegare le mie potenzialità. Che forse non saranno eccezionali - o almeno è questo di cui sono convinto - ma ci sono, e tenerle sedate senza alcun motivo è da stupido oltre che logorante. Mi autoconvinco di desiderare la condivisione e il confronto, ma forse sono le cose che più temo visto che non le cerco, e quando si presentano mi tiro indietro. Perché? Non era così, qualche anno fa. Com'è successo che sono affogato nella disillusione? E' passata da punto di forza a estrema debolezza, di quelle che ti incatenano e non ti lasciano più far nulla. Quand'e' che la mia ingenua alterigia, mascherata da umiltà, è diventata totale diffidenza e invenzione di distanze inesistenti?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sento intrappolato, e la cosa peggiore è che so che la trappola sono io. Quanto dovrò distruggere di me stesso per liberarmi?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-116450661423695990?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/116450661423695990/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=116450661423695990' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/116450661423695990'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/116450661423695990'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2006/11/im-never-defeated.html' title='I&apos;m never defeated'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-116336293447691652</id><published>2006-11-12T21:20:00.000+01:00</published><updated>2006-11-12T21:22:14.493+01:00</updated><title type='text'>xxx gnard dnu mruts ééé ...</title><content type='html'>Basta, non c'è più niente che funzioni, a questo mondo. Neanche l'orologio da parete in camera mia, saran due anni che è fermo sulle dieci meno dieci.&lt;br /&gt;E non ho ancora capito se di sera o di mattina.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-116336293447691652?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/116336293447691652/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=116336293447691652' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/116336293447691652'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/116336293447691652'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2006/11/xxx-gnard-dnu-mruts.html' title='xxx gnard dnu mruts ééé ...'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-116320156853930183</id><published>2006-11-11T00:07:00.000+01:00</published><updated>2006-11-11T00:47:23.430+01:00</updated><title type='text'>Ascolti (28 ottobre-10 novembre)</title><content type='html'>Indigestione di folk inglese in queste due settimane. E' un po' che sono alla ricerca di "strade alternative" al blues nel rock che però non si spingano fino al noise o all'atonalità, e nel folk-rock britannico a cavallo tra gli anni 60 e gli anni 70 ho trovato un bel po' di roba stuzzicante. Si va da dischi essenzialmente cantautorali (Tir Na Nòg, Nick Drake, Richard &amp; Linda Thompson) a riletture elettriche di pezzi tradizionali (i Fairport Convention da "Liege &amp;amp; Lief", i Pentangle da "Cruel Sister"), passando per dischi sostanzialmente progressive (Trees, Forest, Mellow Candle) e ensamble acustici che cercano di creare il suono tradizionale magari velocizzandolo un po' e dandoci dentro coi virtuosismi (Planxty, Dervish - ma questi sono recenti). E poi alcuni dischi assolutamente unici, personalissimi: "Basket of Light" dei Pentangle, a occhio e croce il capolavoro dei capolavori del settore, i Jan Dukes de Grey, gli Spirogyra, gli Espers...&lt;br /&gt;Quando mi sarò ripreso dalla scorpacciata - e avrò sentito ancora altro nel frattempo - farò un bel post ricapitolativo della scena, se non altro per fare ordine.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;Faust: omonimo&lt;/span&gt; (1971) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Faust: So Far&lt;/span&gt; (1972) &lt;span style="color:maroon;"&gt;6,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Faust: IV&lt;/span&gt; (1974) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;Van Der Graaf Generator: Still Life&lt;/b&gt; (1976) &lt;span style="color:maroon;"&gt;8/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Van Der Graaf: Vital&lt;/b&gt; (1978) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Kevin Ayers: Joy of a Toy&lt;/b&gt; (1969) &lt;span style="color:maroon;"&gt;8/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;East of Eden: Mercator Projected&lt;/span&gt; (1969) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;East of Eden: Snafu&lt;/span&gt; (1970) &lt;span style="color:maroon;"&gt;6,5/10&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;High Tide: Sea Shanties&lt;/b&gt; (1969) &lt;span style="color:maroon;"&gt;6,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Rozzo, approssimativo e per niente lucido. Senza dubbio estremo, con alcuni riff eccezionali e atmosfere avanti anni, ma alcune geniali intuizioni non bastano a rendere i pezzi solidi, e l'album un lavoro a fuoco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Martin Carthy: omonimo&lt;/b&gt; (1965) &lt;span style="color:maroon;"&gt;6,5/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Tir Na Nòg: omonimo&lt;/span&gt; (1971) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7,5/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nick Drake: Pink Moon&lt;/span&gt; (1972) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;Richard &amp; Linda Thompson: I Want to See the Bright Lights Tonight&lt;/b&gt; (1974) &lt;span style="color:maroon;"&gt;6,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Jan Dukes de&lt;/b&gt;&lt;b&gt; Grey: Sorcerers&lt;/b&gt; (1970) &lt;span style="color:maroon;"&gt;6,5/10&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drg500/g590/g59073z6234.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drg500/g590/g59073z6234.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Jan Dukes de Grey: Mice and Rats in the Loft&lt;/b&gt; (1971) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7,5/10&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Si potrebbe descrivere questo disco come il "White Light/White Heat" del progressive rock. Registrato caninamente, avanti decenni, espressionista, senza dubbio uno dei dischi piu' originali dell'intero panorama progressivo. Non avevo mai sentito un'acustica a dodici corde stuprata in questa maniera: rumore d'attacco che sovrasta il resto del suono, clangore, grattuggiate e armonici. Tra indie, new wave e no wave. Che se ne fa un gruppo cosi' di una chitarra elettrica? Batteria ora tribale, ora minimale o jazzata, costantemente fuori tempo, un po' alla Anton Fier (e non e' l'unica somiglianza col primo Feelies). Una miriade di altri strumenti che si inseriscono qua e la', tutti suonati in maniera molto dilettantesca: flauto, sax, armonica, xilofono... Voce spezzata, epica e sentitissima, drammatica. Praticamente un disco lo-fi con le strutture del progressive e poca, pochissima tecnica. Tre lunghe suite, tutte quante un po' prolisse e prive di autentici picchi, ma assolutamente stupefacenti per atmosfere (certi segmenti potrebbero essere su un disco dei Neurosis), idee e suono.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:maroon;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fairport Convention: Unhalfbricking&lt;/span&gt; (1969) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fairport Convention: Liege &amp; Lief&lt;/span&gt; (1969) &lt;span style="color:maroon;"&gt;8/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fairport Convention: Full House&lt;/span&gt; (1970) &lt;span style="color:maroon;"&gt;5,5/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;The Pentangle: Sweet Child&lt;/span&gt; (1968) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;The Pentangle: Basket of Light&lt;/span&gt; (1969) &lt;span style="color:maroon;"&gt;9/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;The Pentangle: Cruel Sister&lt;/span&gt; (1970) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;The Pentangle: Reflection&lt;/span&gt; (1971) &lt;span style="color:maroon;"&gt;6,5/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Forest: Full Circle&lt;/span&gt; (1970) &lt;span style="color:maroon;"&gt;6,5/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Spirogyra: St. Radigundus&lt;/span&gt; (1970)&lt;span style="color:maroon;"&gt; 8/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lindisfarne: Nicely out of Tune&lt;/span&gt; (1970) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lindisfarne: Fog on the Thyne&lt;/span&gt; (1971) &lt;span style="color:maroon;"&gt;6,5/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Mellow Candle: Swaddling Songs&lt;/span&gt; (1972) &lt;span style="color:maroon;"&gt;6,5/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Trees: On the Shore&lt;/span&gt; (1970) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7,5/10&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drh300/h321/h32193twjlu.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drh300/h321/h32193twjlu.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Espers: II&lt;/b&gt; (2006) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7,5/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Folk progressivo dalle tinte notturne, magiche. Musica fuori dal tempo, che si rifa' ai vari Comus, Trees ma avvalendosi delle tecnologie e delle tecniche di registrazione di oggi, risultando ancora più crepuscolare e etereo. Incantevole la voce femminile, ottimi intrecci strumentali, con un violino che spesso fa l'eco alla viola di Cale, organo, theremin e una chitarra elettrica misurata a rifinire l'acquerello col suo fuzz. I pezzi non sono melodicamente eccezionali, il disco gioca più sulle atmosfere evocative, sui suoni e sulla ripetizione. Un pizzico di orecchiabilità in più e ci scappa il capolavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Alan Stivell: Renaissance de l'Harpe Celtique&lt;/b&gt; (1971) &lt;span style="color:maroon;"&gt;6,5/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Alan Stivell: A' l'Olympia [live]&lt;/span&gt; (1972) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7,5/10&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;Horslips: The Book of Invasions - A Celtic Symphony&lt;/b&gt; (1977) &lt;span style="color:maroon;"&gt;5,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Può esistere qualcosa di più tamarro degli Emerson, Lake &amp; Palmer che suonano pezzi tradizionali irlandesi? Fortunatamente non tutto il disco segue questo schema, e i pezzi meno pomposi e più leggeri sono anche piuttosto carini.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Planxty: omonimo&lt;/span&gt; (1973) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7/10&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;Dervish: Midsummers' Night&lt;/b&gt; (1999) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Linkin Park: Hybrid Theory&lt;/span&gt; (2000) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;The Beach Boys: Pet Sounds&lt;/span&gt; (1966) &lt;span style="color:maroon;"&gt;6,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Joanna Newsom: YS&lt;/b&gt; (2006) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;XTC: Drums and Wires&lt;/b&gt; (1979) &lt;span style="color:maroon;"&gt;8/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Bloc Party: Silent Alarm&lt;/b&gt; (2005) &lt;span style="color:maroon;"&gt;8/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ok Go: Oh No&lt;/b&gt; (2005) &lt;span style="color:maroon;"&gt;5/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drh200/h246/h24673pph7b.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drh200/h246/h24673pph7b.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;The Appleseed Cast: Peregrine&lt;/b&gt; (2006) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Questi ormai di emo hanno gran poco, e sono ampiamente lanciati nei territori degli Explosions in the Sky, restando però legati alla forma-canzone e alle forti melodie e al drammatismo del loro genere di provenienza. Pezzi molto convincenti, ricchi di inserti elettronici che ampliano ma gamma sonora che ci si potrebbe aspettare da un disco del genere. Molto pop, belle canzoni e un ottimo flusso globale, con parecchie "aperture" più ottimiste. Il futuro probabilmente passa di qui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drh400/h446/h44666bif16.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drh400/h446/h44666bif16.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;I Would Set Myself on Fire For You: Believes in Patterns&lt;/b&gt; (2006) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Un buon disco screamo, sulla scia dei Circle Takes the Square o dei &lt;i&gt;seminali&lt;/i&gt; City of Caterpillar. Hardcore tecnico, scream disperato e post-rock, insomma, e questa volta ancora più virato verso il post-rock emotivo che nei due gruppi citati sopra. Sono le parti strumentali a farla da padrone, col violino che assume un ruolo sempre centralissimo, evocando paesaggi con l'aiuto di una moltitudine di effetti elettronici, rumorini, frammenti radio e perfino ottoni. Insomma, questi devono esserci rimasti sotto coi Godspeed You Black Emperor!. Il disco è senza dubbio catartico e evocativo, anche se non arriva ai picchi di intensità dei capolavori del genere. Sul piano evolutivo, però, segna un ulteriore passo nell'estensione dei confini dello screamo e della conquista del mondo da parte del post-rock emotivo, ormai onnipresente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-116320156853930183?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/116320156853930183/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=116320156853930183' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/116320156853930183'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/116320156853930183'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2006/11/ascolti-28-ottobre-10-novembre.html' title='Ascolti (28 ottobre-10 novembre)'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-116310869861598340</id><published>2006-11-09T22:43:00.000+01:00</published><updated>2006-11-09T22:44:58.636+01:00</updated><title type='text'>Canzone per l'Estate</title><content type='html'>Dovrei scrivere di Lucca. Dovrei postare la playlist della settimana scorsa, o di questa. Però mi va di postare il testo di questa canzone di De André, che oggi sto ascoltando a ripetizione. Non ci fossero gli archi, sarebbe perfetta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;" class="testo"&gt;Con tua moglie che lavava i piatti in cucina e non capiva &lt;br /&gt;con tua figlia che provava il suo vestito nuovo e sorrideva &lt;br /&gt;con la radio che ronzava &lt;br /&gt;per il mondo cose strane &lt;br /&gt;e il respiro del tuo cane che dormiva. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Coi tuoi santi sempre pronti a benedire i tuoi sforzi per il pane &lt;br /&gt;con il tuo bambino biondo a cui hai dato una pistola per Natale &lt;br /&gt;che sembra vera, &lt;br /&gt;con il letto in cui tua moglie &lt;br /&gt;non ti ha mai saputo dare &lt;br /&gt;e gli occhiali che tra un po' dovrai cambiare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Com'è che non riesci più a volare &lt;br /&gt;com'è che non riesci più a volare &lt;br /&gt;com'è che non riesci più a volare &lt;br /&gt;com'è che non riesci più a volare &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con le tue finestre aperte sulla strada e gli occhi chiusi sulla gente &lt;br /&gt;con la tua tranquillità, lucidità, soddisfazione permanente &lt;br /&gt;la tua coda di ricambio &lt;br /&gt;le tue nuvole in affitto &lt;br /&gt;le tue rondini di guardia sopra il tetto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con il tuo francescanesimo a puntate e la tua dolce consistenza &lt;br /&gt;col tuo ossigeno purgato e le tue onde regolate in una stanza &lt;br /&gt;col permesso di trasmettere &lt;br /&gt;e il divieto di parlare &lt;br /&gt;e ogni giorno un altro giorno da contare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Com'è che non riesci più a volare &lt;br /&gt;com'è che non riesci più a volare &lt;br /&gt;com'è che non riesci più a volare &lt;br /&gt;com'è che non riesci più a volare &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con i tuoi entusiasmi lenti precisati da ricordi stagionali &lt;br /&gt;e una bella addormentata che si sveglia a tutto quel che le regali &lt;br /&gt;con il tuo collezionismo &lt;br /&gt;di parole complicate &lt;br /&gt;la tua ultima canzone per l'estate. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con le tue mani di carta per avvolgere altre mani normali &lt;br /&gt;Con l'idiota in giardino ad isolare le tue rose migliori &lt;br /&gt;col tuo freddo di montagna &lt;br /&gt;e il divieto di sudare &lt;br /&gt;e più niente per poterti vergognare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Com'è che non riesci più a volare &lt;br /&gt;com'è che non riesci più a volare &lt;br /&gt;com'è che non riesci più a volare &lt;br /&gt;com'è che non riesci più a volare  &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-116310869861598340?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/116310869861598340/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=116310869861598340' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/116310869861598340'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/116310869861598340'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2006/11/canzone-per-lestate.html' title='Canzone per l&apos;Estate'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-116216590928159485</id><published>2006-10-30T00:28:00.000+01:00</published><updated>2006-10-30T01:06:38.866+01:00</updated><title type='text'>Due mesi dopo</title><content type='html'>Quanto tempo è passato? Solo due mesi. Eppure ho già voglia di mollare tutto e ripartire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al ritorno dalla Francia, le perplessità erano tante. Ne avevamo già discusso, tra noi avventurieri dell'Interrail: non era stato il viaggio che ci aspettavamo, più per le modalità che per le mete. Ora, due mesi dopo, dell'insoddisfazione da speranze disilluse che mi aveva riaccompagnato a casa non resta più traccia. Rimane solo il ricordo di tre settimane spese vivendo alla giornata, non certo con l'assoluta libertà che ingenuamente pensavo avremmo avuto, ma in ogni caso senza nessuna preoccupazione o progetto che andasse oltre l'immediato futuro. Tre settimane con lo zaino in spalla (ora mitizzo un po', ma ci sta) e un sacco di speranze nel prossimo posto che avrei visitato, alle volte di gran lunga superate dalla realtà, altre risolte in sonore palate (vedi musei chiusi, treni che non esistono, città da cui non si riesce a scappare...). Ma soprattutto venti giorni di totale indipendenza, con tutto quanto flessibile e in mano nostra: anche se allora ci lamentavamo proprio di proseguire a tappe forzate, di poter decidere molto meno di quel che avremmo sperato... quante volte abbiam cambiato piano da un giorno con l'altro, o addirittura da un momento all'altro? Certo, spesso le opzioni erano limitate, non c'era mai quello che cercavamo, e quando c'era non potevamo andarci, ma il bello è stato anche arrangiarsi con quello che passava il convento, magari perdendo un sacco di tempo per poi restarci con un fico secco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sessanta giorni fa mi dicevo che era stata tutto sommato una bella esperienza, con i suoi pro e i suoi contro, ma non l'avrei ripetuta. Ora vedo molto più i pro dei contro, e fermo restando che eravamo un numero sbilenco e la prossima volta macchina e bona, avessi i soldi ripartirei anche domani.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-116216590928159485?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/116216590928159485/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=116216590928159485' title='6 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/116216590928159485'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/116216590928159485'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2006/10/due-mesi-dopo.html' title='Due mesi dopo'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-116197130863152075</id><published>2006-10-27T16:00:00.000+02:00</published><updated>2006-10-27T20:04:49.923+02:00</updated><title type='text'>Ascolti della settimana (23-27 ottobre)</title><content type='html'>Provo a sostituire le faccine ai voti, vediamo se e' comprensibile. Nell'ordine, dal minore al maggior gradimento:&lt;br /&gt;&lt;img src="http://www.ondarock.it/forum/Smileys/classic/lipsrsealed.gif" alt="Bocca cucita" border="0" /&gt;  &lt;img src="http://www.ondarock.it/forum/Smileys/classic/undecided.gif" alt="Indeciso" border="0" /&gt;  &lt;img src="http://www.ondarock.it/forum/Smileys/classic/rolleyes.gif" alt="Pazienza" border="0" /&gt;  &lt;img src="http://www.ondarock.it/forum/Smileys/classic/smiley.gif" alt="Sorriso" border="0" /&gt;  &lt;img src="http://www.ondarock.it/forum/Smileys/classic/wink.gif" alt="Occhiolino" border="0" /&gt;  &lt;img src="http://www.ondarock.it/forum/Smileys/classic/cool.gif" alt="Figo" border="0" /&gt; &lt;img src="http://www.ondarock.it/forum/Smileys/classic/shocked.gif" alt="Scioccato" border="0" /&gt; &lt;img src="http://emoticons.calshop.biz/love15.gif" alt="" border="0" /&gt; &lt;img src="http://digilander.libero.it/pkgalaxy/images/smiles/16.gif" alt="" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drg800/g808/g80846kqn7y.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drg800/g808/g80846kqn7y.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Gospel: The Moon is a Dead World&lt;/b&gt; (2005)  &lt;img src="http://www.ondarock.it/forum/Smileys/classic/cool.gif" alt="Figo" border="0" /&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Questo disco rappresenta l'incontro che attendevo da tempo tra screamo, postcore "à la Neurosis" e progressive rock. Perdersi nelle descrizioni è inutile, perché l'album suona esattamente come ce lo si può aspettare (e questo è un po' il suo difetto): cantato in scream disperatissimo, ritmiche intricate e ipercinetiche, manierismi chitarristici post-hardcore, continue transizioni d'atmosfera e cambi di tempo, onnipresente organo a aumentare il drammatismo, crescendo a profusione. Il disco pero' e' travolgente, senza un momento debole, i pezzi epici e tesissimi, con atmosfere apocalittiche e alcuni passaggi davvero da lacrime agli occhi. Must have per tutti gli appassionati dei generi in questione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Idiot Flesh: The Nothing Show&lt;/b&gt; (1995) &lt;img src="http://www.ondarock.it/forum/Smileys/classic/cool.gif" alt="Figo" border="0" /&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Caboto: Hidden or Just Gone&lt;/b&gt; (2006)  &lt;img src="http://www.ondarock.it/forum/Smileys/classic/cool.gif" alt="Figo" border="0" /&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drc600/c693/c69317737o0.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drc600/c693/c69317737o0.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Long Fin Killie: Houdini&lt;/b&gt; (1995) &lt;img src="http://www.ondarock.it/forum/Smileys/classic/shocked.gif" alt="Scioccato" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;L'avevo da un po', ma ancora non l'avevo ascoltato. Poi mi e' stato consigliato come "tutto quello che piace a te in musica" e l'ho messo su con il massimo delle aspettative. Perfettamente corrisposte. Post-rock fatto di canzoni, che sposa elementi distantissimi ottenendo un sound unico e paradisiaco. Voce acuta e flebile, quasi sussurrata, drumming scarno, ripetitivo ma coloratissimo e jazzato, intrecci di chitarra vagamente wave ma molto originali, spesso giocati sugli armonici. Basso tanto prominente quanto discreto, inserti fiatistici o violinistici (un po' alla Dirty Three), in una magica alchimia che rievoca i Talk Talk in maniera del tutto personale. Qualche brano e' un po' piu' tipicamente rock, con voce filtrata e esplosioni chitarristiche shoegazer (notevole in particolare "The Heads of Dead Surfers" con Mark E. Smith dei Fall). E' un capolavoro, perche' se ne parla cosi' poco?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Television: Marquee Moon&lt;/b&gt; (1977)  &lt;img src="http://www.ondarock.it/forum/Smileys/classic/smiley.gif" alt="Sorriso" border="0" /&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;The Feelies: Crazy Rhythms&lt;/b&gt; (1980) &lt;img src="http://emoticons.calshop.biz/love15.gif" alt="" border="0" /&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Lula Côrtes &amp; Zé Ramalho: Paêbirú&lt;/b&gt; (1975) &lt;img src="http://www.ondarock.it/forum/Smileys/classic/shocked.gif" alt="Scioccato" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drd300/d306/d306515q1y7.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drd300/d306/d306515q1y7.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Ground Zero: Revolutionary Pekinese Opera Ver.1.28&lt;/b&gt; (1996) &lt;img src="http://www.ondarock.it/forum/Smileys/classic/shocked.gif" alt="Scioccato" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ground Zero: Plays Standards&lt;/b&gt; (1997) &lt;img src="http://www.ondarock.it/forum/Smileys/classic/cool.gif" alt="Figo" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;Oh che bella scoperta. Questo genere di "pasticci" no-wave/noise/jazz/taglia-e-cuci sono la classica cosa che puo' solo farmi venire il voltastomaco o piacermi da matti. Fortunatamente questi due dischi hanno sortito il secondo effetto. Il primo disco è davvero eccezionale, molto coeso nonostante l'estrema diversità del materiale alla base dei pezzi. C'e' un retrogusto molto progressive nel drumming (che spesso si avventura in territori hip-hop, altra cosa che adoro) e nell'impostazione generale, elemento comune di parecchio avant-noise giapponese peraltro. Il secondo disco è composto solo da cover, tra cui una dei miei adorati Massacre ("Bones") e una folgorante reinterpretazione del classicone "I Say a Little Pray for You". Uno spasso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/6400/1282/1600/artfleury.0.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/6400/1282/200/artfleury.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Art Fleury: I Luoghi del Potere&lt;/b&gt; (1980) &lt;img src="http://www.ondarock.it/forum/Smileys/classic/shocked.gif" alt="Scioccato" border="0" /&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Art Fleury: The Last Album&lt;/b&gt; (1981) &lt;img src="http://www.ondarock.it/forum/Smileys/classic/cool.gif" alt="Figo" border="0" /&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Grandissimo gruppo bresciano, gli Art Fleury pubblicano un primo album a metà tra Faust ed Henry Cow e un secondo più astratto e wave. La vena e' quella del Rock in Opposition, fortemente schierata accanto al movimento operaio. Il primo disco e' formato da quattro lunghi brani, collage di annunci ferroviari, spezzoni radiofonici, "found sounds", chitarra acustica, batteria, synth, archi e fiati vari e chi piu' ne ha piu' ne metta. Pezzi variegatissimi ma strepitosamente coesi, con accenni di fraseggi jazz, cavalcate kraute, martellamenti industriali, sferzate stravinskiane e tappeti di sintetizzatori a formare paesaggi alienanti quanto la società che raffigurano. Davvero un album da riscoprire, peraltro mi pare ne stia uscendo o ne sia appena uscita una ristampa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Black Flag: The Process of Weeding Out&lt;/b&gt; (1985)  &lt;img src="http://www.ondarock.it/forum/Smileys/classic/rolleyes.gif" alt="Pazienza" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Quicksilver Messenger Service: Happy Trails&lt;/b&gt; (1969) &lt;img src="http://www.ondarock.it/forum/Smileys/classic/shocked.gif" alt="Scioccato" border="0" /&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Noir Désir - Veuillez rendre l'âme (à qui elle appartient)&lt;/b&gt; (1989) &lt;img src="http://www.ondarock.it/forum/Smileys/classic/cool.gif" alt="Figo" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Captain Beefheart - Trout Mask Replica&lt;/b&gt; (1969) &lt;img src="http://www.ondarock.it/forum/Smileys/classic/wink.gif" alt="Occhiolino" border="0" /&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Terry Riley - A Rainbow in Curved Air&lt;/b&gt; (1969)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-116197130863152075?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/116197130863152075/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=116197130863152075' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/116197130863152075'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/116197130863152075'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2006/10/ascolti-della-settimana-23-27-ottobre.html' title='Ascolti della settimana (23-27 ottobre)'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-116138798898987719</id><published>2006-10-21T01:44:00.000+02:00</published><updated>2006-10-23T01:40:54.663+02:00</updated><title type='text'>Ascolti della settimana (14-22 ottobre)</title><content type='html'>Settimana dedicata al Brasile, oltre che ai gamelan indonesiani di cui ho già scritto. Ovviamente, però, c'è stato spazio anche per altro...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/6400/1282/1600/Various-Tropicalia_b.0.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/6400/1282/200/Various-Tropicalia_b.0.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Tropicália: A Brazilian Revolution in Sound&lt;/b&gt; (2006, compilation) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7,5/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Non so quanto questa compilation sia completa o indicativa della scena tropicália, ma senza dubbio è davvero accattivante. Probabilmente e' focalizzata essenzialmente sull'aspetto "pop" del fenomeno, perché delle influenze avanguardistiche non ne ho vista manco l'ombra, eppure avevo letto che erano una delle caratteristiche del movimento. Qual che e' certo e' che non mi aspettavo moltissimo (ho sempre avuto pregiudizi verso la cultura "carioca", specie verso quella musicale) e invece ho finito per apprezzare anche le cose che avrei giurato di detestare, in particolare l'impianto bossa nova, gli arrangiamenti orchestrali e i "colori" di molte canoni. Alcune mi han stregato di piu', altre di meno: ancora qualche riascolto e vedro' che artisti approfondire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Tom Zé: omonimo&lt;/b&gt; (1968) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Os Mutantes: omonimo&lt;/b&gt; (1968) &lt;span style="color:maroon;"&gt;8/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/6400/1282/1600/casamaquinas.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/6400/1282/200/casamaquinas.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Casa das Máquinas: Lar de Maravilhas&lt;/b&gt; (1975) &lt;span style="color:maroon;"&gt;6/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Rock barocco brasiliano, che incorpora vari elementi dei colossi d'oltreoceano, dai Beatles agli Yes passando per Pink Floyd, Led Zeppelin... I pezzi non sono eccezionali, e sembrano piu' che altro riflettere un'ingenua volontà di imitazione dei propri idoli. Alcune melodie sono davvero buone, e cosi' certi lirismi di chitarra ("Astralizaçao" e' un piccolo capolavoro), e il disco e' nel complesso piacevole, ma tutt'altro che memorabile, anche perche' l'elemento di interesse che poteva nascere dalla provenienza (il Brasile) si risolve nel cantato in portoghese, senza lasciare traccia di tropicalismi, bossa nova o che altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://content.answers.com/main/content/img/amg/pop_albums/9/8/q/g98676swzqs.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://content.answers.com/main/content/img/amg/pop_albums/9/8/q/g98676swzqs.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Lula Côrtes &amp; Zé Ramalho: Paêbirú&lt;/b&gt; (1975) &lt;span style="color:maroon;"&gt;8/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Capolavoro del folk libero e dilatato, a meta' tra psichedelia e progressive, Paêbirú e' un disco eccezionale, da ricondurre ad ogni costo fuori dal dimenticatoio in cui la sua provenienza l'ha cacciato. Un disco per molti versi simile a "The Cylce is Complete", tanto che potrebbe essere definito la sua controparte latino-americana: folk, tropicalismo, jazz e raga-rock si mescolano creando isole musicali senza tempo, fatte di frasi musicali che svolazzano solo accennate, jam destrutturate ma forsennate e intrise di psichedelia, e soprattutto tanta malinconia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Van Morrison: Astral Weeks&lt;/b&gt; (1968) &lt;span style="color:maroon;"&gt;9/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://mitkadem3.homestead.com/files/Reviews2/Bubu_Anabelas200.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://mitkadem3.homestead.com/files/Reviews2/Bubu_Anabelas200.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Bubu: Anabelas&lt;/b&gt; (1978) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7,5/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Progressive sinfonico dall'Argentina, prevalentemente strumentale, dal forte impianto jazz-rock e ricco di echi crimsoniani (sia del primo che del secondo periodo). Musica molto variopinta: c'e' spazio per sax, violino, flauto oltre che per un'ottima chitarra, che ora tesse finissimi arabeschi di sustain, ora arroventa le jam jazzate con riff corposi e caldissimi. I tre pezzi costituiscono sostanzialmente un'unica composizione, che spazia tra progressive melodico, contorsionismi ritmici, rievocazioni classicheggianti (la solita "Pomp and Circumstance"), cori (sempre molto sobri) e momenti di puro delirio free-form. Disco non originalissimo ma senza dubbio meritevole, con un sound che e' un'alchimia davvero invidiabile: non e' facile "mettere d'accordo" quattro strumenti potenzialmente solisti nell'accantonare gli esibizionismi e convergere a un discorso unitario e compatto. Ogni elemento si compenetra alla perfezione, in un flusso continuo dalle atmosfere "calienti" e briose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;The Work: Live in Japan&lt;/b&gt; (1982) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;CCCP Fedeli alla Linea: Affinità-Divergenze fra il Compagno Togliatti e Noi (Del conseguimento della maggiore età)&lt;/b&gt; (1985) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R) (*)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Radiohead: Kid A&lt;/b&gt; (2000) &lt;span style="color:maroon;"&gt;8,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.foutraque.com/doc/chronique/2248_img2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.foutraque.com/doc/chronique/2248_img2.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Ulan Bator: Ego:Echo&lt;/b&gt; (2000) &lt;span style="color:maroon;"&gt;8/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ulan Bator: Rodeo Massacre&lt;/b&gt; (2005) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(*)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Dei franco-italiani Ulan Bator ho solo questi due dischi. Il primo e' un capolavoro, e c'e' poco da dire. Il secondo e' parecchio diverso: sono chiaramente ancora loro, ma il sound si e' parecchio ampliato, incorporando schemi e sonorita' provenienti dritte dritte dal mio post-rock preferito (Mogwai, GYBE!, Explosions in the Sky). Ne esce un album emotivamente travolgente, fatto di un distacco estremo che evolve in tensione, sempre crescente fino all'esplosione e alla catarsi totale. Probabilmente il miglior gruppo progressive (se vogliamo chiamarlo cosi', ma l'impianto e' sostanzialmente indie) d'Europa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gospel: The Moon is a Dead World&lt;/span&gt; (2005) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Caboto: Hidden or Just Gone &lt;/b&gt;(2006) &lt;span style="color:maroon;"&gt;7,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Hans Reichel: Stop Complaining / Sundown, Duets with Fred Frith and Kazuhisa Uchihashi&lt;/b&gt; (1991) &lt;span style="color:maroon;"&gt;6,5/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://image.com.com/mp3/images/cover/200/drd700/d736/d736497bh73.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://image.com.com/mp3/images/cover/200/drd700/d736/d736497bh73.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Steve Reich: Music For 18 Musicians (performed by Ensemble Moderne)&lt;/b&gt; (1999)&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Steve Reich: Different Trains [Kronos Quartet] / Electric Counterpoint [Pat Metheny]&lt;/b&gt; (1989) (1)&lt;br /&gt;Primo contatto con la musica di Steve Reich. "Music for 18 Musicians" mi ha lasciato esterrefatto. Meraviglioso. Mi aspettavo non-musica, con una nota ogni venti minuti e possibilmente indistinguibile dalla precedente, invece ho trovato un lavoro ricchissimo, multisfaccettato e soprattutto molto melodico, orecchiabile. Lo stile compositivo casca a fagiolo, data la mia attuale infatuazione per i gamelan: ogni strumento ha un loop, magari di diversa lunghezza, e il discorso musicale nasce dai giochi di incastro che si creano nelle intersezioni. Le variazioni sono costanti, ma riguardano pochi strumenti alla volta: il risultato e' un flusso costantemente in evoluzione, fortemente dinamico ma senza stacchi o bruschi cambiamenti. Reich gioca su temi estremamente ariosi, suoni puliti e cristallini, creando un'atmosfera celestiale, estatica. Credo finalmente di aver trovato la fonte di alcuni schemi e atmosfere dei Godspeed You Black Emperor! e altri gruppi che adoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt; indica i riascolti, &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(1)&lt;/span&gt; le prime impressioni, &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(*)&lt;/span&gt; le opinioni molto provvisorie&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-116138798898987719?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/116138798898987719/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=116138798898987719' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/116138798898987719'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/116138798898987719'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2006/10/ascolti-della-settimana-14-22-ottobre.html' title='Ascolti della settimana (14-22 ottobre)'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-116134482763380699</id><published>2006-10-20T13:46:00.000+02:00</published><updated>2006-10-20T14:23:59.893+02:00</updated><title type='text'>Gamelan</title><content type='html'>In questi giorni mi sono dedicato all'esplorazione del gamelan, la forma musicale piu' nota a occidente della musica tradizionale indonesiana. La sua influenza sulla musica occidentale del '900 e' stata determinante, come testimoniato dalle numerose opere e concezioni musicali da essa ispirate: si va da Claude Debussy, Bela Bartok, Oliver Messiaen, Steve Reich, John Fahey fino a John Cale, i King Crimson o la colonna sonora dell'OAV Akira.&lt;br /&gt;In prima approssimazione, un gamelan puo' essere definito come un set di strumenti (principalmente idiofoni, metallofoni, membranofoni e aerofoni) specificamente costruiti per suonare assieme, su una scala che e' caratteristica del particolare set. Strumenti presi da gamelan diversi non possono suonare assieme, e le rare occasioni in cui questo capita sono caratterizzata de forti dissonanze. Questo set di strumenti e' disposto ordinatamente per terra e suonato da un largo ensemble di musicisti, in genere seduti, che finisce per essere indicato anch'esso come gamelan.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://static.flickr.com/23/30819777_0bd7dcc6ea.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La musica suonata ("gamelan" anch'essa) riflette concezioni radicalmente diverse da quelle che caratterizzano la musica occidentale e svariate altre forme di musica extraeuropea. Essa e' basata sulla cosidetta &lt;i&gt;struttura colotomica&lt;/i&gt;: a ogni strumento e' associato un ciclo di lunghezza differente, e i diversi cicli sono gerarchicamente ordinati (o meglio "annidati") a seconda della loro lunghezza. Il piu' lungo dei cicli e' quello del &lt;i&gt;gong ageng&lt;/i&gt; (che solitamente e' proprio un gong, ma paradossalmente puo' essere un altro strumento che svolge lo stesso ruolo), e la sua lunghezza e' il minimo comune multiplo delle lunghezze degli altri cicli. Gli altri cicli hanno lunghezze non necessariamente divisibili fra loro: i gamelan sono dunque caratterizzati da una marcata poliritmia. Alcuni strumenti (detti colotomici), solitamente metallofoni, svolgono sostanzialmente il ruolo del gong ageng per gruppi ristretti di strumenti, ripartendo cosi' il "giorno sonoro" del gong ageng in sottocicli di lunghezza inferiore.&lt;br /&gt;Assieme agli strumenti impiegati, sono le differenze a livello colotomico, prima ancora delle singole parti strumentali, a caratterizzare un particolare stile o una particolare esecuzione. Altri elementi fondamentali del gamelan (o di suoi particolari stili) sono il &lt;i&gt;kotekan&lt;/i&gt;, ovvero l'alternanza rapidissima tra due o piu' strumenti per creare una melodia, l'impiego in varie forme di sostanzialmente due scale (&lt;i&gt;pélog&lt;/i&gt;, un'ettatonica basata su un temperamento a 9 toni, e &lt;i&gt;sléndro&lt;/i&gt;, una pentatonica) e l'abbinamento degli strumenti in coppie, accordate in maniera leggermente sfasata di modo da produrre un battimento (della stessa frequenza per ogni coppia nello stesso gamelan) culturalmente associato alla presenza del divino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si possono trovare informazioni piu' dettagliate su wikipedia (&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Gamelan" target="_blank"&gt;gamelan&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Colotomy" target="_blank"&gt;colotomy&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Kotekan" target="_blank"&gt;kotekan&lt;/a&gt; e voci correlate) e soprattutto sul vastissimo sito (in francese) &lt;a href="http://www.cite-musique.fr/gamelan/plan.html" target="_blank"&gt;Gamelan, Architecture Sonore&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho ascoltato per il momento quattro raccolte, tutte (un po' a fatica!) reperibili su internet tramite p2p o rapidshare/megaupload:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://www.networkmedien.de/contentimage/wns_images/wns_covers/35_bali_cover.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Bali: A Suite of Tropical Music and Sounds&lt;/b&gt; (World Network, 1995)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://content.answers.com/main/content/img/amg/pop_albums/8/1/8/d81137g5b83.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Java - Pays Sunda: Musique Savantes, Vol. 2 - The Art of Gamelan Degung&lt;/b&gt; (Ocora, 1996)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://gamelan.free.fr/images/cd926012.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Anthologie des Musiques de Bali, Vol. 2: Gamelan Virtuoses&lt;/b&gt; (Buda Musique, 2000)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drf700/f767/f76756dwslv.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Indonesia: Music from the Nonesuch Explorer Series&lt;/b&gt; (Nonesuch, 2000)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono ancora alla ricerca di "Discover Indonesia" (Smithsonian Folkways, 2003), "The Rough Guide to Indonesia" (World Network, 2000) e "Night Recordings from Bali" (Sublime Frequencies, 2003). Le quattro raccolte che ho sentito mi sono parse tutte valide e interessanti, alcune piu' complete, altre piu' approfondite. In particolare consiglio quella edita dalla francese &lt;b&gt;Buda Musique&lt;/b&gt;, caratterizzata dalla predominanza di timbri metallici e da musica estremamente varia e complessa, che mi ha ricordato molto direttamente certe cose un po' alla Don Caballero (sara' che tra le fonti di ispirazione di questi ultimi ci sono Steve Reich e i King Crimson). Quella che emerge dalle raccolte, in ogni caso, è musica molto distante dalla nostra concezione abituale, ma estremamente affascinante, godibile e, in conclusione, davvero bella.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-116134482763380699?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/116134482763380699/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=116134482763380699' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/116134482763380699'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/116134482763380699'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2006/10/gamelan.html' title='Gamelan'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-116072905318634033</id><published>2006-10-13T10:10:00.000+02:00</published><updated>2006-10-13T13:42:51.860+02:00</updated><title type='text'>Ascolti della settimana (7-13 ottobre)</title><content type='html'>In questi giorni ho ascoltato un po' troppa roba nuova. Purtroppo la curiosità per le novità porta facilmente alla "bulimia" musicale, e se col tempo ho imparato abbastanza a trattenermi ogni tanto qualche sana abbuffata ci sta. Non è per questo, però, che su alcuni dischi (quelli segnati con l'asterisco) non sono riuscito ancora a farmi un'idea vera e propria, ma perché sono molto lontani dai miei ascolti abituali e assimilarli mi risulta difficile. Il voto che ho messo accanto, nel loro caso, indica solo quanto mi hanno colpito o interessato.&lt;br /&gt;Questa settimana ho cercato di scavare un po' nella musica sperimentale di metà anni '60, per comprendere un po' meglio gli aspetti meno evidenti dell'era psichedelica. Ho così rispolverato qualche vecchia conoscenza e, con l'aiuto del &lt;a href="http://rateyourmusic.com/list/codfish/explore_the_nww_list/"&gt;listone di Nurse with Wound&lt;/a&gt; appena scoperto, pescato tra le bizzarrie più svariate, trovando dischi interessanti così come egregie ciofeche.&lt;br /&gt;Ho poi formulato il buon proposito di ascoltare almeno un disco di jazz "vero", uno di musica non-occidentala, uno di classica e uno di colta contemporanea al mese, magari ripartendoli sulle varie settimane. L'interesse c'è da tempo ma, visto che l'ascolto richiede molta concentrazione, va sempre a finire che "rock e dintorni" prendono il sopravvento sulle buone intenzioni. Vediamo come va...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drf600/f654/f65448lpzf2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drf600/f654/f65448lpzf2.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Alan &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sondheim: Ritual All 7-70&lt;/span&gt; (1967) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7,5/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Improvvisazione liberissima, di stampo jazzistico ma aperta anche a strumenti non occidentali. Tredici pezzi strumentali dai titoli originalissimi ("770", "771", "772"... l'unica a non seguire lo schema è "June") basati più sulle tessiture che sulle melodie. Il disco è proprio bello, si respira un'atmosfera di divertimento e di cazzeggio ma non di quello cazzone o freak tanto in voga nel periodo. Il fascino è più borghese, sembra musica suonata seduti sui comodi divanetti di un circolo intellettuale un po' snob. Un atteggiamento più da avanguardie del primo novecento che da anni '60! La musica è animata da una curiosità distaccata, "da ricchi", che cerca quasi di spacciarsi per un semplice passatempo, un modo come un altro per ammazzare la noia. Però quel che ne esce è ben di più: un disco fantasioso, multisfaccettato e soprattutto caldo e gradevolissimo, sia da lasciare in sottofondo che da ascoltare attentamente, facendo caso ogni volta a nuovi dettagli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;AMM: Ammmusic&lt;/span&gt; (1966) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;6,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Cromagnon: Orgasm&lt;/span&gt; (1969) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;4,5/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Les Rallizes Denudes: 67-69 Studio et Live&lt;/span&gt; (1991) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;4,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;John Cale: Stainless Gamelan: Inside the Dream Syndicate Vol. III&lt;/span&gt; (2003) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7,5/10 &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(*)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;The Velvet Underground &amp; Nico&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;: [omonimo]&lt;/span&gt; (1967) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;The Velvet Underground: White Light/White Heat&lt;/span&gt; (1968) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;The Velvet Underground: [omonimo]&lt;/span&gt; (1969) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;6/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;The Velvet Underground: VU - A Collection of Previously Unreleased Recordings&lt;/span&gt; (1985) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;6/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/6400/1282/1600/2556123034.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/6400/1282/320/2556123034.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Igor Wakhevitch: Docteur Faust&lt;/span&gt; (1971) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7,5/10&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Disco dalle atmosfere scurissime, "Docteur Faust" del francese Igor Wakhevitch si colloca in qualche modo dalle parti degli Amon Duul II, con una psichedelia tetra, sinfonica e dilatata, ma particolarmente lucida. Wakhevitch impiega un'intera orchestra oltre ai "soliti" strumenti del rock: ogni strumento e' pero' usato piu' come "colore" di una tavolozza che come  mezzo di esposizione tematica. Accanto a una lunga composizione di 10 minuti, "Materia prima", stanno sette pezzi piu' brevi e un'introduzione. "Materia prima" si apre con un bell'ostinato di basso, gia' cupissima, per poi evolversi in un pezzo fortemente orchestrale. Gran colpi d'arco, timpani a profusione, contrappunti magmatici di fiati, il ragazzo ci e' decisamente rimasto sotto con Stravinsky. L'orchestra si quieta ed emerge un coro che declama frasi in tono e a tema sepolcrale, mentre pian piano emergono i sinistri scricchiolii elettronici che portano nelle campane a morto di "Eau Ardente". Spezzoni di un discorso del Papa in latino, pioggia, rumore di carri merci e schiocchi di frusta accompagnano l'emergere di loop di fantascientifico e scurissimi accordi di corno e violoncello.&lt;br /&gt;Insomma, l'idea del disco e' questa: orchestra, stramberie elettroniche, rumorismi simil-industrial, voci oltretombali o ripescate da nastri registrati, qualche raro tema melodico accompagnato da una batteria marziale, tutto al fine di evocare atmosfere apocalittiche. Nonostante la descrizione possa far apparire il contrario, il disco non e' mai pomposo o gratuito, anzi e' davvero a fuoco e coinvolgente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Echo and the Bunnymen: Crocodiles&lt;/span&gt; (1980) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Echo and the Bunnymen: Ocean Rain&lt;/span&gt; (1984) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;The Comsat Angels: Waiting for a Miracle&lt;/span&gt; (1980) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;6,5/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Wire: Pink Flag&lt;/span&gt; (1977) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;5,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Coil: Horse Rotorvator&lt;/span&gt; (1986) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Dead Can Dance: Spleen and Ideal&lt;/span&gt; (1985) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;5,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Dead Can Dance: The Serprent's Egg&lt;/span&gt; (1988) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;6,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Dead Can Dance: Aion&lt;/span&gt; (1990) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sainkho Namtchylak: Stepmother City&lt;/span&gt; (2000) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;5,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Tuvinian Singers &amp; Musicians: Chöömej : Throat-Singing From The Center Of Asia&lt;/span&gt; (1993) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R) (*)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drg200/g294/g29448o8oly.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drg200/g294/g29448o8oly.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Orphaned Land: Mabool: The Story of the Three Sons of Seven&lt;/span&gt; (2004) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;6,5/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Non sono un amante né un gran conoscitore del death metal, tendo a detestare il rock orchestrale, peggio che peggio il metal. Eppure quest'album degli israeliani Orphaned Land mi ha convinto, nonostante il tono pomposo e magniloquente, i synth, gli archi, i cori operistici, il suono immondo e l'ossessione per i bending del chitarrista solista. Merito essenzialmente dell'ottimo sposalizio tra metallo e musica tradizionale araba (non so se poi quest'ultima sia "vera", ma ai fini del risultato poco importa), che rende l'atmosfera del disco davvero particolare. A differenza che in altri esperimenti world-metal (penso ai Sepultura) i motivi tradizionali hanno un peso molto rilevante e non sono solo una "spezia". La compenetrazione dei linguaggi non è certo totale: si tratta pur sempre di death metal occidentale "condito" con massicce dosi di salsa arabeggiante, non veramente di death metal composto "alla orientale". Eppure la giustapposizione suona quasi paritaria, e non si ha la sgradevole sensazione di "temi Alpitour irranciditi" che - almeno a me - provoca la musica dei Nile. Il disco è un concept su non so bene che inondazione, e ha di certo il difetto di essere prolisso, ma nel complesso è un lavoro interessante e piacevole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nightwish: Once&lt;/span&gt; (2004) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;5/10&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drf400/f489/f48994feyik.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drf400/f489/f48994feyik.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;The Postman Syndrome: Terraforming&lt;/span&gt; (2002) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;8,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;"Terraforming" degli statunitensi The Postman Syndrome è uno di quei capolavori che vengono dimenticati ancora prima di essere scoperti. Un caleidoscopio di stili eterogenei che in qualche modo suona incredibilmente compatto e fa quasi domandare "com'e' che nessuno ci aveva ancora pensato?". Un condensato delle tendenze piu' "progressìve" della storia del rock, dall'alternative rock di Radiohead e Oceansize alle varie branche del post-hardcore e del post-sludge (Neurosis, Pelican, At the Drive-In, Dillinger Escape Plan) passando per il buon vecchio prog anni '70 (Yes, King Crimson), certo nu-metal (Korn, Deftones ma anche System of a Down), il metallo "matematico" di Tool e Meshuggah, le atmosfere dei Dredg da una parte e degli Explosions in the Sky dall'altra.&lt;br /&gt;Impossibile pero' pensare di esaurire la descrizione nell'enumerazione dei rimandi che il disco evoca fin dalle prime note. "Terraforming" e' soprattutto un disco fatto di pezzi fantasiosi, variopinti e coinvolgenti come pochi. Ogni passaggio, ogni riff, ogni cambio di tempo e di stile suona assolutamente necessario: la musica e' elaborata e ambiziosa ma mai prolissa, noiosa o fine a se' stessa. Cosa non secondaria, come in ogni disco prog che si rispetti la melodia ha un ruolo fondamentale, e i pezzi sono, a modo loro, squisitamente pop.&lt;br /&gt;Forse il miglior ritratto di cosa possa voler dire "progressive rock" oggi, "Terraforming" fornisce anche un ottimo esempio di come sia possibile trovare un'unita' nella "diaspora" metallica degli ultimi anni, e senza mai risultare ostici o gratuiti.&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/6400/1282/1600/EastOfTheWall-2006EP.png"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/6400/1282/200/EastOfTheWall-2006EP.png" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;East of the Wall: [omonimo]&lt;/span&gt; (2006, EP) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Gli East of the Wall, assieme ai Day Without Dawn, nascono dallo scioglimento dei The Postman Syndrome. Se l'EP dei Day Without Dawn gioca (male) sulla fusione progressive/alternative-rock, gli East of the Wall prendono invece la direzione opposta, esplorando quei "nuovi" territori al confine tra post-rock, post-sludge e progressive rock gia' dipinti egregiamente dagli ultimi Pelican, dai Red Sparowes e dai Russian Circles. Il disco non e' nulla di sorprendente quanto "Terraforming", e' piu' vicino stilisticamente allo standard del genere, ma senza dubbio si colloca tra i piu' riusciti del settore e segna un ulteriore passo nella sua evoluzione. Lo stile risente fortemente di quello dei Postman Syndrome, specie nel piglio alternative rock e nell'attitudine progressiva. Qua e la', specie nelle parti piu' rilassate, affiorano reminescenze dei Maudlin of the Well, confermando l'impressione che il gruppo stia procedendo piu' o meno deliberatamente alla "ricongiunzione" dei diversi fili del metal alternativo di oggi.&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drh800/h859/h85956rbljf.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drh800/h859/h85956rbljf.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Telstar Ponies: Voices from the New Music&lt;/span&gt; (1996) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7,5/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Alle radici dei Mogwai stanno i Telstar Ponies, anello di congiunzione tra slo-core e post-rock "emotivo". Nata da una costola dei Teenage Fanclub, in questo secondo disco la band di Glasgow arriva a uno stile ibrido, tanto proteso verso le proprie radici (i Sonic Youth sono percepibilissimi) quanto rivolto al futuro, con l'intuizione del "crescendo" che muove i suoi primi passi. E' un album di canzoni, tristissime per la maggior parte, litanie da ultimi sopravvissuti all'inverno post-atomico. Voci rassegnate, chitarre rigorosamente in minore, la tensione sale piano piano ma ancora non arriva ad esplodere, trasmettendo un enorme senso di vuoto. Da spararsi nelle palle, ma bello bello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Mogwai: Young Team&lt;/span&gt; (1997) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;8/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/6400/1282/1600/nuccini_matters.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/6400/1282/200/nuccini_matters.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nuccini!: Matters of Love and Death&lt;/span&gt; (2006) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;5,5&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;/10&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Primo disco solista del chitarrista dei Giardini di Mirò. L'intento di parecchi brani sembra quello di sposare anticon e post-rock, ma spesso il risultato e' piu' che altro: parti vocali e beat che vanno in una direzione - basi/loop/texture che si fanno i fatti propri. Sarebbe stata necessaria piu' integrazione, perche' cosi' la sensazione e' quella di due mondi messi a contatto forzatamente e senza curarsi troppo di farli "collaborare". Un altro problema è la piattezza delle parti vocali. All'interno di ogni brano la varieta' metrica e' minima e limitata prevalentemente a alternanze del tipo "strofa-ritornello". Peraltro trovo discutibile la scelta dell'inglese: mettersi alla prova con una lingua "difficile" per il rap come l'italiano avrebbe probabilmente reso il tutto piu' interessante, anche perche' ho idea che uno stile un po' alla Why? potrebbe attaccare bene sulla nostra lingua. I pezzi piu' risuciti alla fin fine son quelli che si allontanano un po' dalla ricerca del connubio azzardato ad ogni costo, puntano un pelo piu' in basso e azzeccano quel paio di cadenze giuste ("God is the Spider"). Nel complesso un lavoro immaturo, un po' "buttato li'", tra cliché, imitazioni spregiudicate (e non molto riuscite) dei cLOUDDEAD, eccessive ambizioni e mancanza di idee compositive solide. Si fa ascoltare, ma si sente la mancanza di "piatti forti".&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Shipping News: Very Soon, and in Pleasant Company&lt;/span&gt; (2001) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7,5/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Venetian Snares: Huge Chrome Cylinder Box Unfolding&lt;/span&gt; (2004) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;6/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Venetian Snares: Rossz Csillag Alatt Született&lt;/span&gt; (2005) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Merzbow: 1930&lt;/span&gt; (1998) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;4,5/10 &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(*)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Merzbow: Aqua Necromancer&lt;/span&gt; (1998) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;6,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(*)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt; indica i riascolti, &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(*)&lt;/span&gt; i dischi su cui un'idea vera e propria ancora non me la sono fatta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-116072905318634033?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/116072905318634033/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=116072905318634033' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/116072905318634033'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/116072905318634033'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2006/10/ascolti-della-settimana-7-13-ottobre.html' title='Ascolti della settimana (7-13 ottobre)'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-116051696838912859</id><published>2006-10-10T22:42:00.000+02:00</published><updated>2006-10-10T23:50:34.076+02:00</updated><title type='text'>Ultime Notizie dalla Cameretta</title><content type='html'>Il Gran Svuotamento Scatoloni è completato, la libreria Ikea nuova l'ho montata, il cassettone fornito in dotazione dal colleggio è fuori in corridoio in attesa di qualche filantropo che lo adotti, e al suo posto ha trovato posto una bella lavagna che, non essendo rivendicata da nessuno, ho pensato potesse tranquillamente diventare mia. Ci sono ancora un paio di questioni da affrontare, una su tutte il problema della signora delle pulizie che in combutta con l'economo sostiene che mi debba tenere l'ingombrante e inutilissimo cassettone in camera, ma sostanzialmente tutto è pronto per un nuovo anno alla camera 37 del Collegio Ghislieri. Avrei potuto sceglierne una più spaziosa, ma l'anno passato mi son trovato bene e ho preferito non cambiare: la finestra da' sulla facciata, sono in Quadrato ovvero nel centro nevralgico del collegio, ma la posizione defilata e la doppia porta (con tanto di mini-anticamera!) fanno sì che ci si possa facilmente isolare dal bordello che impera a ogni ora del giorno e della notte.&lt;br /&gt;Scrivo tutto questo perché ho pensato di portare a Pavia la macchina fotografica digitale, e ho fatto un po' di foto ai vari angoli della stanza. Sono quello che sono, perché l'alogena fa una luce giallastra e tutto sommato debole. Domani vedrò di fare qualche particolare in più, giusto per mettere in mostra quanti libri, fumetti e CD fighi ho :P&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-left: 10px; margin-bottom: 10px;"&gt; &lt;a href="http://www.flickr.com/photos/82382210@N00/266316377/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://static.flickr.com/122/266316377_f21ac77095_m.jpg" alt="Scrivania" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://www.flickr.com/photos/82382210@N00/266316370/" title="Photo Sharing"&gt;&lt;img src="http://static.flickr.com/96/266316370_7e3244d890_m.jpg" alt="Libreria" height="240" width="180" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://www.flickr.com/photos/82382210@N00/266316374/" title="Photo Sharing"&gt;&lt;img src="http://static.flickr.com/79/266316374_7d07c6cfe4_m.jpg" alt="Libreria2" height="240" width="180" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://www.flickr.com/photos/82382210@N00/266316366/" title="Photo Sharing"&gt;&lt;img src="http://static.flickr.com/108/266316366_7450e4e6c9_m.jpg" alt="Letto" height="240" width="180" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://www.flickr.com/photos/82382210@N00/266316359/" title="Photo Sharing"&gt;&lt;img src="http://static.flickr.com/86/266316359_c7d8c827a9_m.jpg" alt="Lavagna" height="240" width="180" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-116051696838912859?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/116051696838912859/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=116051696838912859' title='7 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/116051696838912859'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/116051696838912859'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2006/10/ultime-notizie-dalla-cameretta.html' title='Ultime Notizie dalla Cameretta'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-115960363226875990</id><published>2006-09-30T09:48:00.000+02:00</published><updated>2006-10-06T22:23:03.226+02:00</updated><title type='text'>Ultimi ascolti (23 settembre - 6 ottobre)</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Shylock: Gialorgues&lt;/span&gt; (1976) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;5,5/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Marillion: Script for a Jester's Tears&lt;/b&gt; (1983) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Marillion: Misplaced Childhood&lt;/span&gt; (1985) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7,5/10 &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Marillion: Brave&lt;/span&gt; (1994) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;6,5/10 &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/dre100/e115/e1157299eqg.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/dre100/e115/e1157299eqg.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Pink Floyd: Animals&lt;/b&gt; (1977) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;9/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La riscoperta della settimana. Avevo sempre snobbato "Animals" come album un po' prolisso e stanco, monopolizzato in negativo dalla megalomania di Waters. Invece ho trovato un disco dimesso, meno sfarzoso del precedente e meno epico del successivo (che peraltro non amo particolarmente). E soprattutto dei pezzi strepitosi, con una band al massimo della forma e alla ricerca di nuove soluzioni, dall'arpeggio bislacco di "Dogs" alla chitarra sincopata di "Pigs", la cui eccezionale melodia e' tenuta dal basso. Paradossalmente, a dispetto del ricordo che ne avevo, questo disco mi ha stregato per la sua umilta' e sobrieta'. Cosi', su due piedi, direi che e' diventato il mio preferito della loro intera produzione.&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;The Postman Syndrome: Terraforming&lt;/b&gt; (2002) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;8,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://debaser.it/resize.aspx?path=/files/20069516.07.34477165.jpg&amp;width=250"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://debaser.it/resize.aspx?path=/files/20069516.07.34477165.jpg&amp;width=250" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Day Without Dawn: [omonimo, EP]&lt;/b&gt; (2006) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;5,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Riponevo molte speranze in questo primo EP dei reduci dei Postman Syndrome, ma non c'e' niente da fare, anche a distanza di mesi non mi convince, e la delusione resta tale. L'eclettismo e il brio dell'eccezionale "Terraforming", disco da scoprire - una delle vette dell'alternative metal degli ultimi anni, sono andati a farsi benedire: restano solo l'ambizione e la passione per il progressive e l'alternative rock. Ne esce un mediocre disco alternative rock, senza quasi piu' accenni metal, decisamente prolisso, stucchevole, pomposo e povero di idee. Ascoltabilissimo, ma piuttosto noioso. Non capisco come facciano i fan a ritenersi insoddisfatti solo per la sua brevità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Zero Hour: The Towers of Avarice&lt;/span&gt; (2001) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7/10&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt; (R)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gojira: From Mars to Sirius&lt;/span&gt; (2005) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;6,5/10 &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Phish: Round Room&lt;/span&gt; (2002) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;6,5/10 &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Bastro: Sing the Troubled Beast&lt;/b&gt; (1990) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drg900/g912/g91232er0ap.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drg900/g912/g91232er0ap.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Maximillian Colby: Discography [Compilation]&lt;/b&gt; (2002) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Non amo utilizzare l'aggettivo "seminale", ma per questa raccolta di tutti i 7'' e 12'' dei Maximillian Colby, realizzati nei primi anni 90, davvero non posso evitarlo. Math-rock raggelante dal forte impianto noise, fatto di droni, micro-temi che ritornano e improvvise esplosioni tanto furiose quanto contenute, ingabbiate. Ancora piu' efferati e lucidi degli Shellac, forse perché la componente caotica e' pressoche' nulla e ogni pezzo e' formalmente ordinatissimo. Le emozioni sono centellinate, eppure il tutto ha l'aria terribilmente sentita e drammatica. Se, tra gli incastri della batteria e gli arpeggi dissonanti e i muri di chitarra di sfondo, e' il basso a farla da padrone coi suoi giri obliqui, ossessivi e incalzanti, è però la voce a risultare determinante all'apice della tensione, con uno scream da brivido. Peccato per la qualita' audio. In ogni caso, uno dei migliori risultati del math pre-Don Caballero che abbia sentito fin ora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Glider: One For All Time&lt;/b&gt; (2006) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Mono: Under the Pipal Tree&lt;/b&gt; (2001) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Bark Psychosis: Hex&lt;/b&gt; (1994) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Disco Inferno: D.I. Go Pop&lt;/b&gt; (1994) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;8,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Dirty Three: Horse Stories&lt;/b&gt; (1996) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Dirty Three: Ocean Songs&lt;/b&gt; (1998) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;The Chameleons: Script of the Bridge&lt;/b&gt; (1983) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;The Chameleons: Strange Times&lt;/b&gt; (1986) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;The Fall: Dragnet&lt;/b&gt; (1979) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;The Pop Group: Y&lt;/span&gt; (1979) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;8,5/10 &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;The Pop Group: For How Much Longer Do We Tolerate Mass Murder?&lt;/span&gt; (1980) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Feelies: Crazy Rhythms &lt;/span&gt;(1980) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;9/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Feelies: The Good Earth&lt;/span&gt; (1986) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;6/10&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drf600/f602/f60254hbo58.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drf600/f602/f60254hbo58.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;R.E.M.: Chronic Town [EP]&lt;/span&gt; (1982) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7,5/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;R.E.M.: Murmur&lt;/span&gt; (1983) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Belli questi primi dischi dei REM: il loro stile melodico è già percepibile, e non mi conquista più di tanto, ma i pezzi sono molto diretti, le chitarre sferraglianti e sparate sugli acuti, la batteria un po' scomposta. Dei Feelies ci sono i suoni, ma non lo sperimentalismo: tutto molto semplice, pure ingenuo, ma immediato e accattivante. I pezzi eccellenti non si contano, credo che il mio apprezzamento crescerà, abituandomi alle melodie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Clap Your Hands Say Yeah: [omonimo] &lt;/span&gt;(2005) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Bloc Party: Silent Alarm&lt;/b&gt; (2005) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;8/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;New Order: Movement&lt;/span&gt; (1981) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;6,5/10 &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;New Order: Power, Corruption and Lies&lt;/span&gt; (1983) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;6,5/10&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt; (R)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;New Order: Low-Life&lt;/span&gt; (1985) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7/10 &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;New Order: Substance&lt;/span&gt; (1987) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;9/10 &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drc800/c848/c848921wa6b.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drc800/c848/c848921wa6b.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;New Order: Technique&lt;/span&gt; (1989) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;8/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Finalmente ho trovato un album dei New Order che mi convinca appieno, dopo tante mezze soddisfazioni. A mio discapito c'è da dire che è il disco più truzzo e tamarro della loro carriera, realizzato sotto l'influenza delle peggio droghe sintetiche e gli influssi della scena house di Ibiza. Però questo disco riassume proprio tutto quello che più amo della band: melodie immediate, allegre e solo velatamente malinconiche, chitarra ritmica sferragliante sovrastata da un basso da paura (ormai unici ricordo dell'era Ian Curtis), drum machine Roland 808 a manetta e un "tiro" della madonna. "All the Way", "Round &amp; Round", "Mr. Disco" e "Vanishing Point" sono state in loop pesantissimo su winamp e lettore CD in queste due settimane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;New Order: Get Ready&lt;/span&gt; (2001) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;5/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Modest Mouse: Interstate 8 [EP]&lt;/span&gt; (1996) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7,5/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Shakira: Laundry Service&lt;/span&gt; (2001) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;6/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;SubSonica: Microchip Emozionale&lt;/span&gt; (2000) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7,5/10 &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;SubSonica: Terrestre&lt;/b&gt; (2005) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.farraginoso.com/grandmastermogol/gmm_copertina-200.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.farraginoso.com/grandmastermogol/gmm_copertina-200.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Amari: Grand Master Mogol&lt;/span&gt; (2005) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Ottime basi: originali, curate, dinamiche, bei suoni. Un po' povere di mordente ma le ho apprezzate molto lo stesso. Le parti vocali sono però pessime: stucchevole quando va bene, la voce principale è una spanna sotto ai Gemelli DiVersi in quanto a sdolcinatezza e banalità. Anche nel complesso, tra coretti femminili e seconde voci anche più piatte della prima, il tutto mi risulta noioso se non irritante. I testi, poi, requisito numero uno perché io apprezzi canzoni in italiano, sono inconsistenti al massimo: molto semplicemente gli Amari non hanno niente da dire, e il nulla che hanno da raccontare lo raccontano male. Quando stanno zitti, infatti, è un gran guadagno per la musica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Perturbazione: In Circolo&lt;/span&gt; (2002) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7/10 &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Frankie Hi-NRG MC: Verba Manent&lt;/span&gt; (1992) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7,5/10&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sangue Misto: SxM&lt;/span&gt; (1994) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;4/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Vampire Rodents: Lullaby Land&lt;/b&gt; (1993) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;6,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Vampire Rodents: Clockseed&lt;/b&gt; (1995) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Clint Mansell: Requiem for a Dream O.S.T.&lt;/b&gt; (2000) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;6,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-115960363226875990?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/115960363226875990/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=115960363226875990' title='5 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/115960363226875990'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/115960363226875990'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2006/09/ultimi-ascolti-23-settembre-6-ottobre.html' title='Ultimi ascolti (23 settembre - 6 ottobre)'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-115922156539388070</id><published>2006-09-25T23:58:00.000+02:00</published><updated>2006-09-25T23:59:25.406+02:00</updated><title type='text'>L'Italia...</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="350"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/03d5OqblR9Q"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/03d5OqblR9Q" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="350"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-115922156539388070?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/115922156539388070/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=115922156539388070' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/115922156539388070'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/115922156539388070'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2006/09/litalia.html' title='L&apos;Italia...'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-115900495551960812</id><published>2006-09-23T11:18:00.000+02:00</published><updated>2006-09-23T11:55:54.296+02:00</updated><title type='text'>The Stone Roses (For Dummies)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://rateyourmusic.com/images/one?id=79292&amp;size=f"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 249px;" src="http://rateyourmusic.com/images/one?id=79292&amp;amp;size=f" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Continua la sequenza di compilation "introduttive" a questo o quell'altro gruppo. Ovviamente mi occupo solo di gruppi che adoro e conosco a fondo, e oggi tocca agli Stone Roses. Siccome sono meno noti di Peter Gabriel, forse richiedono una presentazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Manchster, fine anni '80. Sta per esplodere l'era dell'acid house, la seconda "summer of love". L'Haçienda è una delle discoteche più importanti dell'Inghilterra, i New Order imperano e tante band alle prime armi iniziano a ibridare i suoni della house e il rock, che sia il punk o il merseybeat dei genitori. Gli Stone Roses di Ian Brown e John Squire si erano formati nel 1984, ma le prime registrazioni sono dell'anno dopo. Pezzi ancora acerbi, quasi dark-punk, che sembrano preludere a tutto fuorché ai futuri sviluppi del loro sound. Sviluppi che non tardano a farsi vedere, perché nell'87 viene pubblicato il singolo "Sally Cinnamon", che mostra un cambiamento radicale: nessuna traccia della ruvidezza e dell'inquietudine di qualche anno prima, a farla da padrone sono la chitarra, distorta ma reminescente Byrds e una melodia limpida, immediata eppure in qualche modo malinconica, stanca. Da lì solo allori (e successo) per qualche anno: il gruppo si pone (o viene posto) alla testa di quella scena Madchester da cui nasceranno il britpop di Blur e Oasis come il big beat dei Chemical Brothers. Dance, pop e rock uniti in un'unica cosa, con la chitarra effettatissima di John Squire che cede il passo ad arpeggi solari e cristallini e il combo basso-batteria che innesta nel pop-rock dei Beatles il dinamismo della disco, del funky e della house. Il loro primo, omonimo album è il monumento di quell'epoca, e "Elephant Stone" ne è la gemma più splendente.&lt;br /&gt;Dopo un paio d'anni passati tra festival, concerti vari e sporadiche apparizioni televisive, i quattro scompaiono, per riapparire nel '94 con il secondo, attesissimo, "Second Coming". Una delusione a detta di molti, che retrocede verso un hard-rock zeppeliniano fino al midollo ("Tears" è un plagio spudorato di "Stairway to Heaven") a cui manca brillantezza e inventiva. I brani migliori sono quelli che più si distaccano da questo cliché, uno su tutti "Begging You", ovvero i Chemical Brothers ante litteram. Il disco è un mezzo flop, John Squire è ormai fritto dalle droghe più disparate e il gruppo si scioglie, ognuno per la sua strada. Brutta fine per una band indimenticabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella compila ho inserito, oltre a molte canzoni del primo album, anche varie "chicche" prese dalle tre raccolte di singoli, b-side, demo e rarità assortite che, in assenza di materiale nuovo, la casa discografica ha pensato bene di pubblicare. Credo davvero sia il meglio del meglio della band, e un ritratto abbastanza fedele, rappresentativo e soprattutto godibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. So Young (da "Garage Flower")&lt;br /&gt;2. Tradjic Roundabout (da "Garage Flower")&lt;br /&gt;3. I Wanna be Adored (da "Garage Flower")&lt;br /&gt;4. Sally Cinnamon (da "The Complete Stone Roses")&lt;br /&gt;5. Elephant Stone (da "Turns into Stone")&lt;br /&gt;6. The Hardest Thing in the World (da "Turns into Stone")&lt;br /&gt;7. Made of Stone (da "The Stone Roses")&lt;br /&gt;8. Going Down ("Turns into Stone")&lt;br /&gt;9. She Bangs the Drums (da "The Stone Roses")&lt;br /&gt;10. Mersey Paradise (da "Turns into Stone")&lt;br /&gt;11. I Wanna be Adored (da "The Stone Roses")&lt;br /&gt;12. (Song for My) Sugar Spun Sister (da "The Stone Roses)&lt;br /&gt;13. This is the One (da "The Stone Roses")&lt;br /&gt;14. I am the Resurrection (da "The Stone Roses")&lt;br /&gt;15. Fools Gold (da "Turns into Stone")&lt;br /&gt;16. What the World is Waiting For (da "The Complete Stone Roses")&lt;br /&gt;17. Begging You (da "Second Coming")&lt;br /&gt;18. Tightrope (da "Second Coming")&lt;br /&gt;19. Tears (da "Second Coming")&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://rapidshare.de/files/34127538/The_Stone_Roses.rar.html"&gt;The Stone Roses.rar&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-115900495551960812?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/115900495551960812/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=115900495551960812' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/115900495551960812'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/115900495551960812'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2006/09/stone-roses-for-dummies.html' title='The Stone Roses (For Dummies)'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-115899889774353440</id><published>2006-09-23T09:47:00.000+02:00</published><updated>2006-09-23T10:08:17.753+02:00</updated><title type='text'>Un film, ogni tanto...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.ibs.it/vjack/z95/8010312041495.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: right; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.ibs.it/vjack/z95/8010312041495.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;"Interiors", di Woody Allen, è un capolavoro. Uno di quei film in cui non succede niente, ma a cui fa ugualmente fatica a star dietro. Sorprende la quantità di personaggi: otto. E basta, in tutto il film si vedono solo loro. Di questi, una buona metà è essenzialmente tappezzeria, visto che il film si concentra principalmente su due delle sorelle ritratte sulla locandina e sulla madre, lasciando agli altri il ruolo di "variabili aggiuntive" del sistema.&lt;br /&gt;L'analisi psicologica e relazionale è attenta, profonda e ottimamente costruita. L'ora e mezza di film è sostanzialmente riempita da dialoghi, ma ancor più delle parole colpiscono i silenzi. Le cose non dette, le opinioni e i disagi tenuti per sé, quelli raccontati a un confidente in un modo e nascosti, negati al diretto interessato. Woody Allen mette ancora una volta in scena le sue paranoie e idiosincrasie, ma lo fa creando dei personaggi a tutto tondo, di cui puoi percepire la personalità. E' di gran lunga il suo film più "serio".&lt;br /&gt;L'aspetto visivo rappresenta un elemento assolutamente fondamentale. Quasi tutto il film è girato al chiuso, in casa (negli "Interni"). Le poche scene all'aperto sono dominate dal cielo coperto e da una spiaggia vuota sull'oceano in burrasca. I colori sono tutti tra i grigi, i beige e le terre (nessuna eccezione se non per i vestiti della sposa del padre). Ne risultano scene e personaggi claustrofobici, freddi (freddissimi!) e, più che malinconici, senza possibilità di comunicare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo, con questo, di aver visto tutti i film di Woody Allen. Questo, ovviamente, non vuol dire che me li ricordi: alcuni li ho visti a sei anni o poco più! Visto che li ho in DVD, proseguirò nell'opera di riscoperta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-115899889774353440?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/115899889774353440/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=115899889774353440' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/115899889774353440'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/115899889774353440'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2006/09/un-film-ogni-tanto.html' title='Un film, ogni tanto...'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-115892377327529623</id><published>2006-09-22T12:56:00.000+02:00</published><updated>2006-09-22T17:11:35.416+02:00</updated><title type='text'>Ascolti della settimana (15-22 settembre)</title><content type='html'>Solo musica un'altra volta, e chiedo scusa, ma non è che abbia fatto molto altro se non studiare (in modalità negro), questa settimana. In compenso ho trovato un bel po' di dischi fighi, che mi hanno sorpreso e probabilmente mi spingeranno a esplorare nuovi settori e a rispolverarne di vecchi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.progarchives.com/progressive_rock_discography_covers/688/cover_139152622005.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.progarchives.com/progressive_rock_discography_covers/688/cover_139152622005.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Supersister: Present from Nancy&lt;/span&gt; (1970) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7,5/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Come sia possibile che questi olandesi, nel 1970, abbiano pubblicato un album che trasuda Canterbury da ogni poro mi risulta del tutto oscuro. I primi dischi a canonizzare lo stile sono proprio di quell'anno, ed è davvero bizzarro che, tutto sommato indipendentemente (anche se certo avranno ascoltato i primi Soft Machine, il primo disco dei Caravan, Kevin Ayers), i Supersister siano arrivati a risultati così simili. E altrettanto validi, fantasiosi e personali: i Supersister si collocano nella vena del jazz-rock strumentale, con sperimentazioni free-form vicine a quelle degli Egg, senza però mai perdere di vista l'impatto melodico. Basso iper-saturo alla Hugh Hopper, metri improbabili e stranianti e le tastiere che assumono un ruolo di tutto rispetto in un genere che solitamente le pone in secondo piano. Sound impeccabile, dinamico e vitale, brani estremamente a fuoco e un po' di quella sano spirito stralunato e giocoso della psichedelia inglese. Piacevolissimo, e anche qualcosa di più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Shadowfax: Watercourse Way&lt;/span&gt; (1976) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://mitkadem3.homestead.com/files/atoll_laraignee_mal.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://mitkadem3.homestead.com/files/atoll_laraignee_mal.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Atoll: L'Araignée-Mal&lt;/span&gt; (1975) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;8/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Dopo un primo album ancora ingenuo, mal prodotto e ancorato agli standard, i francesi &lt;b&gt;Atoll&lt;/b&gt; pubblicano nel 1975 un capolavoro del tutto inatteso. Nell'anno che intercorre tra i due lavori, devono aver consumato i dischi della Mahavishnu Orchestra, perche' il loro progressive sinfonico si e' magicamente tramutato in una macchina jazz-rock dalla carica propulsiva devastante. Alle atmosfere e le melodie tipiche del progressive di derivazione genesisiana si fondono dunque jam furiose di chitarra e violino, possenti groove di basso, tastiere assolutamente funky e una batteria incontenibile ed ipercinetica. Mossa azzardata e potenzialmente pericolosa, ma il risultato e' sorprendente e evita del tutto la pomposita' e l'autoreferenzialita' che una formula del genere sembrerebbe destinata a portare con se. Spicca la suite "L'Araignée-Mal", ma ancora più strepitosa è la versione live (forse una bonus track) di "Cazotte no. 1", con fiati free e travolgenti vortici di improvvisazione. Davvero uno dei migliori dischi progressive che abbia sentito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Jon Hasell &amp; Brian Eno: Fourth World Volume 1: Possibile Musics &lt;/span&gt;(1980)  &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.gutsofdarkness.com/pochettes/507_1451.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.gutsofdarkness.com/pochettes/507_1451.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Brian Eno &amp; David Byrne: My Life in the Bush of Ghosts&lt;/span&gt; (1981) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;9/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Mai amati più di tanto i Talking Heads, ma in questo disco tutto quello che riesco ad apprezzare di loro è portato all'ennesima potenza. Tra groove di basso iper-funkeggianti, loop ritmici, sample vocali e onnipresenti accenti etnici Byrne e Eno tiran fuori davvero il meglio della loro arte. E in "Regiment" ci si mette pure il buon Fripp... Sarà un disco fondamentale, pietra d'angolo della world music e tutto quanto, ma è soprattutto una raccolta coesissima di pezzi affascinanti, coinvolgenti e meravigliosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drh100/h116/h11643xo5ff.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drh100/h116/h11643xo5ff.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Jackie-O Motherfucker: Flags of the Sacred Harp&lt;/span&gt; (2005) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ho scaricato anche altri loro dischi, che non ho ancora sentito, ma questo mi è piaciuto assai e lo sto ascoltando da due settimane. Mi ricorda molto i Godspeed You Black Emperor!, e mi pare di capire che in qualche modo le due formazioni siano legate. Folk dilatato, svuotato, trasformato nella descrizione di malinconiche giornate di pioggia passate a guardar fuori dalla finestra e perdersi via col pensiero. E i deliri psichedelico/rumoristi in cui i brani indulgono sono la colonna sonora perfetta per questi trip autunnali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; Isis: In the Absence of Truth&lt;/span&gt; (2006) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.indieworkshop.com/album_covers/kayodot2.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.indieworkshop.com/album_covers/kayodot2.gif" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Kayo Dot: Choirs of the Eye&lt;/span&gt; (2001) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;8,5/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;L'ultimo "Dowsing Anemone with Copper Tongue" è un gran bel disco, "Leaving Your Body Map" è ottimo, ma questo "Choirs of the Eye" è proprio un capolavoro. Volendo fare uno di quei bei paragoni che lasciano il tempo che trovano, dirò che è così che avrebbero suonato i Talk Talk se avessero fatto metal. "Metal" per modo di dire, poi, visto che qua è tutto talmente dilatato e arricchito di tessiture che le (rare) possenti schitarrate suonano al rallentatore, e il growl sussurrato prende un aspetto mai così umano. Pezzi suggestivi, carichi di costernazione, del tutto privi di struttura. Bene o male è post-rock (post-metal) ma in maniera del tutto originale anche rispetto agli altri artisti che abbiano fuso sonorità pesanti e dilatazioni "post". "&lt;i&gt;Before you play two notes learn how to play one note - and don't play one note unless you've got a reason to play it&lt;/i&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drg700/g765/g76581hxdrb.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drg700/g765/g76581hxdrb.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Time of Orchids: Sarcast While&lt;/span&gt; (2005) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Una delle cose più strampalate che mi sia mai capitato di ascoltare. Per mesi e decine di ascolti mi è sembrato qualcosa di totalmente sconnesso: spazzcore suonato con la chitarra acustica (con l'ampli al massimo per far "sgranare" il suono), dissonanze, synth e cori eterei, melodie e arpeggi da Genesis o Yes, onnipresenti echi dei primi King Crimson. Ora, pian piano, inizio ad abituarmici, a intuirne e comprenderne la struttura. Probabilmente uno dei pochi dischi davvero "progressive rock" di questi anni, e sicuramente appartenente alla categoria di album il cui interesse risiede già nel "percorso di avvicinamento" che richiedono. Originalissimo e impenetrabile.&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.ethereaonline.com/products_showmedia.asp?fName=LgPicture&amp;ProductID=118"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.ethereaonline.com/products_showmedia.asp?fName=LgPicture&amp;ProductID=118" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;A Certain Ratio: To Each...&lt;/span&gt; (1981) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;8,5/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Andavo alla ricerca degli ispiratori del sound chitarristico tanto in voga tra Bloc Party e amici, e mi sono imbattuto in questo disco clamoroso che mi ha lasciato folgorato. In un ibrido irrancidito tra Pop Group, Joy Division e Tuxedomoon, basso funk, ritmi dispari e meccanici, litanie alla Ian Curtis e fraseggi trombettistici free creano atmosfere da olocausto post-atomico, più industriali dell'industrial, più dark del dark. E con un "tiro" ritmico assolutamente irresistibile. Dritto tra i miei preferiti della sua decade.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gang of Four: Entertainment!&lt;/span&gt; (1979) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;8/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Orange Juice: The Glasgow School&lt;/span&gt; (compilation, 2005) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7,5/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;The Complete Stone Roses&lt;/span&gt; (compilation, 1995) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7/10&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-115892377327529623?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/115892377327529623/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=115892377327529623' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/115892377327529623'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/115892377327529623'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2006/09/ascolti-della-settimana-15-22.html' title='Ascolti della settimana (15-22 settembre)'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-115867080367751001</id><published>2006-09-19T14:31:00.000+02:00</published><updated>2006-09-19T15:04:11.053+02:00</updated><title type='text'>Pietro Gabriele for Dummies</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.nealhamilton.com/images/gallery/Peter-Gabriel.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: right; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.nealhamilton.com/images/gallery/Peter-Gabriel.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Su Ondarock è saltato fuori un thread carino, che invita a scegliere un artista a cui si tiene molto e a cercare di realizzarne una compilation rappresentativa del percorso artistico, una sorta di "introduzione" alla sua musica. Tutto questo stando negli 80 minuti di un CD.&lt;br /&gt;Ci sto provando con vari gruppi, per intanto posto quella dedicata a Peter Gabriel:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Solsbury Hill&lt;br /&gt;2. Here Comes the Flood&lt;br /&gt;3. White Shadow&lt;br /&gt;4. Mother of Violence&lt;br /&gt;5. I Don't Remember&lt;br /&gt;6. Games without Frontiers&lt;br /&gt;7. Intruder&lt;br /&gt;8. The Family and the Fishing Net&lt;br /&gt;9. The Rhythm of the Heat&lt;br /&gt;10. San Jacinto&lt;br /&gt;11. Wallflower&lt;br /&gt;13. Mercy Street&lt;br /&gt;13. Red Rain&lt;br /&gt;14. Blood of Eden&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La potete trovare qui:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://rapidshare.de/files/33665568/Peter_Gabriel.rar.html"&gt;Peter_Gabriel.rar&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-115867080367751001?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/115867080367751001/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=115867080367751001' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/115867080367751001'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/115867080367751001'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2006/09/pietro-gabriele-for-dummies.html' title='Pietro Gabriele for Dummies'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-115828132194803245</id><published>2006-09-15T01:54:00.000+02:00</published><updated>2006-09-16T01:16:56.106+02:00</updated><title type='text'>Ascolti della sett... oh, beh, degli ultimi tempi</title><content type='html'>Riprendo il costume di pubblicare periodicamente le mie "playlist" con giudizi, commenti e informazioni su quello che ho ascoltato di recente. E' un po' che non lo faccio, ma non ho nessuna intenzione di fare un resoconto anche solo parziale di tutta la roba che ho sentito da più di un mese a questa parte. Mi limiterò agli ultimi giorni, sette o otto, boh.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/6400/1282/1600/34-YesClassicRed_jpg.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/6400/1282/200/34-YesClassicRed_jpg.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;In primis, ho riscoperto gli &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Yes&lt;/span&gt;. Conoscevo pochi dei loro album, giusto quelli del periodo "classico"  e ne amavo davvero soltanto due ("Close to the Edge", forse il disco che indicherei come simbolo del progressive, e "Relayer"). In questo periodo, però, avevo voglia di musica allegra, solare anzi di più ancora, di quelle canzoni che già partono radiose, ma che a un certo punto si "aprono" ulteriormente in melodie strepitose che, se non ti rincuorano quelle, c'è davvero poco da fare. Ho allora rispolverato i bravi Yes e tentato di colmare la mia lacuna, scaricando vari altri dischi, anche delle fasi meno celebrate del gruppo, e riascoltando un po' quello che già avevo. Ne è emerso che degli album che avevo continuano a piacermi molto solo i due di cui sopra, mentre ho ricevuto piacevoli sorprese anche da qualche disco successivo, cosa di cui difficilmente avrei scommesso. Insomma:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Yes: Fragile&lt;/span&gt; (1971) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Yes: Close to the Edge&lt;/span&gt; (1972) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;10/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;"And You and I" se la gioca con poche come canzone più emozionante che conosco.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Yes: Tales from Topographic Oceans&lt;/span&gt; (1972) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;4/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;'Mmazza che palle. Faccio davvero fatica ad arrivare alla fine, non solo è di una noia mortale ma anche lo stile dei singoli componenti è fuori fuoco e sottotono. Si salva qualcosa qua e là, ma è totalmente perso in un mare di inutilità lungo quattro facciate di vinile. Un disco così annacquato è difficile trovarlo, ma tutto sommato è meglio perderlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drc800/c851/c851877439w.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drc800/c851/c851877439w.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Yes: Relayer&lt;/span&gt; (1974) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Album piuttosto sottovalutato, contiene invece due dei pezzi più interessanti e riusciti della carriera del gruppo, la suite iniziale "The Gates of Delirium" e la successiva "Sound Chaser". Wakeman non c'è più e non se ne sente davvero la mancanza, visto che il tocco jazzistico dello svizzero Patrick Moraz rende il disco estremamente equilibrato, vitale e di gusto. E' anche il disco più sperimentale della band, con sezioni che sconfinano nel jazz-rock e nella fusion e momenti di autentico (ma composto) delirio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Yes: Going for the One&lt;/span&gt; (1977) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;5/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il disco in se è proprio una mezza ciofeca, sovrapprodotto e con suoni ben oltre il kitsch. La versione rimasterizzata però aggiunge numerose bonus track, prevalentemente versioni di prova dei brani finali, che si rivelano spesso superiori al risultato definitivo: pezzi più scarni, suono più ruvido e vivo, maggiore impatto. "Parallels" diventa davvero una bella canzone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drc800/c827/c827793x516.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drc800/c827/c827793x516.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Yes: Drama&lt;/span&gt; (1980) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Fuori Anderson, fuori di nuovo Wakeman, quel che resta della band recluta i due tizi dei Buggles e... Sorpresa! Ne viene fuori un bel disco progressive, lontano dal pop da classifica che si sarebbe potuto immaginare. I brani sono azzeccati, il gruppo da' il meglio di sé, il cantante imita spudoratamente Anderson ma riesce a non farlo rimpiangere. Il sound è più duro e ritmato del solito, qua e là la chitarra è in levare, il timbro delle tastiere si è un po' aggiornato. Peccato il sodalizio sia durato poco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Yes: Big Generator&lt;/span&gt; (1987) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;4,5/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;"Love Will Find a Way" è un gran bel pezzo. Sul resto stendiamo un pietoso velo.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Anderson, Bruford, Wakeman, Howe&lt;/span&gt; (1989) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;6,5/10 &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;I quattro esuli dagli Yes, in questo periodo guidati da Chris Squire e Trevor Rabin, pubblicano questo disco con Tony Levin al basso. Anderson sforna alcune delle sue migliori melodie, Bruford si diverte con la batteria elettronica e ne escono pezzi quasi synth-pop, con le tastiere assolutamente kitsch di Wakeman che per una volta fanno suonare il tutto quasi ironico. Sembra strano, ma è un bel disco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drd600/d623/d623352891t.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drd600/d623/d623352891t.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Yes: The Ladder&lt;/span&gt; (1999) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;6,5/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;L'ennesima reincarnazione degli Yes, questa volta col tastierista russo Igor Khoroshev, riscopre il progressive ma non rinuncia alle melodie immediate e accattivanti. Ancora una volta l'assenza di Wakeman giova alla band: Khoroshev più che di mettersi in mostra con assoli interminabili si preoccupa di cesellare atmosfere e rafforzare il suono, inserendo pure qualche elemento inaspettato come l'intro acid-house di "Face to Face". Pezzi forse non memorabili ma di sicura presa, i migliori "Homeworld" e "Face to Face", con quei temi che si fanno man mano più melodici che solo il miglior Jon Anderson sa creare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Assieme agli Yes è tornata anche la voglia di ascoltare un po' di sano, vecchio prog. Non di quello arzigogolato e spigoloso, ma di quello melodico, piacevolmente pop e, perché no, moderatamente epico. La rivelazione che ne ho ricavato sono stati i &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Twelfth Night&lt;/span&gt;, gruppo inglese spesso associato all'ondata neo-prog di metà anni Ottanta, ma che in realtà ha davvero poco a che spartire con i vari Marillion, Pendragon e IQ. Piuttosto, affonda le radici del suo sound nella nascente dark-wave (Cure soprattutto) ma va a ripescare il melodismo e la teatralità dei Genesis e l'espressionismo, l'angoscia esistenziale di Peter Hammill. Ne risulta una formula originalissima, che non scade mai nell'emulazione del passato ma anzi crea uno stile nuovo, affascinante e toccante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Twelfth Night: Smiling at Grief&lt;/span&gt; (1982) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;6,5/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;E' un disco sostanzialmente dark-wave, che però già mostra notevoli tensioni verso il progressive, percepibili particolarmente nei brani lunghi. Sound non molto rifinito, manca di profondità, anche se le venature funk sono pregevoli. Alcuni pezzi saranno ripresi nel disco successivo con esiti sorprendenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drf600/f603/f60332wr7xh.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drf600/f603/f60332wr7xh.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Twelfth Night: Fact and Fiction&lt;/span&gt; (1982) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;8,5/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Capolavoro. Lo conosco da poco ma già rientra nella ristretta schiera di quei dischi che mi provocano sensazioni uniche. E' la rassegnazione il sentimento che domina questo disco. La disillusione, la consapevolezza che la Fine (non so di cosa, ma ha di certo la "f" maiuscola) è già scritta e non si può fare nulla per evitarla o modificarla. Rimane solo da osservarla, quasi con meraviglia, ammirandone la bellezza perversa e mortale. Non è la disperazione, ma qualcosa di più sfuggente e multisfaccettato che trapela dalla musica e dalla prova vocale strepitosa del cantante Geoff Mann, che non ha nulla da invidiare a Peter Gabriel o Peter Hammill in fatto di carisma, personalità e capacità espressiva. Una malinconia profondissima, interrotta da fugaci schiarite, la cui unica funzione sembra essere quelle di essere rimpiante in seguito, giusto per mantenere viva la malinconia stessa.&lt;br /&gt;La musica orbita tutta attorno a questi lenti e inesorabili cambi di sfumatura, passaggi e crescendo che sfociano nelle già citate "aperture", prese in prestito dagli Yes ma in qualche modo precorritrici di quelle di Godspeed You Black Emperor! e Explosions in the Sky. Perno del sound, oltre alla voce, tanto versatile quanto carica e vibrante, sono le tastiere e il basso, il cui ruolo è però mediato non dal progressive ma dalla dark-wave. Così i tappeti di synth sono il tessuto stesso delle atmosfere, e sono le variazioni nei loro ricami a stabilire la direzione in cui andrà la musica: quasi sempre eterei, soffusi, talvolta senza modificare timbro iniziano a ricamare un tema in maggiore, e immediatamente inizia ad aleggiare un po' di speranza in mezzo a tanta desolazione. Il basso è invece sempre pulsante, rotondo e prominente, è lui a tenere il filo melodico dei pezzi, relegando la chitarra al compito di rifinire il tutto con delicati arpeggi aperti, salvo poi permettere un'inversione dei ruoli in occasione dei brevi e intensissimi assoli.&lt;br /&gt;"We Are Sane", "Human being", "Fact and Fiction", "The Poet Sniffs a Flower", "Creepshow": canzoni memorabili che ogni amante del rock, progressivo o meno, dovrebbe ascoltare almeno una volta per poi restarne definitivamente stregato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Twelfth Night: Live and Let Live&lt;/span&gt; (1984) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;6/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nuovi e vecchi ascolti anche sul fronte "matematico": ho ascoltato qualche disco di quest'anno, con particolare attenzione all'Italia, ricevendone anche piacevoli sorprese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drh100/h178/h17831lpzf2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drh100/h178/h17831lpzf2.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Muddy World: Finery of the Storm&lt;/span&gt; (2006) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;8/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Questo disco sembra essere noto solo al popolo degli Ondarocker, almeno su rateyourmusic. Mi compiaccio di farne parte, perché questa è davvero una gemma di rara classe. Disco non solo originale nella sua fusione di math-rock, jazz-rock e suggestioni world, ma soprattutto piacevolissimo, delicato e caldo nonostante tutti gli spigoli che caratterizzano il genere, che solitamente trae parte del suo fascino proprio dalla freddezza che trasmette.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sedia: The Even Times&lt;/span&gt; (2006) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;6,5/10&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/6400/1282/1600/caboto_hidden_cdcover.png"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/6400/1282/200/caboto_hidden_cdcover.png" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Caboto: Hidden or Just Gone&lt;/span&gt; (2006) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7,5/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Anche per questi, bolognesi, ringrazio Ondarock. Si potrebbero citare tanti nomi che molto probabilmente sono stati di spunto per la loro musica: Tortoise, June of '44, Gastr del Sol e, non ultimi, King Crimson e Soft Machine. Il risultato, però, è personalissimo e non può essere descritto con uno sterile elenco di nomi. "Hidden or Just Gone" è un disco vario, che alterna pezzi tenui, jazzati, a delirii sferraglianti, possenti groove di basso, fiati, wah-wah, tastiere cristalline, armonie orientali. Se capitano dal vivo in zona non me li lascio sfuggire.&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Splatterpink: #3&lt;/span&gt; (2001) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Bolognesi anche loro, praticamente introvabili sul p2p (mi son dovuto accontentare di mp3 a 128 kbps), gli Splatterpink assomigliano a una versione decisamente incazzata degli Zu. Basso poderosissimo, scimitarrate funk su cui si innesta un drumming violento e ipercinetico degno dei capiscuola NoMeansNo. Voce raschiante la cui funzione sembra quella di sporcare, infangare ulteriormente la musica, già scurita dagli scomposti fraseggi blues di sax e dalla chitarra, mixata bassa ma sempre ruvida e metallica. Maledizione, perché non riesco a trovare altro!?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/6400/1282/1600/22595.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/6400/1282/200/22595.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Off Minor: The Heat Death of the Universe&lt;/span&gt; (2002) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Tre quinti dei Saetia, pionieri dello screamo, fondano nel 1999 gli Off Minor, per incanalare tutta la carica emotiva e la violenza della formazione in schemi al contempo più rigidi e più liberi. Più rigidi, perché le lame affilate della musica dei Saetia si trasformano in riff obliqui e geometrici, in pieno territorio math-rock con tutto ciò che l'epiteto comporta. Più liberi, perché l'approccio si avvicina al free-jazz, alla rabbia adolescenziale si sostituisce la lucida efferatezza degli Shellac, gli accordi si arricchiscono di sfumature e colori, settime, quinte. L'approdo "intellettuale" dello screamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul versante metallico poca roba, non è il periodo. Ancora non mi pronuncio sull'ultimo degli Isis e sui Red Sparowes, ma ho ascoltato abbastanza questi due:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/6400/1282/1600/fish14.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/6400/1282/200/fish14.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Isis &amp; Aereogramme: In the Fishtank 14&lt;/span&gt; (2006) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Da quel che ho capito dando un'occhiata ai nomi coinvolti negli altri tredici capitoli della collana "In the Fishtank", l'idea fondante sembra quella di imbastire collaborazioni improbabili in area post-rock. Non so come siano gli altri dischi, ma se sono al livello di questo dovrò decisamente ascoltarne qualcuno. Il post-sludge degli Isis è ormai viratissimo verso il post-rock di scuola Mogwai/GYBE!/Eits, la pesantezza e la catarsi metallica si fa sempre più sapientemente dosata, posta all'apice di lenti e inarrestabili crescendo strumentali fatti di mutamenti atmosferici, nubi che si addensano e oscurano monti e valli sottostanti. L'impatto emotivo è fortissimo - "come al solito" si potrebbe dire - ma questa volta è il ruggito di Aaron Turner a devastare l'anima, ma il cantato pulito, quasi un belato, del cantante degli Aereogramme. L'effetto creato è molto diverso, la dimensione catartica scompare quasi del tutto (salvo essere concentrata nei quattro minuti di "Delial") e al suo posto si scopre l'insicurezza e l'impotenza, la sensazione di camminare perennemente sul ciglio di un burrone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Mastodon: Blood Mountain&lt;/span&gt; (2006) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;6,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Niente da fare, "Blood Mountain" è una delusione. Un pezzo eccezionale ("Sleeping Giant")  e tanti altri piuttosto belli, non così gratuitamente tecnici come si è detto ma certo meno carichi, fulminanti di quelli del capolavoro "Leviathan". Il disco non è che sia male, anche se non "fila" molto e nel complesso suona parecchio fuori fuoco, ma mi aspettavo molto, molto di più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi è piaciuto tanto l'ultimo di Squarepusher, invece, che mi sembra metta finalmente a fuoco le idee abbozzate senza troppa chiarezza nel precedente "Ultravisitor". Ritmi spastici, epilettici, melodie da videogioco, basso e batteria all'insegna della fusion più sborona e synth ambient. E' un po' una tamarrata, ma gli è venuta proprio bene e si piazza dritta dritta tra i miei preferiti di quest'anno.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Squarepusher: Hello Everything&lt;/span&gt; (2006) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;8/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho poi riascoltato con più attenzione i due dischi nati dalla collaborazione live tra Four Tet e il batterista Steve Reid. Il secondo, in particolare, non invasivo ma stuzzicante e con lo strano potere di favorire la concentrazione, è perfetto per queste giornate di studio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Kieran Hebden &amp; Steve Reid: The Exchange Session, Vol. 1&lt;/span&gt; (2006) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;6,5/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Kieran Hebden &amp; Steve Reid: The Exchange Session, Vol. 2&lt;/span&gt; (2006) &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine, in una delle mie ormai consuete peregrinazioni attraverso wikipedia, mi sono informato sulle concelebrate e perclarissime (!) &lt;span style="font-style: italic;"&gt;trifonie della mongolia orientale&lt;/span&gt; e ho scaricato una bella compilation, edita da World Network, in cui sono raccolti pezzi di numerosi artisti della repubblica russa di Tuva, che a quanto pare è la patria di gorgheggi, litanie e gargarismi di ogni tipo. Quel che mi ha lasciato piacevolmente sorpreso è che la maggior parte dei pezzi, oltre a &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/6400/1282/1600/21_tuva_cover.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/6400/1282/200/21_tuva_cover.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;essere assolutamente strabiliante sul piano tecnico-vocale - uno si domanda di continuo "e questo come diavolo fa a farlo?" - mi risulta pure gradevole nonostante l'orecchio poco allenato e la distanza culturale prima che geografica. Non sto a dare un voto, non saprei come valutare, ma ne consiglio senza dubbio l'ascolto, anche solo per restare ammutoliti di fronte alle incredibili potenzialità della voce umana.&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Tuvinian Musicians: Chöömej - Throat Singing From The Center Of Asia&lt;/span&gt; (1999)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-115828132194803245?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/115828132194803245/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=115828132194803245' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/115828132194803245'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/115828132194803245'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2006/09/ascolti-della-sett-oh-beh-degli-ultimi.html' title='Ascolti della sett... oh, beh, degli ultimi tempi'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-115771079940014246</id><published>2006-09-08T12:19:00.000+02:00</published><updated>2006-09-08T12:19:59.410+02:00</updated><title type='text'>Dio c'è</title><content type='html'>Sisì, lui, il negro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-115771079940014246?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/115771079940014246/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=115771079940014246' title='7 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/115771079940014246'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/115771079940014246'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2006/09/dio-c.html' title='Dio c&apos;è'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-115767107904761741</id><published>2006-09-08T01:02:00.000+02:00</published><updated>2006-09-08T01:17:59.063+02:00</updated><title type='text'>Parano'</title><content type='html'>E' un periodo di merda. No, lo so che lo dico sempre, ma questo e' proprio un periodo di merda. Ho la sensazione che tutto stia per crollarmi addosso e che in parte lo stia gia' facendo. Mi son reso conto che avrei dovuto fare una serie di cose, non le ho fatte e ora verranno a portare il conto. Letteralmente. Come le valanghe, partono piccole e se non ci stai attento si ingigantiscono lentamente. E arriveranno tutte assieme, perche' le disgrazie non vengono mai da sole.&lt;br /&gt;Ok, e' un periodo di merda soprattutto perche' mi sto imparanoiando per tutto quello per cui mi sarei dovuto imparanoiare prima. Ma questa volta non sono paranoie assurde, no, sono concretissime porca eva. E sono pure nei cazzi con l'uni, porca eva. E' uno di quei periodi che vorrei saltare a pie' pari, via, e' andata come e' andata e non ci si pensa piu'. Non riesco manco a concentrarmi perche' sono ossessionato dalle mille pare - ripeto, non sono cagate esistenziali, sono soldi spesi, soldi da spendere, da aver speso e simili. E un esame che *devo* riuscire a rinviare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per fortuna, pero', stasera qualcosa e' riuscito a farmi dimenticare tutto questo per un'oretta. Stefano Benni che legge suoi racconti e poesiole accompagnato da Gianluigi Trovesi (sax, clarinetto) e Paolo Damiani (violoncello). I primi due gia' li conoscevo e amavo, il terzo e' stato una bella scoperta. Benni e' uno dei rare eccezzione alla regola non scritta che vuole che l'autore di un testo sia un cane quando si tratta di recitarlo: tante cose le avevo gia' lette, ma raccontate da lui han fatto tutto un altro effetto. Non solo fa crepare dal ridere, ma sa come creare un'atmosfera con l'intonazione della voce, catapultarti in una scena, in una citta' o in un locale. E, tra un'assurdita' e l'altra, ti infila quella sottile vena di malinconia che, non si sa come, ti fa sentire un cretino ad applaudirlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vabbe'. Comunque dio e' un negro, lo dice anche Benni. Un negro col cappello. E la tromba.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-115767107904761741?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/115767107904761741/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=115767107904761741' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/115767107904761741'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/115767107904761741'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2006/09/parano.html' title='Parano&apos;'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-115705847497213559</id><published>2006-08-31T23:04:00.000+02:00</published><updated>2006-08-31T23:07:54.983+02:00</updated><title type='text'>No, ora</title><content type='html'>Crimsoniani o no, vi sparate questo video, del periodo Discipline. Belew vestito da cane di lusso e Fripp coi capelli corti, senza barba e che sorride. E' un fake, per forza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="350" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/tZbOdgevxDE"&gt;&lt;div id="adblock-frame-n94" adblockframe="true" style="margin: 0px; padding: 0px; overflow: visible; width: 425px; display: block;"&gt;&lt;div style="overflow: visible; height: 0px; width: 100%;" align="right"&gt;&lt;div  style="border-style: ridge ridge none; border-width: 2px 2px 0px; padding: 1px; overflow: visible; vertical-align: bottom; -moz-border-radius-topleft: 10px; -moz-border-radius-topright: 10px; opacity: 0.5; top: -19px; left: -5px; z-index: 900; width: 48px; height: 15px; cursor: pointer;color:white;" align="center"&gt;&lt;span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: 140%; text-align: right; text-decoration: none; opacity: 1.5;font-family:Arial,Helvetica,Sans-serif;font-size:12;color:black;"   &gt;Adblock&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;embed adblockframename="adblock-frame-n94" adblockframedobject2="true" adblockframedobject="true" src="http://www.youtube.com/v/tZbOdgevxDE" type="application/x-shockwave-flash" height="350" width="425"&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-115705847497213559?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/115705847497213559/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=115705847497213559' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/115705847497213559'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/115705847497213559'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2006/08/no-ora.html' title='No, ora'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-115697929190950670</id><published>2006-08-31T00:15:00.000+02:00</published><updated>2006-08-31T01:08:11.953+02:00</updated><title type='text'>Well, I'm Back</title><content type='html'>Ok, mi arrendo, scrivo. Non è che qualcuno mi obblighi, eh, nessuno di fisico almeno, in carne ed ossa. Però c'è quella vocina - chiamatela "schizofrenia", ma io trovo più rassicurante spacciarmela per "coscienza" - che mi dice che, insomma, sono stato via venti giorni senza far saper niente e due paroline sul viaggio, sulla Francia, sul ritorno alla normalità, sulla politica internazionale, sull'impressionante accelerazione dei processi di de-urbanizzazione della transumanza, beh, dovrei scriverle.&lt;br /&gt;E invece no, perché c'è troppo da dire e la sbatta scarseggia. Dopo tutto la vocina - sempre la stessa - mi ha garantito che "moralmente" mi posso considerare in vacanza fino al primo settembre, escluso. E allora via di pippone paranoico, ma frego tutti (ma tutti chi?*) perché è nato durante il viaggio di ritorno, sul treno tra Milano e Bergamo. Quindi in un certo qual modo del viaggio ne parlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da questo momento tutti i lettori in fase universitaria più o meno avanzata andranno avanti a leggere a loro rischio e pericolo. C'è un'elevata possibilità di contagio della paranoia.&lt;br /&gt;Fino al liceo, di scelte tutto sommato se ne fanno poche. Di scelte grosse, intendo, di quelle che ti condizioneranno tutta la vita a seguire. Se si fanno, si fanno inconsapevolmente, ci si ritrova dentro: la scuola, gli amici, le passioni, sono cose che capitano, entusiasmano e segnano senza che ci si renda conto della "strada" che inevitabilmente finiscono per segnare. Ricordo ancora quell'inebriante sensazione di libertà, quasi di onnipotenza, del periodo degli esami di maturità e dell'estate immediatamente successiva. Basta obblighi, la vita è tua e puoi farne quel che vuoi. Adulto, con quella piacevole illusione di indipendenza che si traduce nell'andare in vacanza per i fatti tuoi, sì, ma coi soldi dei tuoi genitori, l'università è un mondo nuovo e tutto da scoprire, ma c'è tempo, inizia a ottobre e per intanto si può tranquillamente non pensarci.&lt;br /&gt;Poi l'estate finisce, ti trovi catapultato in un universo fatto di novità che sono permutazioni di cose vecchie, ma chi se ne accorge, finalmente è la tua strada, quella che ti sei scelto tu, e sei libero di percorrerla o di mandarla a quel paese. O almeno è quello che credi, fatto fesso dal semplice fatto di poter saltar le lezioni e dare gli esami al secondo appello (o, per chi ha meno restrizioni di me, non darli proprio). Sì, alla fine della fiera non è che sia tutto rose e fiori, dare gli esami è un gran pacco, non avere più la vita pre-compilata dalle maglie strette di verifiche, interrogazioni, impegni vari, corsi, riunioni, sarà anche la prova della libertà conseguita ma porta con se sbattimenti considerevoli. Ne vale la pena però, no?&lt;br /&gt;E passati due anni ti trovi ancora una volta a guardati indietro, a notare che tutto è cambiato ma per modo di dire, in realtà si è fatto solo più complicato andare avanti, perché se prima la vita era una strada bella larga, con tanto di guard-rail che ti impedivano di uscirne fuori in caso di sbandate, ora è più che altro un sentierino mezzo nascosto, e bisogna continuamente fermarsi a ricontrollare la carta. Passati due anni, una volta guardatoti indietro e autocommiseratoti a dovere, fiero dei tuoi paragoni da poeta della Manuzio (chi ha orecchie per intendere...), ti capita di guardarti anche attorno, a lato, magari pure davanti, che dopotutto è avanti che dovresti andare, no? E allora ecco che, mettendo assieme i pezzi, osservando un po' meglio quel "sentierino mezzo nascosto" che ti stai lasciando alle spalle ti rendi conto di come stanno davvero le cose: quella che stai creandoti tanto alacremente e diligentemente è una bella, capiente e conforevole &lt;span style="font-style: italic;"&gt;gabbia&lt;/span&gt;. Capiente e confortevole per ora, ma a ogni passo che fai si fa più stretta, con ogni esame che scegli, con ogni esperienza che fai, con ogni persona che conosci il tuo futuro si fa sempre meno abbozzato e drammaticamente più vicino a una statuetta ben levigata, pronta per essere venduta sulle bancarelle. No no, non me ne frega nulla nulla di quest'ultimo punto, non mi ci presterò, piuttosto butto nel cesso la mia (futura) laurea in matematica ma a occuparmi degli algoritmi di ottimizzazione dei sarcazzi della ditta di turno, quale che sia, non ci vado. E' che non c'è solo questo, non c'è solo il "sistema bastardo multinazionale del terrore che ti ingabbia ti vende, McDonalds la Microsoft e ora anche Google ci ha traditi".&lt;br /&gt;Ho scelto di studiare matematica per fregarmene di quello che avrei fatto dopo ancora per un po', una decisione per rimandarne un'altra insomma. Ma, se non la prendi tu, la decisione la prende il tempo al posto tuo. E non solo sul lavoro, ma sul chi essere in generale, sul cosa sapere, sulla gente che si frequenta e su quello che piace fare. Eccoti quindi di fronte a un bivio che è un'inculata paurosa in qualsiasi caso: o ti costruisci la gabbia di tua spontanea volontà, scegliendoti la qualità delle sbarre (che saranno comunque tanto più fitte quanto meno saranno resistenti), l'ubicazione della ciotola del cibo e il colore della ruota per criceti, o lasci che si faccia da sola, liberandoti dalle preoccupazioni momentanee per poi presentarti il conto a casa, con acclusa lettera prestampata di congratulazioni e minacce di ripercussioni legali in caso di mancato pagamento celate dietro eufemismi e giri di parole. Nel primo caso, hai sprecato un po' della tua "libertà" per costruirti una gabbia da cui comunque non puoi scappare e che ti verrà lo stesso a noia, forse anche prima perché manco c'è la sorpresa di scoprire com'è fatta. Nel secondo, dopo aver perso tempo senza concludere nulla, ti ritrovi rinchiuso nella più standardizzata delle gabbiette per criceti o pappagallini, con la gente fuori che guarda e ti da da mangiare in cambio di un giro sulla ruotina o un paio di cinguettii.&lt;br /&gt;Ovviamente si tratta di prendere una decisione, almeno per sapere di che morte morire. Altrettanto ovviamente, non so che pesci pigliare, propendo per la prima ma mi rendo conto di essere ben avviato sulla seconda. Cambiare strada comporterebbe ulteriori sbattimenti, ma si sa mai che sia l'occasione per infilare qualche falla nell'allegra trappola per topi.&lt;br /&gt;Ancora una volta chiudo con una canzone, che forse non calza troppo ma, durante questo viaggio, nei momenti in cui mi son trovato solo a riflettere, mi è spesso tornata in mente:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Francesco Guccini: Due Anni Dopo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;" class="testo"&gt;Visioni e frasi spezzettate si affacciano di nuovo alla mia mente,&lt;br /&gt;l'inverno e il freddo le han portate, o son cattivi sogni solamente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mattino verrà e ti porterà &lt;br /&gt;le silouhettes consuete di parvenze; &lt;br /&gt;poi ti sveglierai e ricercherai &lt;br /&gt;di desideri fragili esistenze... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo specchio vede un viso noto, ma hai sempre quella solita paura &lt;br /&gt;che un giorno ti rifletta il vuoto oppure che svanisca la figura. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ancora non sai se vero tu sei&lt;br /&gt;o immagine da specchi raddoppiata; &lt;br /&gt;nei giorni che avrai però cercherai &lt;br /&gt;l'immagine dai sogni seminata... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'inverno ha steso le sue mani e nelle strade sfugge ciò che sento. &lt;br /&gt;Son trine bianche e neri rami che cambiano contorno ogni momento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ancora non sai come potrai &lt;br /&gt;trovare lungo i muri un' esperienza; &lt;br /&gt;sapere vorrai, ma ti troverai &lt;br /&gt;due anni dopo al punto di partenza... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E senti ancora quelle voci di mezzi amori e mezze vite accanto; &lt;br /&gt;non sai però se sono vere o sono dentro all' anima soltanto; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;nei sogni che hai, sai che canterai &lt;br /&gt;di fiori che galleggiano sull'acqua. &lt;br /&gt;Nei giorni che avrai ti ritroverai &lt;br /&gt;due anni dopo sempre quella faccia...  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' l'una, non ho sonno e ci mancherebbe pure. I rumoricchi glitchosi dei Growing (primo ascolto ora) sono una valida colonna sonora per il consueto silenzio (ossimoro) interrotto solo dal battere dei tasti. Buonanotte, ma non sto andando a letto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* Queste locuzioni, che mi piacciono tanto, sono un po' l'equivalente dei "dieci lettori" (mi ricorderò bene il numero?) di Manzoni, solo che per lui erano di più e quindi era un ipocrita, per me no e quindi se sono ipocrita è comunque per altri motivi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-115697929190950670?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/115697929190950670/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=115697929190950670' title='4 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/115697929190950670'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/115697929190950670'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2006/08/well-im-back.html' title='Well, I&apos;m Back'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-115496003631528197</id><published>2006-08-07T12:51:00.000+02:00</published><updated>2006-08-07T17:43:46.013+02:00</updated><title type='text'>Nuova ossessione</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/6400/1282/1600/munch.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/6400/1282/320/munch.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;No, i Subsonica non c'entrano nulla. Magari c'entrassero. Peggio, peggio. La mia droga musicale del momento si chiama &lt;span style="font-style: italic;"&gt;screamo&lt;/span&gt; ed è la classica cosa che mai mi sarei immaginato di trovarmi ad ascoltare. Io che l'hardcore (punk) lo odio mi sono lentamente e inconsapevolmente invischiato in questa sua degenerazione: un gruppo qui, uno lì, pensavo fossero gruppi atipici e invece scopro che c'è tutto un genere caratterizzato da idee simili. Cantato in scream, spesso alternato a voce pulita, batteria frenetica ma abbastanza complessa da non risultarmi insopportabile come nel resto dell'hardcore, brani di media o lunga durata formati da diverse sezioni, chitarre epiche, frequenti accenni post-rock (tra Louisville, Pittsburgh e Montreal, a seconda dei gruppi), melodismo molto pronunciato, basso in risalto e continui cambi di ritmo. Sembra fatto apposta per me, e infatti lo sto adorando. Leggo in giro che nasce da quella merda che chiamano &lt;span style="font-style: italic;"&gt;emo&lt;/span&gt;, ma di elementi in comune non ne vedo tantissimi, se non nella "disperazione" esasperata e nello stile del cantato pulito. Vabbé, mi avevano spacciato per emo pure gli At the Drive-in, non dovrei più stupirmi.&lt;br /&gt;Insomma, che posso farci, ora vado in vacanza 20 giorni e spero che nel frattempo mi passi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vabbé, sparo un po' di nomi, tanto per. E pure qualche commento, anche se non è che sia l'"espertone", quindi 90% parlerò a vanvera.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Saetia&lt;/span&gt;: dalla regia mi dicono che siano gli inizatori di tutto quanto. Non so se è così e me ne frega poco, ma ascoltandoli la sensazione di aver finalmente trovato il "tassello mancante" è forte. In giro si trova solo la compilation "A Retrospective", che include il primo e unico album, pezzi live assortiti e forse anche altro. La produzione è pessima ma il disco è una bomba: tesissimo, viscerale ma al contempo lucido e studiato. Non si ha la sensazione di "violenza trattenuta" che rende grandi gruppi tipo gli Shellac, e in effetti il risultato è meno efferato e psicotico, più trascinante e a modo suo melodico. Tanti passaggi mi ricordano i June of 44, a partire dal 5/4 di Woodwell. La cosa buffa è che il batterista era inizialmente negli Interpol, prima che firmassero il contratto, eppure di somiglianze non se ne vedono proprio.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Orchid&lt;/span&gt;: ho un album solo, "&lt;span class="title"&gt;Dance Tonight, Revolution Tomorrow" e, a occhio e croce, la cosa migliore è il titolo. Se non altro è brevissimo: 10 canzoni di cui molte lunghe meno di un minuto. Sembra che anche questi siano tra i pionieri del genere, ma la loro musica è decisamente troppo hardcore per i miei gusti. In realtà malissimo non è, dove diventa iper-caotica è pure divertente, ma nulla di stupefacente paragonata ai The Mass per esempio. Il brano conclusivo, "And the Cat Turned to Smoke", dura 5 minuti e ricorda un po' gli Isis, è l'episodio migliore del disco.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Hot Cross&lt;/span&gt;: come molti altri gruppi della scena, gli Hot Cross sono formati da componenti dei Saetia riunitisi dopo lo scioglimento del gruppo. Questi sono proprio fighi. Più epici e stratificati dei Saetia, volendo pure un po' tamarri nei riff e caratterizzati dall'alternanza di scream e pulito. Qua e là si infiltra un po' di indie rock o college rock della peggior specie, ma il risultato è sempre bello ed emozionante. Le chitarre sono piuttosto pulite, la componente post-rock praticamente assente anche se i cambi di ritmo sono molto frequenti. Esaltantissimi.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Off Minor&lt;/span&gt;: altro gruppo derivato dai Saetia, ne rappresenta un po' la versione math, tra Cheval de Frise, Storm and Stress e Dillinger Escape Plan. Freddi e calcolati, intricati e difficili da seguire a causa delle continue e volute interruzioni del "flusso". Tra passaggi delicati e acustici, delirii spazzcore e grida forsennate la schizofrenia è a un passo, a rendere malati e terrificanti gli spezzettati fraseggi jazz della chitarra. E sono solo in tre eh, come facciano a fare tutto sto baccano è un mistero.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Joshua Fit for Battle&lt;/span&gt;: molto hardcore, pesanti e metallici ma anche (forse involontariamente) protesi verso il post-sludge di Neurosis, Isis e compagnia bella. Brani corti e martellanti, dominati dalla tonalità minore e dalle dissonanze, particolarmente disperati e catartici. Meno complessi di altri a livello di strutture e tecnicismi, ma nonostante la brevità i pezzi sono caratterizzati dall'alternanza di più sezioni. Meritano decisamente anche loro.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;The Blood Brothers&lt;/span&gt;: probabilmente questi non rientrano troppo nella scena ma li cito lo stesso perché tutto sommato sono un gruppo che viene dall'hardcore, hanno il cantato in scream, amano i tecnicismi, gli incastri azzardati e i cambi di tempo e, in più, li ho scoperti assieme agli altri. La vena epico-esistenziale è del tutto assente, prevale l'eclettismo e l'atteggiamento schizoide. A livello di sound sono più leggeri degli altri gruppi citati, più puliti, "indie" e con vari inserti elettronici usati più che altro per creare suonicchi di "disturbo". La musica mescola la loro matrice hardcore con gli stili più disperati, dallo ska alla musica da night club. Folli.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;The Fall of Troy&lt;/span&gt;: questo è uno dei quei gruppi che se non lo vedi non ci credi. Impossibile che tre ventunenni (chitarra-voce, basso e batteria) riescano a fare musica del genere. La si potrebbe descrivere come gli ultimi At the Drive-In in salsa screamo mischiati con Rush, Yes e Van Halen. Esibizionismo a non finire, specie nell'ultimo "Doppelganger". C'è molto ancora da limare, tra un cambio di tempo e l'altro ogni tanto ci scappa qualche tema pop-punk alla Blink 182 che fa decisamente cadere le palle, ma si direbbe proprio che da questi ci si possa aspettare un capolavoro. Incasinatissimi, all'inizio entrano massimo un paio di brani, poi pian piano iniziano a "prendere" pure gli altri, la loro è una sperimentazione abbastanza "di facciata", tutto sommato sembrano un po' i Dream Theater dell'hardcore, ma la classe è davvero sorprendente. L'EP "Gostship Demos" è meno levigato e orecchiabile, più sferragliante, ma è comunque da sentire.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;City of Caterpillar&lt;/span&gt;: band chiave per le recenti evoluzione del genere, i City of Caterpillar sposano il sound e la visceralità dei Saetia con le strutture e le atmosfere del post-rock emotivo, principalmente Mogwai ed Explosions in the Sky. L'unico album pubblicato è un disco ricco di momenti da brivido come di episodi esaltanti e iper-dinamici. La produzione purtroppo non è un granché, in particolare il missaggio penalizza un po' le parti vocali. Brani lunghi (circa una decina di minuti) si alternano a pezzi più brevi, ma in tutti la carica emotiva è devastante, anche se non tutti i momenti trascinano allo stesso modo.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;A Day in Black and White&lt;/span&gt;: sulla scia dei City of Caterpillar esce nel 2004 "My Heroes Have Always Killed Cowboys" degli A Day in Black and White, più legati alla forma-canzone ma ugualmente epici e debitori all'estetica del "crescendo". Anche qui la produzione è scadente, con i tamburi troppo in risalto, ma il coinvolgimento emotivo è abbastanza forte da far passare queste pecche in secondo piano.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Circle Takes the Square&lt;/span&gt;: il capolavoro di questo "nuovo corso" è per me "As the Roots Undo" dei Circle Takes the Square, album inizialmente parecchio ostico a causa dei continui cambi di tema e intensità. L'ibrido post-rock/screamo dei City of Caterpillar assume le tinte folk "corale" dei Godspeed You Black Emperor! e quel che ne esce è un album stupendo e emozionantissimo, capace di condurti nel giro di due minuti dalla disperazione all'estasi, coi suoi crescendo, ostinato e i suoi ritornelli ora fischiettati, ora gridati con tutti i polmoni, ora sussurrati con un filo di voce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono tanti i nomi legati alla scena che ancora devo ascoltare: Pg. 99, Mikoto, Envy (di cui ho ascolticchiato l'ultimo, che però non mi ha sbalordito), Welcome the Plague Year, Majority Rule, Ampere Thursday, gli italiani La Quiete, vari gruppi francesi, oltre a outsider come Idiot Pilot, Joan of Arc, Eden Maine e numerosi gruppi citati come precursori o importanti influenze: Portraits of the Past, Maximillian Colby, Current... Direi che per un po' ce ne ho.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-115496003631528197?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/115496003631528197/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=115496003631528197' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/115496003631528197'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/115496003631528197'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2006/08/nuova-ossessione.html' title='Nuova ossessione'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-115471185402368297</id><published>2006-08-04T18:56:00.000+02:00</published><updated>2006-08-04T19:26:03.926+02:00</updated><title type='text'>Fabrizio De André: Un Chimico</title><content type='html'>&lt;p&gt;Ci sono canzoni che, al di là di qualsiasi considerazione estetica o formale, mi rappresentano tanto da farmi sospettare di avermi segretamente plasmato. Da tanto non risentivo "Non al denaro, non all'amore, né al cielo" di De André, che è invece stato uno dei dischi più importanti per me negli anni del liceo. A qualche anno di distanza, dopo tanta acqua passata sotto ponti che si stanno rivelando sempre più inamovibili, quasi che le loro fondamenta affondassero e si estendessero in profondità giorno dopo giorno, risentire questa canzone, cantarla di nuovo, mi ha fatto molto male. Ferito nel profondo. Diavolo, questa canzone parla di me, sostituire "chimica" con "matematica" ed è il mio ritratto. E sembra così definitivo, così impossibile da cambiare. Devo forse arrendermici? Il pensiero mi provoca un brivido e un accenno di lacrime agli occhi. Questa canzone piace a tante persone, tutti si affannano a ribadire che è un capolavoro, ma vorrei vedere cosa ne penserebbero se questa canzone fosse la loro vita, se quel "cosa c'è di diverso nel vostro morire?" gli rimbombasse in testa ogni giorno, sotto questa o altre formulazioni, come una domanda per cui perdere il senno, con la costante sensazione dell'impossibilità, anche in futuro, di dargli una risposta.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Solo         la morte m’ha portato in collina&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;         un corpo fra i tanti a dar fosforo all’aria&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;         per bivacchi di fuochi che dicono fatui&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;         che non lasciano cenere, non sciolgon la brina.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;         Solo la morte m’ha portato in collina.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;         &lt;p style="font-style: italic;"&gt;Da         chimico un giorno avevo il potere&lt;br /&gt;       di sposar gli elementi e farli reagire,&lt;br /&gt;       ma gli uomini mai mi riuscì di capire&lt;br /&gt;       perché si combinassero attraverso l’amore.&lt;br /&gt;       Affidando ad un gioco la gioia e il dolore.&lt;/p&gt;         &lt;p style="font-style: italic;"&gt;Guardate         il sorriso guardate il colore&lt;br /&gt;       come giocan sul viso di chi cerca l’amore:&lt;br /&gt;       ma lo stesso sorriso lo stesso colore&lt;br /&gt;       dove sono sul viso di chi ha avuto l’amore.&lt;br /&gt;       Dove sono sul viso di chi ha avuto l’amore.&lt;/p&gt;         &lt;p style="font-style: italic;"&gt;Che         strano andarsene senza soffrire,&lt;br /&gt;       senza un volto di donna da dover ricordare.&lt;br /&gt;       Ma è forse diverso il vostro morire&lt;br /&gt;       voi che uscite all’amore che cedete all’aprile.&lt;br /&gt;       Cosa c’è di diverso nel vostro morire.&lt;/p&gt;         &lt;p style="font-style: italic;"&gt;Primavera         non bussa lei entra sicura&lt;br /&gt;       come il fumo lei penetra in ogni fessura&lt;br /&gt;       ha le labbra di carne i capelli di grano&lt;br /&gt;       che paura, che voglia che ti prenda per mano.&lt;br /&gt;       Che paura, che voglia che ti porti lontano.&lt;/p&gt;         &lt;p style="font-style: italic;"&gt;Ma         guardate l’idrogeno tacere nel mare&lt;br /&gt;       guardate l’ossigeno al suo fianco dormire:&lt;br /&gt;       soltanto una legge che io riesco a capire&lt;br /&gt;       ha potuto sposarli senza farli scoppiare.&lt;br /&gt;       Soltanto una legge che io riesco a capire.&lt;/p&gt;         &lt;p style="font-style: italic;"&gt;Fui         chimico e, no, non mi volli sposare.&lt;br /&gt;       Non sapevo con chi e chi avrei generato:&lt;br /&gt;       son morto in un esperimento sbagliato&lt;br /&gt;       proprio come gli idioti che muoion d’amore.&lt;br /&gt;       E qualcuno dirà che c’è un modo migliore.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-115471185402368297?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/115471185402368297/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=115471185402368297' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/115471185402368297'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/115471185402368297'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2006/08/fabrizio-de-andr-un-chimico.html' title='Fabrizio De André: Un Chimico'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-115373512992309466</id><published>2006-07-24T11:55:00.000+02:00</published><updated>2006-07-24T11:58:49.943+02:00</updated><title type='text'>VACANZA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.gono.com/adart/holiday/Holiday-September-1952.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://www.gono.com/adart/holiday/Holiday-September-1952.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E' l'immagine più brutta che ho trovato.&lt;br /&gt;Comunque il concetto è quello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[...]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che faccio, lascio tutto sto spazio vuoto?&lt;br /&gt;Ma sì, va', vado a sbaraccare la stanza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-115373512992309466?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/115373512992309466/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=115373512992309466' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/115373512992309466'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/115373512992309466'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2006/07/vacanza.html' title='VACANZA'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-115324897845081276</id><published>2006-07-18T20:31:00.000+02:00</published><updated>2006-07-18T20:56:18.480+02:00</updated><title type='text'>-3 -2 -1</title><content type='html'>Allora. Premetto che non ho la minima idea di cosa scrivere, ma già che sono qui in aula computer a far la guardia a una chiavetta USB (!) tanto vale butti giù qualcosa, visto che non posto da un po'.&lt;br /&gt;Non che in questo po' siano successe cose che vadano al di là dell'ordinaria amministrazione: esame di fisica passato miracolosamente e anche un po' clamorosamente (diciamo che ogni tanto il culo da' una mano e mica ce ne si può lamentare, dico bene?), full-immersion geometrica in montagna, orale non si sa ben quando ma spero non giovedì come previsto. Sì, nulla di che ma la distanza tra la routine da sessione d'esami/anno accademico all'insegna del recupero esami arretrati e il Meritato Riposo™ si assottiglia sempre più e questo da un lato è un male, perché significa che il fatidico Momento della Verità (™ pure lui) è ormai davvero prossimo, ma dall'altro lato è un bene enorme, perché si traduce in un "libertà fino a settembre (e possibilmente anche oltre)" che è quanto di meglio possa desiderare allo stato attuale delle cose.&lt;br /&gt;E poi basta, insomma, non è che abbia altro da raccontare. Se tutto va bene, tra una settimana sono in vacanza. Altrimenti, tra una settimana sono comunque in vacanza, solo a cuore un po' meno leggero. In ogni caso, manca poco. Pochissimo. E io sono fermo al secondo capitolo. Vado a studiare -.-&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-115324897845081276?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/115324897845081276/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=115324897845081276' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/115324897845081276'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/115324897845081276'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2006/07/3-2-1.html' title='-3 -2 -1'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-115274706559575710</id><published>2006-07-13T00:22:00.000+02:00</published><updated>2006-07-13T01:31:05.676+02:00</updated><title type='text'>Amare i Tombini, Puntamenti e tanta tanta voglia di vacanza</title><content type='html'>Titolo del cazzo, sono il primo a riconoscerlo. Titolo del cazzo che necessita di delucidazioni, donde il presente post.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.ilosaarirock.fi/2005/felamaa/images/amon_tobin_2_minnap.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://www.ilosaarirock.fi/2005/felamaa/images/amon_tobin_2_minnap.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Delucidazione #1: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Amon Tobin. &lt;/span&gt;E' il tizio qua accanto e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;rocsa&lt;/span&gt;* di brutto. Tanto per cominciare si chiama davvero Amon Tobin, non è un nome d'arte, anzi a voler essere precisi il nome completo è Amon Adonai Santos de Araujo Tobin, e scusate se è poco. Ma non e' di come sia o non sia registrato all'anagrafe che intendevo scrivere. Ne parlo perché in questi due giorni sono ripiombato pesantemente nella sua musica, ho fatto il grave errore di scaricare i suoi primi due dischi oltre a quello che già avevo ("Supermodified") e ora li ho in loop tutti e tre su winamp senza apparente via di uscita dalla situazione. Eh sì, perché quando finisce un disco passo all'altro, se mi stufo del tal pezzo metto su quello che non mi stancherei mai di ascoltare e dai che ti dai la categoria dei suoi pezzi "che non mi stancherei mai di ascoltare" si allarga sempre più.&lt;br /&gt;Io dovevo andare avanti ad ascoltare Guccini Guccini e solo Guccini come i primi anni del liceo. Perché parliamoci chiaro, forse studiare col guccio di sottofondo non sarà il top dell'allegria, ma concentrarsi sui libri con un inferno drum'n'bass che riempie la stanza è umanamente impossibile.&lt;br /&gt;Ho già introdotto il prossimo tema, ma spendo ancora due parole sul mio tormentone del momento. Amon Tobin, precedentemente noto come Cujo, è uno che ne sa. L'ho scoperto quando già i miei pregiudizi sull'elettronica si erano notevolmente attenuati (a dare la prima violenta mazzata alle mie ridicole certezze sull'inferiorità di quella che pensavo manco fosse musica aveva già provveduto DJ Shadow un paio d'anni prima), ma credo che anche il peggio paladino della chiusura mentale non potrebbe che rimaniere sbalordito dalla raffinatezza dei suoi beat e campionamenti. Conosco bene la mia naturale attrazione verso qualsiasi cosa suoni un po' jazzosa e "progressive" e non nascondo che spesso tendo ad apprezzare tutto ciò che presenti queste caratteristiche, a prescindere dall'effettivo "valore artistico" (categoria mentale che peraltro ritengo totalmente priva di significato), ma davvero qua non ci son storie che tengano: costui è uno di quelli che gli americani chiamerebbero "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;a fucking genius&lt;/span&gt;". Uno che riesce a far suonare esaltante un assolo di batteria fusion ("Bridge"): ce ne vuole, eh? Poi ti metti a contare (o almeno, io mi metto a contare, lo faccio ogni volta che un pezzo mi sembra "strano") e viene fuori che è in 5/4. Sì, qui sono malato io, ma stravedo per i tempi composti, soprattutto quando sono usati con la massima naturalezza e danno quel particolare "colore" che con un 4/4 non riusciresti mai ad avere. "Nightlife" non si capisce se è un tema buono per un film Disney oppure esce da una partitura di Debussy, ma quel che è certo è che quando entrano quei beat spastici, convulsi scatta il delirio, e si avverte la necessità fisiologica di percuotere qualsiasi oggetto risonante sia a portata di mano. Altro che musica intellettualoide, solo per la mente e non per il corpo. L'intelligenza strepitosa di questa musica sta proprio nel conciliare e legare indissolubilmente il piacere puramente intellettuale e la presa immediata sull'apparato locomotore.&lt;br /&gt;Comunque il disco che alla fin fine preferisco è ancora quel "Supermodified" che già avevo. Fatevi un piacere: scaricatevelo e gasatevi come dei deficienti.&lt;br /&gt;Delucidazione #2: il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Vettore di Poynting&lt;/span&gt;. Sono un demente, tra due giorni ho un esame e al solito perdo tempo, sono alle strettissime e invece di studiare sto qua a scrivere di tambureggiamenti e puttanate varie. Il punto è che, sostanzialmente, per quanto possano essere interessanti le cose che devo studiare (nota bene: sto implicitamente ammettendo che Fisica 2 è interessante, c'è un ché di disonorevole in questo), il semplice fatto di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;doverle&lt;/span&gt; studiare me le fa apparire quanto di più noioso e meno importante sul pianeta. Però dai, siamo onesti, non si può mica chiamare una freccia (che, per sua natura, "punta" da qualche parte) "Vettore di Poynting", è ridicolo. [...] Non fa ridere? Avete ragione, sto diventando pazzo.&lt;br /&gt;Delucidazione #3: la voglia di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;vacanze&lt;/span&gt;. E' che proprio ora come ora di campi, molle, spire, torsioni, superfici e sarcazzi non me ne può fregar di meno. E' estate porca eva, voglio fare tutto quello che non ho fatto il resto dell'anno: starmene in giro perché tanto non ho nulla per cui sentirmi in colpa, suonare la chitarra per ore, riprenderci la mano e nel frattempo chiarirmi un po' le idee, leggere libri, leggere fumetti, guardare film, fare tardi sparando cazzate, levarmi dalle palle per un po' e vivere alla giornata un paio di settimane. Cose che, quale più quale meno, potrò fare e farò a partire da agosto. Eppure maledizione, agosto è drammaticamente lontano, anzi è vicinissimo ma io ho un macello di cose da fare e da studiare nel breve tempo che manca al suo avvento. Forse a svegliarsi prima, eh? Però per come stanno le cose la voglia di mandare a fanculo tutto e dire "ci vediamo a settembre" è forte, non fosse che equivarrebbe ad essersi rovinato luglio (e giugno, e maggio, e tutto l'anno) per poi ricominciare uguale finita l'estate. No no, sticazzi. Stringere i denti e tirar dritto. A riuscirci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* Il significato del termine "rocsare", se non già noto, mi pare comunque piuttosto intuitivo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14242538-115274706559575710?l=tempidispari.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tempidispari.blogspot.com/feeds/115274706559575710/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=14242538&amp;postID=115274706559575710' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/115274706559575710'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/14242538/posts/default/115274706559575710'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tempidispari.blogspot.com/2006/07/amare-i-tombini-puntamenti-e-tanta.html' title='Amare i Tombini, Puntamenti e tanta tanta voglia di vacanza'/><author><name>wago</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03886490226775998144</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://img229.imageshack.us/img229/2500/faropiccolo0ft.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-14242538.post-115244181407888215</id><published>2006-07-09T12:19:00.000+02:00</published><updated>2006-07-09T16:15:08.983+02:00</updated><title type='text'>Ascolti della settimana (1-9 Luglio)</title><content type='html'>Ecco gli ascolti di un po' più di una settimana, in cui peraltro lo studio e gli spostamenti in treno mi han dato parecchio tempo per sentire musica.&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drg400/g454/g45452iwjbf.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drg400/g454/g45452iwjbf.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Faun Fables: Mother Twilight&lt;/span&gt; [Earthlight, 2001] &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Come possa essere che la stessa persona che si cela dietro a questa musica suadente, pagana e delicata (ma anche assai tetra) possa essere anche corresponsabile dell'energia e del delirio avant-prog degli Sleepytime Gorilla Museum mi risulta pressoché incomprensibile. Folk "alla inglese" che guarda per metà ai Comus e per l'altra metà ai miti e ai riti pre-cristiani, agli spiriti dei boschi, ai satiri, ai flauti di pan e quant'altro. Assieme al multistrumentista Nils Frykdahl, che si concentra prevalentemente sulle tessiture di arpa e chitarra, è la voce magica ed evocativa della bravissima Dawn "The Faun" McCarthy. Il disco in questione è davvero bello, anche se non memorabile e nel complesso privo di episodi che spiccano sugli altri. Resta il fatto che si tratta di musica molto suggestiva e capace di creare atmosfere che non avevo mai sentito altrove.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Black Ox Orkestar: Nisht Azoy&lt;/span&gt; [Constellation, 2006] &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;5,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Castanets: What Kind of Cure?&lt;/span&gt; [Asthmatic Kitty, 2006]  &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;6,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Godspeed You Black Emperor!: F# A# (infinity)&lt;/span&gt; [Kranky, 1998] &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;8/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Godspeed You Black Emperor!: Slow Riot for New Zero Kanada&lt;/span&gt; [Constellation, 1999] &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;8,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Godspeed You Black Emperor!: Lift Your Skinny Fists Like Antennas to Heaven&lt;/span&gt; [Kranky, 2000] &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;10/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Godspeed You Black Emperor!: Yanqui U.X.O.&lt;/span&gt; [Constellation, 2002] &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;6,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Godspeed You Black Emperor!/Fly Pan Am: [split 7'']&lt;/span&gt; [aMAZEzine!, 1998] &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lebanon: Sunken City&lt;/span&gt; [Fast Music, 2006] &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;6,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Explosions in the Sky: How Strange, Innocence&lt;/span&gt; [Sad Loud America, 2000] &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Explosions in the Sky: Those Who Tell the Truth Shall Die, Those Who Tell the Truth Shall Live Forever&lt;/span&gt; [Temporary Residence, 2001] &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Explosions in the Sky: The Earth Is Not a Cold Dead Place&lt;/span&gt; [Temporary Residence, 2003] &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;8/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Explosions in the Sky: The Rescue&lt;/span&gt; [EP] [Temporary Residence, 2005] &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;6/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Explosions in the Sky: Peel Session&lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;18/09/2002&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Explosions in the Sky: Peel Session 11/02/2004&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Explosions in the Sky: Friday Night Lights&lt;/span&gt; [OST] [Hip-O Records, 2004] &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;6/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Caspian: You Are the Conductor&lt;/span&gt; [EP] [Dopamine, 2005] &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7,5/10&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt; (R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Russian Circles: Enter&lt;/span&gt; [Flameshovel, 2006] &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Neurosis: Souls at Zero&lt;/span&gt; [Virus, 1992] &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;8/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;The Ocean: Fluxion&lt;/span&gt; [&lt;span class="normal"&gt;Make My Day Records&lt;/span&gt;, 2004] &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Today is the Day: [omonimo]&lt;/span&gt; [Amphetamine Reptile, 1996] &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7,5/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Today is the Day: Temple of the Morning Star&lt;/span&gt; [Relapse, 1997] &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;8/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Mastodon: Leviathan&lt;/span&gt; [Relapse, 2004] &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;8/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;High on Fire: Blessed Black Wings&lt;/span&gt; [Relapse, 2005] &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7,5/10&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;(R)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fredrik Thordendal's Special Defects: Sol Niger Within&lt;/span&gt; [Relapse, 1999] &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7,5/10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Discordance Axis: The Inalienable Dreamless&lt;/span&gt; [Hydra Head, 2000] &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7/10&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/dre300/e319/e319793223h.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/dre300/e319/e319793223h.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;John Zorn: Xu-Feng&lt;/span&gt; [Tzadik, 2000] &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7,5/10&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Un pezzo che mi ha sempre affascinato molto è "Caos, Parte Seconda" degli Area, contenuta nell'imprescindibile "Maledetti". Si tratta sostanzialmente di un gioco le cui regole prevedono che ogni venti secondi ogni strumentista sorteggi un bigliettino su cui è scritta una sensazione da evocare con la propria musica, senza ascoltare i compagni di gruppo. Il risultato non è propriamente musicale ma senza dubbio interessante e, soprattutto, molto divertente. I "Game Pieces" diretti da Zorn sono sostanzialmente qualcosa del genere. Sono partito da questo perché l'ottima scheda di Ondarock lo consigliava come il più abbordabile. omnology.com ne illustra approssimativamente le regole, non troppo distanti da quelle sperimentate dagli Area. Il cast è d'eccezione e prevede l'alternanza di due musicisti ad ogni strumento: Fred Frith e John Schott si alla chitarra, William Winant e Dave Lombardo (!) alla batteria, Chris Brown e David Slusser all'elettronica, più Zorn in funzione di "direttore" della baracca. Tutto quanto è ispirato ai film cinesi sul kung-fu, e il risultato è, sorprendentemente, estremamente musicale, godibile e dinamico. Diventa poi uno spasso totale se si pensa alle modalità compositive ed esecutive che ci stanno dietro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drh300/h331/h33171xo5ff.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://image.allmusic.com/00/amg/cov200/drh300/h331/h33171xo5ff.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;John Zorn: Moonchild&lt;/span&gt; [Tzadik, 2006] &lt;span style="color: rgb(102, 51, 51);"&gt;7,5/10&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Ruins, Boredoms e Lighting Bolt sono adatti per lo Zecchino d'Oro a cospetto di una roba del genere. Il solito Joey Baron alla batteria, Trevor Dunn al basso e l'ormai onnipresente Mike Patton alla voce, o meglio agli strilli. Lo stile è grossomodo quello ormai rodato delle formazioni di cui sopra, con in aggiunta una buona dose di schizofrenia fornita dalle ritmiche spastiche di Bar
